Attualità

Il 2020 in 12 scene: finisce l’anno più brutto

Il 2020 non è stato di certo un anno facile e lo abbiamo scoperto fin dall’inizio, dal primo mese dell’anno. Vediamo allora il riassunto del 2020 in 12 scene.

 

65128_copertinatimecopia-320x287 Il 2020 in 12 scene: finisce l'anno più brutto
Fonte foto: Time

Siamo in dirittura di arrivo del 2020, l’anno più catastrofico di sempre: pandemia globale, incendi, morti scioccanti e siamo arrivati vicinissimi anche allo scoppio di una possibile terza guerra mondiale.

Chi poteva immaginare tutto ciò quando facevamo il countdown e stappavamo lo spumante lo scorso 31 dicembre 2019? Certo, si dice “anno bisesto, anno funesto”, ma non pensavamo finisse così.

Il 2020 non è stato di certo un anno facile e lo ripercorriamo oggi in 12 scene per riassumere quest’annata.

 

La morte di Qassem Soleimani e la paura di un nuovo conflitto mondiale (3 gennaio 2020)

Il 2020 non è di certo iniziato bene: a spaventare il mondo è stata l’uccisione di Qassed Soleimani per mano degli Stati Uniti, tramite un drone. Soleimani era lo storico comandante delle Guardie iraniane della Rivoluzione, uno degli uomini più potenti e importanti del Medioriente.

La reazione iraniana è stata immediata: diverse basi americane sono state colpite da missili iraniani e uno di questi ha colpito un volo di linea ucraino con a bordo 176 passeggeri. In tutto il Paese sono state bruciate le bandiere americane, sprigionando un nuovo odio verso la potenza mondiale.

In molti hanno avuto paura che l’uccisione di Soleimani fosse stata la scintilla per un nuovo conflitto mondiale.

A placare gli animi è arrivata l’Europa, ma anche diversi studenti iraniani che si sono opposti all’odio per gli Stati Uniti, rinunciando a calpestare le bandiere americane e israeliane.
Le polemiche non si sono fermate contro il presidente Trump, accusato di essere un guerrafondaio, soprattutto perché le dinamiche della decisione sono ancora oggi nebulose.

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Fonte foto: La Stampa

 

Incendi in Australia (Gennaio 2020)

Il 2020 non è iniziato nel migliore dei modi (e non è neanche continuato meglio, se è per questo).

Sempre nel mese di gennaio, iniziano a diffondersi le tragiche notizie sulla serie di incendi che sta colpendo l’Australia.

I primi incendi avevano iniziato a svilupparsi già nel 2019, l’anno più caldo e secco mai registrato in Australia dal 1910. Ma all’inizio di gennaio, la situazione si è aggravata a causa “dell’intensità, della portata, del numero, della simultaneità e dell’ampiezza geografica degli incendi”, come ha rivelato il professore di pirogeografia David Bowman.

Sono stati diversi i fattori che hanno portato a questo disastro, primi fra tutti sicuramente la siccità e la forza dei venti, che hanno alimentato l’espansione degli incendi in tutto il Paese.
Ovviamente non esistono dati certi, ma il WWF ha calcolato che potrebbero esserci stati quasi un miliardo di morti nel mondo animale, alcuni morti negli incendi, altri morti per altre conseguenze, come la siccità e il cambiamento dell’habitat.

Gli incendi in Australia sono stati un enorme danno per la biodiversità australiana, distruggendo interi habitat naturali.
Ricordiamo tutti le tremende immagini di quei giorni, tra cui la foto simbolo del koala, ferito dalle ustioni e intossicato dai fumi, salvato da una donna.

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Fonte foto: Il Sole 24 ore

 

Morte Kobe Bryant (26 gennaio 2020)

Il 2020 ci ha costretto a dire addio a diverse persone di spicco, ma uno degli addii più dolorosi è stato sicuramente quello a Kobe Bryant.

Kobe Bryant, campione di basket conosciuto in tutto il mondo, è morto in un incidente in elicottero in California. A bordo c’era anche sua figlia Gianna ed altre sette persone: nell’incidente sono morte tutte le persone a bordo.

