28 Ottobre 2020
Chiara Ferragni

Willy Monteiro e la polemica di Chiara Ferragni: nel 2020 si può ancora parlare di fascismo?

La morte di Willy Monteiro è il fatto di cronaca nera che più ha sconvolto l’opinione pubblica negli ultimi giorni. Un omicidio brutale e cruento, un ragazzo di soli ventun anni che ha perso la vita per difendere un amico. La vicenda ha dato adito a una forte protesta in rete, e in poco tempo le parole sono diventati fatti: diverse associazioni hanno organizzato manifestazioni nelle piazze delle principali città italiane per ricordare Willy e far sì che non accada più niente del genere. Chiara Ferragni, l’iconica influencer e imprenditrice, ha voluto farsi avanti ed esprimere il propri pensiero in merito, soprattutto per cercare di sensibilizzare sull’argomento razzismo, dato il suo enorme seguito sui social.

Chiara Ferragni
Omicidio Willy

L’omicidio di Willy Monteiro

Siamo in provincia di Roma, quasi al confine con Frosinone, durante la notte tra il 5 e il 6 settembre. Willy Monteiro Duarte, ventun anni, era appena rientrato nel paese di Colleferro dopo aver lavorato tutta la sera all’albergo di Artena, località confinante, dove era stato assunto poco tempo prima.

In quelle ore tirava una brutta aria a Colleferro e Willy, che era assieme ad alcuni amici, si era imbattuto in una rissa tra due gruppi. Il primo era noto come “la banda di Artena” ed era composto dai tristemente famosi fratelli Gabriele e Marco Bianchi, Francesco Beleggia e Mario Pincarelli, tutti tra i 22 e i 26 anni. Il secondo era composto da ragazzi originari di Colleferro e tra di loro c’era un compagno di scuola di Willy.

Ed è stato proprio vedere il compagno in difficoltà che l’ha spinto ad agire, a non voltarsi e passare oltre. «Cosa state facendo? Smettetela». Willy ha separato i ragazzi, e in men che non si dica si è trovato in mezzo a un pestaggio di una violenza inaudita. I fratelli Bianchi, che non erano presenti inizialmente, sono arrivati in quel frangente dopo essere stati chiamati dal loro gruppo come rinforzi e hanno iniziato a colpire chiunque capitasse loro a tiro.

Mentre Federico Zurma, il compagno di classe, e gli amici che erano con Willy sono riusciti a sfuggire alla loro furia e a nascondersi dietro alcune auto in sosta, il ragazzo è rimasto intrappolato in mezzo alla rissa ed è stato massacrato senza pietà. Abbandonato ormai inerte, è stato soccorso subito dopo. Nonostante ciò, alle 5 del mattino i medici dell’ospedale di Colleferro, dov’era arrivato in condizioni molto critiche, ne hanno constatato il decesso.

Chiara Ferragni, @spaghettipolitics il post incriminato

In breve tempo sono usciti in rete i primi articoli sull’accaduto, le persone ne hanno cominciato a parlare e anche le celebrità non sono rimaste in silenzio. Emma Marrone, Levante, Marchisio ed Ermal Meta sono alcuni dei vip che sui social hanno dedicato un post a Willy, esprimendo le loro riflessioni.

Chiara Ferragni, la “blonde salade” che ha letteralmente creato la figura dell’influencer, non è stata da meno ed è intervenuta sul suo profilo Instagram ufficiale, condividendo nelle sue stories un post dell’account @spaghettipolitics che analizzava punto per punto come il giornalismo italiano ha trattato la notizia, e quali errori sono stati commessi.

Il post di @spaghettipolitics parla anche di come sia necessario cambiare e cancellare la cultura fascista che domina in Italia e questo ha scatenato un’ondata di dibattiti sull’orientamento politico di Chiara Ferragni e sull’uso del termine fascismo, che vedremo più avanti.

Chiara Ferragni
Chiara Ferragni fascismo

In una storia successiva fa riferimento alle affermazioni della famiglia di due degli assassini, i fratelli Bianchi. Avrebbero sminuito l’accaduto dicendo che colui che hanno ucciso “era solo un immigrato“. Willy, infatti, aveva origini capoverdiane, pur essendo nato e cresciuto in Italia. Il movente razzista e politico è stato ufficialmente escluso nel corso delle indagini, ma sono parole che scuotono, soprattutto se si pensa che soltanto quattro mesi fa veniva ucciso George Floyd e nasceva il movimento Black Lives Matter.

Chisra Ferragni
Chiara Ferragni Willy Monteiro

Il messaggio lanciato dalla Ferragni non è passato inosservato e Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, durante un’intervista al quotidiano La Verità ha risposto attaccando nemmeno troppo velatamente i Ferragnez: «mi chiedo perché Fedez e Chiara Ferragni non promuovano una bella campagna contro la diffusione della cocaina tra i giovani». E Fedez non ha esitato a rispondere, prima con una serie di Instagram stories mirate, e successivamente con un tweet provocatorio.

Nel 2020 si può ancora parlare di fascismo?

Condividendo il post di @spaghettipolitics, Chiara Ferragni ha fatto ben capire quale sia la sua idea al riguardo. Ossia, come dice Michela Grasso, la ventunenne di Gallarate (Varese) a cui apparteneva il profilo, che le è stato eliminato dopo aver subito scam (truffa tramite la quale vengono rubati dati personali), la causa sarebbe tutta nella cultura del fascismo che predomina in Italia in questo periodo.

Cosa si intende per “cultura del fascismo“? Si tratta di una mentalità ben radicata, che promuove violenza, razzismo, omotransfobia e discriminazioni. Quella cultura che ha portato alla morte di Willy e Maria Paola, la diciottenne di Caivano (Napoli) uccisa dal fratello perché fidanzata con un ragazzo trans. L’odio feroce contro chi è considerato diverso, che si avvicina molto agli ideali del periodo fascista di Benito Mussolini.

Di questo si trova conferma nelle affermazioni dei familiari di Marco e Gabriele Bianchi, quel “era solo un extracomunitario” atto a sminuire la gravità dell’accaduto. Ma la cosa non si è fermata qui. Negli ultimi giorni è stata rintracciata la persona che si celava dietro al profilo fake di Manlio Germano, nome preso da un personaggio del film del 2003 “Caterina va in città“, che su Facebook aveva condiviso una foto degli assassini, esultando: “come godo che avete tolto di mezzo quello scimpanzé, siete degli eroi”.

Chiara Ferragni

 

Si tratta di un ragazzo di 23 anni, studente universitario residente a Treviso. Nonostante avesse adottato delle misure di sicurezza informatiche per non venire rintracciato, le forze dell’ordine sono riuscite a risalire a lui. Si potrebbero fare numerosi altri esempi anche al di fuori del caso di Willy, come, uno fra tutti, le orde di commenti sui social network sotto le notizie di immigrati affogati che li definiscono “cibo per pesci“.

Come Michela fa notare, in molti hanno sottolineato il fatto che i fratelli Bianchi praticassero l’MMA, arti marziali miste, e che il problema andrebbe risolto vietando la pratica di questi sport. Tuttavia si tratterebbe di un provvedimento inutile, perché non sono le arti marziali che spingono a compiere atti di estrema violenza come questo.

In conclusione, sì, nel 2020 si può ancora parlare di fascismo. Certo, non esiste più il partito, e c’è il reato di apologia di fascismo per chiunque cerchi di ricrearlo o anche solo ne parli bene. Ma i recenti fatti di cronaca sono un forte e chiaro campanello d’allarme, un segnale che non va inascoltato, che ci dice che dobbiamo fare qualcosa, e in fretta.

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