“Era solo un immigrato” : la frase shock dei parenti dei presunti assassini di Willy Monteiro

Tania Carnasciali

Willy Monteiro era originario di Capo Verde, ciò fa di lui un immigrato, un extracomunitario. Nello scorso fine settimana è stato ucciso a colpi di botte da un gruppo di persone, le indagini sono in corso e ci sono dei sospettati.

Quello che pero fa accapponare la pelle, é la frase detta dai parenti dei presunti assassini: “In fondo che hanno fatto di male? Hanno ucciso solo un immigrato.”. Perché Willy Monteiro questo era, solo un immigrato mica una persona.

Lasciando da parte le indagini in corso, questa frase ci indigna e non poco perché ci dimostra come la parola immigrato sia sinonimo del nulla.

L’immigrato non è una persona, é un problema da risolvere, è quello che ci ruba il lavoro, le donne, che arriva qua perché vuole rubarci tutto. Questa la base del ragionamento.

Un ragazzo di 21 anni che sta studiando per diventare cuoco, che parla italiano, che ha una vita come tutti i 20enni è solo un immigrato. Se muore in fondo è quasi giusto, no? Così sembra.

La cosa aberrante è che in molti la pensano così, molti pensano che in fondo che vuoi che sia? È uno in meno da mantenere, 35 euro e una stanza d’albergo risparmiati.

La politica dell’odio

Da decenni alcuni politici si dedicano all’individuazione del nemico del momento, a trovare la categoria a cui dare la colpa per i problemi dell’Italia.

Perché la colpa è sempre di qualcun altro, sia mai che ci guardiamo in faccia e diciamo “beh in effetti abbiamo sbagliato noi”, questo mai. È meglio trovare qualcuno da incolpare, e allora perché non gli immigrati? Perché non gente che arriva sui barconi e ci ruba tutto?

Tanto loro sono muscolosi, hanno gli ultimi modelli di smartphone, e vengono messi negli alberghi a spese nostre, quindi è di sicuro colpa loro.

Non si parla del fatto che l‘Africa da secoli è terra di conquista, e nemmeno del fatto che stia diventando invivibile a causa di tutti gli interventi del cosiddetto mondo civile.

Non parliamo nemmeno dei migliaia di minori che scendono dai barconi e poi spariscono nel nulla, nell’indifferenza generale, tanto sono immigrati mica contano.

Tralasciamo anche che i migranti vengono messi a lavorare nei campi, in mano al caporalato, per pochi spiccioli al giorno. O che vengano arruolati dalla malavita come carne da macello. Tanto sono immigrati, che stessero a casa loro se non gli va bene, no?

E non parliamo nemmeno del fatto che sono merce di scambio in lotte politiche infinite, che spesso muoiono in mare affogati perché non sanno nuotare ma tanto sono solo immigrati, sono sacrificabili.

I buonisti li difendono

Se pensate che siano persone siete buonisti, perché sono immigrati mica esseri umani. Devono stare a casa loro, a morire lontano dai nostri occhi.

Willy Monteiro è morto pestato come un animale randagio, ma è colpa sua: era immigrato. Se era italiano potevamo dispiacerci, ma non lo era quindi passiamo oltre, altrimenti ci chiamano buonisti.

Sei buonista se pensi che un ragazzo di colore di 21 anni non doveva morire così, perché in fondo la colpa è sua per non essere bianco.

Sei buonista se ti indigni per la frase “era solo un immigrato” ma non perché i pensionati rovistano nei cassonetti. Perché se non lo sapete non potere indignarvi per entrambe le cose, é vietato dalla legge dei non buonisti secondo la quale ci si può indignare solo per gli italiani.

Che poi mezzo mondo muoia letteralmente di fame quando noi buttiamo via tonnellate di cibo, è marginale. Dovevano nascere dalla parte giusta del mondo, non si può provare pena e empatia per loro perché sennò si è buonisti.

Willy Monteiro una vita spezzata

Willy Monteiro

Mentre stiamo qua a discutere di queste cose che dovrebbero essere ormai parte della cultura umana, un ragazzo di 21 anni è morto preso a botte, in un sabato sera di fine estate per difendere un amico.

Una vita spezzata improvvisamente, una famiglia che in una manciata di minuti sprofonda nel dolore più cupo, un 21enne che non avrà mai un futuro, a cui è stata tolta la vita, un ragazzo come tanti è morto pestato a calci e pugni.

Ma tanto era solo un immigrato, una vita sacrificale, uno che non contava nulla, che non aveva diritto a vivere. Era solo un immigrato, averlo ucciso non è rilevante, non conta, non è mica stata spezzata una vita no?

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