La morte di Kobe Bryant è stato un fulmine a ciel sereno: il giocatore era un campione sia sul campo che fuori, ha ispirato migliaia di giovani e ha fatto sognare i suoi tifosi.
Una leggenda del basket e dello sport, l’uomo dei record con un talento indiscusso; la sua morte ha addolorato migliaia di fan.

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Fonte foto: Elle

“Che succede? Dov’è Bugo?” – Sanremo (Febbraio 2020)

In questo 2020 ne sono successe di cose, tra le più leggere e chiacchierate c’è stata sicuramente la lite tra Morgan e Bugo a Sanremo.

Durante la quarta serata, a notte inoltrata (ricordiamo tutti l’esagerata lunghezza di Sanremo di quest’anno), arrivano sul palco Bugo e Morgan per la loro esibizione.

Ma all’improvviso, Morgan decide di cambiare il testo e rinfacciare “la brutta figura di ieri sera” al suo compagno Bugo. Quest’ultimo decide di lasciare il palco ed ecco che arrivano le parole più famose e citate di quest’anno: “Che succede? Dov’è Bugo?”.

Dopo la loro squalifica, Internet s’infiamma e iniziano ad apparire migliaia di meme sull’esibizione. Meme che ancora troviamo e citiamo volentieri.

Morgan-Bugo-lite-Sanremo-2020-320x200 Il 2020 in 12 scene: finisce l'anno più brutto
Fonte foto: Quotidiano Piemontese

 

Coronavirus e lockdown italiano (Febbraio – Marzo – Aprile)

Arriviamo finalmente all’evento che ha segnato maggiormente quest’anno e che ha cambiato radicalmente le nostre vite: l’epidemia di Coronavirus.

Alla fine di dicembre 2019 arrivano notizie di una nuova e misteriosa polmonite in Cina, precisamente a Wuhan, ma all’inizio nessuno di noi si sarebbe mai aspettato un’epidemia, dopotutto la Cina era lontana.

Il Covid-19 viene ampiamente sottovalutato e la Cina spinge la teoria per la quale il virus si trasmetta solamente da animale a uomo: all’inizio, infatti, complici notizie poco chiare ed oneste, si crede che i contagi siano dovuti alla frequentazione del mercato di Wuhan, dov’era partito tutto.

L’Italia inizia a sospendere i voli verso una Cina in lockdown, ma secondo molti, il virus era già nel nostro Paese. Il 31 gennaio arriva la notizia dei primi due contagi in Italia: si tratta di una coppia di turisti cinesi.

La situazione sembra comunque sotto controllo: in Italia la vita continua come sempre, nonostante un crescente atteggiamento razzista verso i negozi e i ristoranti di origine cinese, fioccano anche cartelli, all’entrata di diverse attività, che vietano l’entrata a chiunque fosse di origine cinese.

Il 21 febbraio arriva la notizia che tutti temevamo: un uomo di 38 anni, residente a Codogno, risulta positivo, è il paziente 1.
Nei giorni seguenti è un susseguirsi di contagi e arriva anche la prima vittima: un uomo di 78 anni, residente a Vo’ Euganeo, morto in terapia intensiva.

Il 23 febbraio il governo italiano dichiara “zone rosse” alcuni comuni tra Lombardia e Veneto, per cercare di controllare la propagazione della malattia.
Dopo diversi tentativi da parte di alcuni sindaci italiani di non farsi abbattere dal virus (come “Milano non si ferma” lanciato dal sindaco di Milano Beppe Sala), il governo dichiara la Lombardia zona rossa e si crea un enorme esodo verso il sud, di chi cerca di fare ritorno nei propri luoghi di origine.

Il 9 marzo il governo estende le misure di contenimento in tutta Italia: il Paese è in lockdown. Una chiusura che durerà fino a metà maggio, costellata di eventi inediti.
Lentamente gli altri Paesi europei seguono la decisione dell’Italia e l’Europa finisce interamente in lockdown.

Ricordiamo quei mesi con una serie di immagini ed eventi che non si cancelleranno mai dalla nostra memoria: l’infermiera esausta che crolla durante il turno di lavoro, con ancora indosso la mascherina e i guanti, la colonna di mezzi militari che trasporta le bare di decine di vittime del virus verso i cimiteri, il Papa che celebra la messa in una piazza San Pietro vuota e sferzata dalla pioggia battente e il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che celebra il 25 aprile, deponendo una corona d’alloro sulla tomba del Milite Ignoto all’Altare della Patria a Roma, completamente da solo, indossando una mascherina.

