23 Ottobre 2020
dipendenza da carne

Carne: può davvero creare dipendenza?

La bella stagione è sinonimo di mare, giornate all’aperto e anche barbecue, perchè diciamolo chi è capace di resistere davanti a della succulenta carne, fatta rosolare sulla griglia, che mette gola; un alimento importante nella nostra alimentazione quotidiana, senza alcun dubbio, ma che più di altri è oggetto di accesi dibattiti a livello nutrizionale.

Consumo di carne: pro e contro

carne

La carne rappresenta una delle principali fonti proteiche di origine animale, oltre a pesce, uova e prodotti latteo-caseari, oltre ad essere seconda solo a frutta e verdura per il contenuto in acqua (circa 50-80%); fornisce proteine di elevata qualità, oligoelementi (in particolare zinco, rame e ferro altamente biodisponibile) e vitamine del gruppo B, soprattutto vitamina B12. Inoltre è ricca di grassi saturi che contribuiscono ad aumentare il senso di sazietà dopo il consumo di carne, ma solo in apparenza questo rappresenta un beneficio.

Infatti l’elevato, addirittura eccessivo contenuto di acidi grassi saturi, porta ad un rallentamento del metabolismo proteico, allungando di gran lunga il processo digestivo con problematiche a livello soprattutto intestinale. Sempre l’aumento eccessivo di acidi grassi saturi è correlato ad un aumento del colesterolo , con gravi conseguenze a livello dell’organismo, se non compensato dal consumo di frutta secca e ad altri alimenti ricchi in Omega-3 e Omega-6.

Un altro “contro” del consumo, soprattutto eccessivo, di carne è legato al ridotto contenuto di calcio, uno dei minerali più presenti nel corpo e fondamentale per la corretta funzionalità ossea ed articolare. Da qui l’importanza di bilanciare il consumo di carne con quello di alimenti ad elevato contenuto di calcio, come latte e derivati.

Dipendenza da carne: esiste davvero?

Dipendenza da carne

La carne è uno degli alimenti più consumati in assoluto, fin dal Paleolitico quando i primi ominidi passarono dal cibarsi di frutta e semi al cacciare animali per proteggersi. Nel tempo si sta lentamente “tornando alle origini” prediligendo un regime alimentare più sano ed ecosostenibile (vegetariano/vegano), ma ancora tante, troppe persone non riescono a fare a meno della carne, sviluppando quasi una sorta di “dipendenza da carne”. Ma è giusto definirla così?

Per “dipendenza” s’intende un’alterazione del comportamento davanti che da semplice o comune abitudine si tramuta in una ricerca esagerata del piacere. Nel caso della carne, la terminologia “dipendenza” è leggermente impropria, anche se è stato osservato che il consumo di carne porta ad un’iperstimolazione del metabolismo, con consguenze anche a livello psicologico e comportamentale.

Infatti chi consuma più o meno eccessivamente carne, tende a sviluppare maggior intolleranza, tendenza alla litigiosità e aggressività rispetto a chi invece opta per un’alimentazione più vegeteriana, che tende ad essere più tollerante, mite, disponibilità al dialogo, alla condivisione.

Alla base di questo vi sarebbero le proteine, e in generale i vari cataboliti che vengono prodotti dalla carne, che vanno ad influenzare fortemente la fisiologia cerebrale e il comportamento; un ruolo importante è giocato anche da alcuni ormoni, come ad esempio l’adrenalina.

Come si sa, questo ormone viene prodotta dall’organismo quando si ha a che fare con situazioni di paura, eccitazione o alterazione, e questo non riguarda solo l’uomo, ma anche gli animali, nel caso specifico quelli destinati al macello, nei quali la produzione di adrenalina aumenta durante la fase immediatamente precedente al macello. Adrenalina che può essere trasferita all’uomo mediante il consumo di carne, e che come già accennato porta ad un’ iperstimolazione metabolica, con conseguenze anche a livello comportamentale.

Dipendenza da carne: come uscirne

Dipendenza da carne

Come tutte le dipendenze, anche la dipendenza da carne, richiede tempo, costanza e forza di volontà per poterne uscire, oltre che qualche strategia.

Nel caso della “dipendenza da carne”, uscirne non vuol dire necessariamente passare dal “fronte opposto”, ossia quello vegeteriano/vegano, ma semplicemente moderare il consumo.

Un primo passo è diminuire progressivamente  la frequenza settimanale e le porzioni di carne, per abituare pian piano il nostro organismo ad un consumo più ridotto.

Altrettanto importante è comprendere che esistono tanti altri alimenti che possono fornire sostanze necessarie a coprire i fabbisogni nutrizionali dati dal consumo di carne. Tra questi i legumi, in particolare ceci e fagioli, ma anche semi di soia e alcuni cereali come riso, avena e grano, senza dimenticare il pesce, ricco in omega-3 e altri oli e grassi “sani”.

Inoltre non è detto che alcuni piatti normalmente a base di carne non possano essere cucinati in assenza di questo alimento: esistono infatti diverse varianti altrettanto gustose e facilmente realizzabili anche senza carne. 

Ad esempio le lasagne: se non avete nel frigo il ragù di carne, potete sempre realizzarne una versione vegetariana con le verdure di stagione, o semplicemente usando pomodoro e mozzarella, come se realizzaste una pizza.

 

 

 

 

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