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Lodo Guenzi contro l’odio: basta cazzate, riprendiamoci le parole.

Lodo Guenzi contro l’odio: basta cazzate, riprendiamoci le parole.

Lodo Guenzi contro l’odio: basta cazzate, riprendiamoci le parole

Questa scritta mi fa schifo. È davanti a casa mia e ogni mattina spero di trovarla cancellata. Ci penso spesso al perché mi fa tanto incazzare. Al di là della miseria della frase, ricevere questo tipo di merda fa parte della vita di un uomo pubblico, in fondo se succede a me figuriamoci a lui. Eppure io questa scritta non la sopporto.

Dovremmo lasciare ad altri queste cazzate, le minacce di morte alle famiglie a cui consegnano la casa popolare, gli “spero che i negri ti stuprino troia” a Carola Rackete, i “bruciamo i rom”. Lasciamo ad altri questo schifo e scegliamo l’intelligenza, il paradosso, l’ironia, il gioco, la poesia e la passione. Anche nello scontro, soprattutto nello scontro. Perché frasi come queste sono merda fascista, e non fanno che costruire una società fascista.

Non so quando abbiamo cominciato ad arrenderci a questo squallore, ma risponde alla merda con la merda farà sempre e solo vincere la merda. Chi parla male pensa male. Chi pensa male agisce male.
Fra una settimana se è ancora lì la cancello io. Riprendiamoci le parole, lasciamo ad altri la merda.

Così Lodo Guenzi, leader della band Lo Stato Sociale, si schiera contro una scritta comparsa su un muro di Bologna, che recita “Salvini muori”.

Ma la sua richiesta va oltre la scritta, e si schiera apertamente contro la violenza in ogni contesto, preferendo piuttosto le parole, l’intelligenza, l’ironia, la poesia, il gioco, e altri tratti che caratterizzano il dialogo pacifico e il rispetto reciproco.

L’appello, lanciato tramite Instagram, oggi uno dei più grandi mezzi di diffusione di quegli insulti paragonati a merda di cui Lodo Guenzi parla, si conclude con un “fra una settimana se è ancora lì la cancello io.”

Ma il Comune di Bologna arriva prima, agisce, e la scritta scompare. Resta comunque il messaggio che ha voluto mandare Lodo Guenzi: abbandoniamo l’odio, anche, e forse soprattutto, se vogliamo far protesta. Ritroviamo il potere delle parole, del dialogo, abbandonando l’insulto e l’attacco. Ritroviamo un’umanità vera, fatta di incontro anche nello scontro. Non abbandoniamoci allo squallore, ricerchiamo la bellezza, in ogni senso- in fondo la identificava già Peppino Impastato come mezzo per una società migliore. Andiamo oltre la violenza, che genera una spirale infinita di violenza e malessere.

È una logica che può essere applicata in grande, con i personaggi pubblici, ma anche in piccolo, con il vicino di casa, l’autista del bus, il compagno di scuola.

Prescinde ogni fazionismo, lo schieramento ideologico, politico, religioso; lo dimostra  anche Carlo Piastra, commissario provinciale della Lega, che si è complimentato con Lodo Guenzi, nonostante non sia un “grandissimo fan dei cantanti che fanno politica.” Il gesto del cantante, scrive ancora, “dimostra una grande intelligenza ed educazione. Spero che sia un esempio per i tanti antidemocratici che imbrattano le sedi della Lega, ci aggrediscono e usano toni che non hanno nulla di civile”.

Anche da lui arriva dunque un appello, vicino a quello di Lodo Guenzi, e che si può riassumere in una parola: civiltà.

 

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