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Fonte foto: Il Post

 

L’uccisione di George Floyd (25 maggio 2020)

Tra gli eventi più rilevanti del 2020, c’è stata sicuramente l’uccisione di George Floyd per mano dell’agente di polizia Derek Chauvin.

Floyd stava comprando un pacchetto di sigarette, quando viene accusato di aver dato una banconota falsa. Sul posto arrivano due agenti e, dopo una breve colluttazione, Floyd viene messo a terra dall’agente Derek Chauvin e dal suo collega: Chauvin preme un ginocchio sul collo di Floyd, rendendogli impossibile la respirazione.

Floyd continua a ripetere “Non riesco a respirare”, chiedendogli di togliere il ginocchio, ma Chauvin continua a premere.

L’agente trattenne Floyd per 8 minuti e 46 secondi, sollevando il ginocchio solo dopo la richiesta dei paramedici, nonostante Floyd avesse perso coscienza già da 3 minuti. All’arrivo in ospedale, George Floyd viene dichiarato morto.

Il video della morte di Floyd rimbalza sui social, mostrando a tutto il mondo la brutalità della polizia contro gli afroamericani, piaga che affligge gli Stati Uniti da anni.
La sua morte ha segnato il 2020 e noi non possiamo dimenticare quelle parole, ormai dolorosamente incise nella nostra memoria: “I can’t breathe”.

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Fonte foto: Fanpage

 

Il movimento Black Lives Matter (maggio – giugno)

La morte di George Floyd ha innescato una serie di proteste in tutti gli Stati Uniti: i manifestanti richiedono a gran voce giustizia per tutti gli afroamericani uccisi dalla polizia a causa del razzismo dilagante.

Le proteste hanno coinvolto tantissime città americane e ben 25 sono state blindate. Le proteste hanno portato l’allora Presidente Trump a blindare la Casa Bianca e ad andare nel bunker per alcuni giorni.

Nasce un nuovo movimento, il Black Lives Matter, per dire basta alla violenza della polizia contro gli afroamericani. Alcune delle proteste sono state pacifiche, altre più violente e, in entrambi i casi, sono state sedate con la violenza, attraverso percosse e spray al pepe, anche contro i manifestanti più pacifici.

Nei giorni delle proteste sono fioccati decine di video che raccontavano la violenza della polizia contro i manifestanti e la stessa stampa che era lì per seguire le proteste.
Sono stati giorni di fuoco in America e nel resto del mondo, con migliaia di manifestanti uniti per chiedere giustizia contro il razzismo che distrugge il Paese.

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Fonte foto: Britannica

 

Esplosione a Beirut (4 agosto 2020)

Il 4 agosto scoppia un incendio in un magazzino del porto di Beirut e alcuni vigili del fuoco vengono inviati sul posto per spegnerlo.

Dopo una prima esplosione, arriva la seconda: nel cielo di Beirut si alza una nuvola rosso-arancione, l’esplosione viene misurata come un terremoto con una magnitudo di 3,3, avvertita anche a Cipro e nel nord di Israele.

Le cause ancora non sono state determinate con certezza, alcuni affermano che nel magazzino ci fossero sostanze chimiche ed esplosive, come alcuni nitrati.
A seguito delle esplosioni, è stata confermata la morte di più di 220 persone e il ferimento di altre 7000.

I danni sono stati enormi, l’esplosione ha distrutto una sezione del litorale e diverse abitazioni.

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Fonte foto: Emergency Live

 

Morti famose del 2020

Il 2020 è stato un anno pessimo anche per le star che ci hanno lasciato.

Oltre al già citato Kobe Bryant, sono stati molti i personaggi di spicco che ci hanno lasciato.

Tra questi ricordiamo Chadwick Boseman, il nostro Black Panther, morto all’età di 43 anni a causa di un tumore al colon: l’attore non aveva mai rivelato di essere malato e la sua morte ci ha spiazzato totalmente.

Sean Connery, il James Bond per eccellenza, ci ha lasciato a 90 anni.

