Da 3 a 6 anni i nostri figli cresceranno moltissimo, fisicamente e non solo.

Nel giro di pochissimo tempo il vostro tenero bebè si è trasformato in un simpatico bimbo allegro e gioioso o in una splendida principessina tutta sorrisi e moine? No problem! Conoscendo ciò a cui andrete incontro sarete psicologicamente pronti ad affrontare questa nuova avventura.

Dopo aver parlato della prima infanzia riprendiamo l’argomento fasi di crescita cercando di dare una breve ma esaustiva panoramica di ciò che generalmente avviene durante la

Seconda infanzia (o periodo dei giochi) durante il quale il bambino passa dal gioco di singolo, in cui sperimenta da solo le proprie capacità, al gioco di gruppo, che rappresenta una prima fase di socializzazione, da 3 a 6 anni circa

Nuove scoperte e maggior sicurezza

Nel periodo che va da 3 a 6 anni di vita i piccoli

  • Parlano in modo sempre più appropriato ed arricchiscono notevolmente il loro vocabolario, sono molto curiosi e tendono quindi ad osservare ed ascoltare molto per poi ripere o imitare adulti e coetanei
  •  Perfeziona il movimento, la consapevolezza del corpo, del movimento e degli spazi. Inizia a comprendere come moderare la forza e la velocità
  • Utilizza nel miglior modo possibile i cinque sensi che nei primi anni di vita sono molto sviluppati, esplorando l’ambiente circostante tramite vista, udito, olfatto, tatto ma anche il gusto .

Il primo vero distacco

E’ il periodo in cui genitori e figli vivono la prima vera separazione, generalmente con l’ inserimento nella scuola dell’ infanzia o , come veniva chiamata qualche anno fa, scuola materna.

Il bambino inizia ad essere più autonomo, vuole fare esperienze da solo ma allo stesso tempo ha paura del distacco. Anche per gli adulti non è un periodo semplice, in particolare per le mamme che faticano ad accettare che i figli necessitano di maggiore autonomia per poter crescere in modo sano.

La scuola permette loro di progredire in “sicurezza” , hanno infatti la possibilità di creare le prime relazioni sociali, di apprendere l’importanza delle regole e di imparare moltissime cose attraverso il gioco, concetto ormai noto ed introdotto molti anni fa da Maria Montessori. ( A tal proposito vi suggeriamo di leggere anche
Il ”metodo Montessori” è ancora così efficace?)

Non sottovalutare il valore delle prime amicizie perché rappresentano una tappa fondamentale per lo sviluppo emotivo del bambino e le prime vere scelte.

E’ importante osservare ed assecondare le sue simpatie e non “costringerlo” a giocare con il figlio dell’ amico ma offrire possibilità di gioco e rispettare la sua autonomia.

Maschietto o femminuccia?

Cari genitori se vi capitasse di trovare vostro figlio intento ad osservare le sue parti intime o a giocare con il suo corpo non scandalizzatevi e voi papà, anche se si tratta di un maschietto, non iniziate a gongolare pieni di orgoglio pensando “Com’è precoce!”.

In questa fase infatti i piccoli scoprono il loro corpo ed iniziano a comprendere che ci sono delle differenze fisiche e non solo tra i due sessi, il resto lo scopriranno molto dopo .

 

Fonti:

ScuolaMontessori

Fabriziomancinelli

 

 

 

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