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Arrestata Carola Rackete : La Sea Watch attracca al porto

Carola Rackete

Lo aveva detto e l’ha fatto. Carola Rackete, intorno all’ 1:50, dopo 17 giorni di mare, è entrata nel porto di Lampedusa senza autorizzazione e invocando lo “stato di necessità“.

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Fonte: Social

È stata una mossa a sorpresa della capitana tedesca a sbloccare il silenzio nei confronti dello “stato di emergenza” dichiarato più volte dall’equipaggio della Sea Watch. Dopo giorni di attesa la Rackete si è vista costretta ad agire, in favore delle vite umane presenti sulla nave.

A sbarrarle la strada una motovedetta della Guardia di Finanza, pronta ad ostacolare l’ingresso della Sea Watch nel porto, ma il tentativo è durato poco: Mentre la nave, manovrata dalla comandante è entrata di poppa, la motovedetta si muoveva lungo la banchina per impedire l’attracco, rischiando di essere schiacciata nella manovra di accostamento.

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Fonte: Social

“La comandante Carola non aveva altra scelta, da 36 ore aveva dichiarato lo stato di necessità che le autorità italiane avevano ignorato”

Queste le parole di Giorgia Linardi, portavoce di Sea Watch Italia,

“È stata una decisione disperata per una situazione disperata”

Hanno aggiunto i legali della Ong tedesca Leonardo Marino e Alessandro Gamberini.

“Già ieri sera la capitana voleva entrare, ma le abbiamo chiesto di aspettare che il governo trovasse paesi disponibili ad accogliere i migranti. Ora quegli accordi ci sono, ma nessuno ha dato l’autorizzazione allo sbarco. La situazione era diventata troppo critica, quindi Carola ha preso questa decisione”

Continua il capogruppo del Pd Graziano Delrio, uno dei cinque parlamentari presenti sulla nave, fra cui Nicola Fratoianni, Riccardo Magi, Davide Faraone e Matteo Orfini.

Quando la capitana ha concluso la manovra si è affacciata sul ponte di comando, venendo accolta da un lungo applauso da parte di un centinaio di persone arrivate sul molo. Tra loro attivisti di Sea Watch, Pietro Bartolo medico dell’isola e Don Carmelo parroco di Lampedusa insieme a tanti altri che avevano solidarizzato, in questi giorni, con la nave.

Una voce fuori dal coro è quella dell’ex senatrice della Lega Angela Maraventano, arrivata sul molo con un gruppo di sostenitori leghisti, che ha urlato:

Vergognatevi. Siete complici degli scafisti, questa è la mia isola e voi la state invadendo. Fate scendere i migranti ma la capitana deve essere arrestata immediatamente, l’Italia questa sera è stata violentata”

Dopo un’ora i finanzieri sono saliti a bordo ed hanno arrestato la ragazza, portandola via con l’accusa di “resistenza o violenza contro una nave guerra“, un reato per cui è prevista una pena da 3 a 10 anni. I finanzieri contestano, c’è chi urla di ammanettarla, come se fosse una criminale, ma saranno i magistrati a decidere.

https://www.youtube.com/watch?v=MQYeffqXiMg

All’alba è finalmente arrivata l’autorizzazione e i 40 migranti sono scesi a terra.

Tutto grazie ad una giovane comandante che ha posto la vita di numerosi esseri umani al di sopra della sua, che non ha pensato alle conseguenze ma che ha agito per il bene comune.

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