28 Ottobre 2020
New York Times Italia Coronavirus

New York Times Italia Coronavirus

Il New York Times celebra l’Italia per la gestione della crisi Covid-19

L’Italia è di nuovo sul tetto del mondo.
No, non abbiamo vissuto nessuna notte magica e nessuna coppa è stata alzata al cielo. La vittoria di oggi, però, è ancora più importante. Da ogni parte del mondo piovono complimenti sullo stato di salute della nostra nazione, che è riuscita meglio di chiunque altro a contenere gli effetti del Coronavirus.

Le parole al miele del New York Times nei confronti dell’Italia: segnali di ripresa

È stato il New York Times a fregiare l’Italia di questo importante riconoscimento. Mentre negli States il Presidente Trump continua ad essere alle prese con una situazione mal gestita e un sentimento comune di frustrazione.  I canti sul balcone, la capacità di compattarsi di fronte all’emergenza medico-sanitaria e le decisioni perentorie e tempestive del governo hanno guadagnato la prima pagina del quotidiano più importante del globo. Imprevedibile, fino a qualche mese fa.

Non dimentichiamoci cosa è stata, per l’Italia, la primavera 2020. I decreti si susseguivano di giorno in giorno, Giuseppe Conte era diventato un ospite fisso dei nostri salotti attraverso le sue conferenze stampa e le nostre libertà d’azione erano limitate al massimo. In televisione assistevamo a spettacoli tragici, come il corteo delle bare di Bergamo e ogni squillo di telefono portava con sé un’aura di terrore: un parente contagiato, un amico perduto per sempre, un virus che non sembrava voler cedere.

Eppure ne siamo quasi usciti. Il virus è ancora in circolo, la fase 3 è stata prorogata fino a ottobre, ma le nostre vite hanno ripreso a scorrere quasi normalmente, scandite dal lavoro e dalle uscite nei giorni di festa. I più fortunati si sono potuti persino concedere una vacanza, rigorosamente in riva alla Riviera o nelle splendide spiagge pugliesi.

La situazione degli States: perché gli americani invidiano l’Italia?

In America, invece, la situazione continua a essere disperata. Nonostante il ritardo con cui ha colpito il virus, gli avvertimenti degli esperti e dei protocolli già tracciati da Europa e Cina, gli Stati Uniti continuano ad affogare in un mare di contagi senza precedenti. Quattro milioni e mezzo di persone contagiate dal CoronaVirus e 156.000 decessi dall’inizio della pandemia. Numeri senza precedenti o paragoni nel mondo.

L’amministrazione Trump ha ovviamente risentito di questa crisi globale. Gli ultimi mesi, per il Presidente degli Stati Uniti, sono stati i più difficili della sua gestione. Non solo ha dovuto combattere con una crisi globale, ma ha anche dovuto gestire la rivolta interna del “black lives matter”. Il tutto a pochi mesi, ormai settimane, dalle prossime elezioni presidenziali.

In America, quando si parla di votazioni, è vietato fare pronostici, ma la vastità di argomentazioni con cui l’amministrazione Trump è stata messa in ginocchio rende facilmente prevedibile la mancata conferma del Presidente. Il paragone con l’Italia è la definitiva sentenza del New York Times.

La percezione internazionale dell’Italia negli ultimi vent’anni: una condanna sovvertita

Donald Trump per la prima volta con la mascherina

A livello internazionale, fino ad oggi, l’Italia non è mai stata vista di buon occhio. I problemi del nostro paese sono fin troppo noti. Una politica economica stagnante da circa 20 anni, riforme completamente inefficaci e nessuna forma di investimento nella ricerca e nel futuro.

L’Italia è stata vista, per quasi due decenni, come una gigantesca casa di riposo, dotata di un sistema previdenziale di tutto rispetto, ma senza futuro. La drammatica situazione in cui il Coronavirus ha proiettato il mondo ha dato nuovo lustro al nostro paese, che torna ad essere visto come un modello. Sono passati sessant’anni dall’ultima volta che si è potuto formulare un pensiero simile. Erano gli anni del boom economico, l’Italia volava sulle ali dell’entusiasmo e c’era speranza nei confronti del futuro.

Per la prima volta, i giovani possono assaporare qualcosa di vagamente simile all’orgoglio nazionale.
Il New York Times, negli ultimi anni, non ha mai risparmiato attacchi al nostro paese, ed è per questo che i complimenti di oggi valgono doppio. Nonostante sia evidente l’intento politico di dare la definitiva spallata alla presidenza Trump, le parole del noto quotidiano non fanno altro che rafforzare la posizione del nostro paese dopo il braccio di ferro relativo al Recovery Found.

Cosa succederebbe se si andasse a votare oggi?

A livello mediatico, l’articolo del New York Times ha contribuito a rafforzare pesantemente la posizione del governo in campo internazionale. Nella percezione interna, invece, le cose restano sostanzialmente immutate. Nonostante i consensi persi dall’inizio della pandemia, la Lega resta il primo partito e, se si andasse oggi alle elezioni, sarebbe la coalizione di centro-destra a trionfare, con il duo Salvini-Meloni a guidare il paese. 

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