Ricette da incubo: 5 piatti italiani maltrattati all´estero

L’insubordinazione nelle cucine estere rispetto ai piatti tradizionali del Belpaese è già nota agli italiani che vivono oltralpe ed è per molti motivo di profondo disagio e di uscite drammatiche dai ristoranti.

Andiamo a scoprire per quali piatti italiani taroccati riserviamo un particolare girone dell´inferno, nonché il più sprezzante dirty look di cui siamo capaci.

La pizza Hawaii

Ah la pizza, simbolo della cucina italiana per eccellenza, protagonista di spuntini, aperitivi e grandi bagordi tra amici. E anche piatto spesso e volentieri strapazzato all´estero.

Nell´universo parallelo tedesco, dove sandali e calzini regnano indisturbati e dove l´insalata affoga nel dressing allo yogurt, si erge una famosa storpiatura della nostra amata regina italiana: la pizza Hawaii.

Con un nome già troppo esotico per essere desiderabile, essa si presenta come una pizza margherita con misteriosi cubetti gialli di media grandezza.

Dopo aver addentato la prima fetta e aver constatato che non si trattava di pezzetti di patate, ci si rende conto che quella povera pizza innocente era stata condita con l’ananas.

Il nostro senso del gusto si annulla e segue un´intensa esperienza pre-morte: si ripercorre la propria vita ripensando alle lasagne, alla pizza con salsiccia, agli arrosticini.

E, come alla fine di una relazione, ci si chiede: come abbiamo fatto ad essere così stupidi e a fidarci di gente che reputa le Birkenstock haute couture?

La carbonara con i würstel, panna e uovo intero

Siamo (quasi) riusciti ad accettare l´idea di una carbonara vegetariana con zucchine al posto del guanciale, ma non potremo mai perdonare il secondo piatto italiano storpiato all´estero: la carbonara con würstel, panna e uovo.

Seguendo la regola che “tutto si mischia nello stomaco”, i non italiani commettono alto tradimento alla ricetta tradizionale della carbonara sostituendo il guanciale con i würstel, aggiungendo la panna e schiaffando un uovo al tegamino come ciliegina sulla torta.

Una blasfemia culinaria imperdonabile dalla quale molti italiani residenti all´estero non riescono proprio a riprendersi.

Spaghetti al ketchup

Tutti conosciamo il personaggio televisivo Bear Grylls, che nel suo programma “Man vs. Wild” ci insegna alcune tecniche di sopravvivenza in ambienti selvaggi e pericolosi, tra cui nutrirci di insetti e altre cose alquanto discutibili.

Grazie a lui molti italiani all´estero, in particolar modo in Inghilterra, hanno potuto affrontare il terzo abominio culinario con coraggio e senza l´aiuto del plasil: gli spaghetti conditi con il ketchup.

Pensando che fosse comunque pomodoro, gli inglesi hanno deciso che il ketchup non si doveva limitare a salsa per fish and chips, ma doveva diventare un sugo vero e proprio.

God save the Pasta.

Cibi salati con caffè

Non si tratta propriamente di un piatto italiano maltrattato all´estero, ma si aggiudica comunque un posto nella nostra classifica.

Sempre a riprova che i tedeschi brancolano nel buio in tema abbinamenti, li vediamo tranquillamente ordinare per pranzo un´insalata e un caffè americano o cappuccino.

Pervasi da una gastrite istantanea, noi italiani ci chiediamo se sia possibile inserire questa combinazione alimentare tra i crimini contro l´italianità e la sua cultura del caffè.

Purtroppo questa abitudine non resta racchiusa nei confini tedeschi, ma si estende in tutto in resto d´Europa e anche oltreoceano e rimane per noi italiani una pugnalata dritta al cuore.

Pollo alla parmigiana

Un altro calcio nello stinco a tradimento è sicuramente questa ricetta spacciata per italiana proveniente dall´America. Ogni volta che qualche mamma del New Yersey appena uscita dal solarium o un cuoco del solito ristorante “Da Luigi” presenta questo fake made in Italy a tavola, un siciliano e un napoletano esalano l´ultimo respiro.

Le melanzane vengono infatti sostituite dal pollo fritto, poi ricorperto da salsa marinara con aglio, prezzemolo e una caterva di formaggio di dubbie origini.

Il senso di vuoto e di malessere di fronte alla distruzione di questo pilastro della cuisine italiana è incommensurabile, ma a noi italiani non resta che farcene una ragione.