Tra le perdite più grandi c’è stata quella di Gigi Proietti, attore e doppiatore romano, nel giorno del suo 80° compleanno, per non parlare del compositore Ennio Morricone, famoso per aver firmato alcune delle colonne sonore cinematografiche più belle e importanti di sempre.

Ci hanno lasciato anche Kirk Douglas (attore), Katherine Johnson (matematica), Luis Sepulveda (scrittore), Ezio Bosso (pianista), Franca Valeri (attrice), Naya Rivera (attrice), Ruth Bader Ginsburg (giudice della Corte Suprema), Eddie Van Halen (musicista), Paolo Rossi (calciatore) e ovviamente Diego Armando Maradona, calciatore, una morte che ha lasciato un enorme vuoto.

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Fonte foto: Sky TG 24

 

Biden nuovo Presidente degli Stati Uniti (novembre)

Il 2020 è stato anche l’anno delle elezioni negli Stati Uniti: dopo i quattro anni di presidenza di Donald Trump, è arrivato per lui il momento di scontrarsi contro Joe Biden.

Le elezioni di quest’anno sono state lunghe e tortuose: molti americani, soprattutto democratici, hanno deciso di votare per posta e anche il Coronavirus ha influenzato molto il voto. Le scellerate affermazioni di Trump (come quella dell’iniettarsi il disinfettante per combattere il virus), hanno giocato contro il tycoon e il popolo americano ha optato per il suo rivale.

Per avere un risultato decisivo abbiamo dovuto aspettare giorni, ma poi è stato fatto l’annuncio: Joe Biden è il nuovo Presidente degli Stati Uniti.
Trump non ha preso bene la notizia e ha richiesto numerose volte il riconteggio delle schede in diversi Stati.

Ma la notizia è anche un’altra: Kamala Harris è la prima vicepresidente donna nella storia americana, un fatto inedito che ha dato una forte sferzata alla politica statunitense.
Perché come ha rivelato la stessa Kamala Harris, lei “è la prima, ma non sarà l’ultima”.

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Fonte foto: Voice of America

 

Brexit (dicembre)

Lo scorso 31 gennaio il Regno Unito è uscito ufficialmente dall’Unione europea dopo quattro anni e mezzo dal referendum, entrando in un periodo di transizione che terminerà il 31 dicembre di quest’anno.

Boris Johnson ha terminato l’accordo commerciale e di sicurezza con la Commissione Europea, decretando i termini di uscita del Regno Unito dall’Unione Europea.

Termina quindi un’era: i risultati del referendum avevano sconvolto tutta l’Europa, gettando nel caos i cittadini di tutto il continente. Il Regno Unito è uscito ufficialmente dal programma universitario dell’Erasmus e ora, tutti gli italiani residenti in Gran Bretagna, tremano per le nuove condizioni.

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Fonte foto: Financial Times

 

V-Day (27 dicembre 2020)

Dopo un anno funestato dall’epidemia, si è aperto uno spiraglio di luce: è in arrivo il vaccino contro il Coronavirus.
Diverse case farmaceutiche hanno lavorato in questi mesi per il vaccino, riuscendo ad avere finalmente risultati, senza alcun intoppo burocratico.

Il 27 dicembre scorso sono arrivate le prime dosi in Italia: per primi verranno vaccinati gli operatori nel settore sanitario, poi inizierà la campagna di vaccinazione di massa.
Il V-Day è stato un giorno di speranza, un punto d’inizio per tornare alla vita di prima e debellare questo virus che ha sconvolto il mondo.

claudia-alivernini-320x211 Il 2020 in 12 scene: finisce l'anno più brutto
Fonte foto: Agenzia Dire

 

 

Questi erano i maggiori fatti del 2020: un anno tremendo sotto ogni punto di vista, che ha cambiato radicalmente la nostra visione della vita.
Siamo stati in lockdown, ci siamo ritrovati di fronte ad un’epidemia e ad uno scenario mai visto.

Ci siamo sentiti soli e abbiamo cercato in tutti i modi di tenerci in contatto con le persone a noi care, sperando in un futuro migliore.

Chiudiamo questo 2020 con la speranza che torni tutto alla normalità il prima possibile.

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