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Moda
The web coffee on air –  1° seminario moda e sostenibilità

The web coffee on air – 1° seminario moda e sostenibilità

The Web Coffee si lancia nel mondo del web-in-air con un progetto legato a moda e sostenibilità. Con la collaborazione di Judith Borsetto (@judith_saintjermain), stilista e membro dell’Associazione Afrofashion Milano, the web coffee ha patrocinato un ciclo di seminari legati alla tematica della moda e della sostenibilità.

Due concetti che se di primo acchito possono sembrare totalmente discordanti, hanno in realtà un nesso molto potente, come ci viene spiegato dalla moderatrice del primo seminario, la giornalista Margherita Giacovelli, e dagli ospiti: Judith Borsetto, stilista, Elena Ciccarone esperta in sociologia della comunicazione e Martina Lumetti biologa.

Moda e sostenibilità – un connubio possibile?

Innanzitutto, “parlare di moda vuol dire parlare di un settore in costante evoluzione che rispecchia totalmente i gusti della società, anticipa le tendenze, non a caso tante rivoluzioni storiche derivano da cambiamenti avvenuti nel mondo della moda” ci introduce Margherita Giacovelli. Un connubio che può essere compreso considerando che nel corso del tempo vi è stata una modifica della concezione della moda, andando dall’acquisto del capo di tendenza, spendibile tuttavia quel poco che “va di moda”, alla compravendita di capi che vengono realizzati sempre più con materiali nel rispetto dell’ambiente che ci circonda.

Si tratta di aprirsi ad un mondo, quello ecosostenibile, in cui si tiene conto dell’equità sociale, del rispetto delle persone, del consumatore, di chi lavora nelle varie categorie.  Non si tratta più soltanto di rivoluzionare il proprio armadio, piuttosto il concetto di moda e sostenibilità si inserisce accanto al “tentativo dell’uomo di dar importanza a qualcosa che possa avere una durata nel tempo, un ciclo inesauribile che può portare a benefici, un qualcosa che può essere offerto alle generazioni future, lasciando loro lo stesso valore che ha oggi”.

Questo concetto viene ribadito anche dalla stilista Judith Borsetto, alla quale noi di The web coffee, abbiamo chiesto cosa rappresenta la moda ecosostenibile:

Chi sceglie di fare moda ecosostenibile sceglie di fare un misto tra fashion e sostenibile per dare garanzia, e per dare un giusto coinvolgimento e anche un giusto rispetto sia al lavoratore ma anche al consumatore perché è nostra responsabilità non danneggiare chi poi sceglie di utilizzare i nostri prodotti nella loro vita quotidiana… fino ad oggi la moda non è stata obbligata nel coinvolgere il consumatore nei processi di realizzazione dei prodotti. Creare  delle tracciabilità, una storia di tutti i processi avvenuti, dei materiali… di tutto quello che è successo prima dell’acquisto è una grande innovazione… La sostenibilità nasce per necessita perché ci siamo accorti che tutto quello che ci circonda è molto prezioso compresi noi quindi il rispetto per la natura e per le condizioni umane vanno di pari passo.”
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Judith Borsetto

Per comprendere meglio il legame moda e sostenibilità, è tuttavia necessario comprendere le origini della sostenibilità ambientale e come questa abbia e stia ancora rivoluzionando il nostro futuro. Concetto questo, espresso dalla esperta in sociologia della comunicazione di The web coffee, Elena Ciccarone.

Negli anni 70 ha inizio l’urbanizzazione, ovvero l’incremento della popolazione in centri che pian piano divennero quelli che oggi conosciamo come metropoli. In un contesto in espansione e progresso, non poteva mancare l’attenzione in merito alla sostenibilità in campo ambientale, con l’obiettivo di ridurre l’inquinamento atmosferico e migliorare la qualità della vita.

Numerose nel corso degli anni sono state le campagne di sensibilizzazione, tali che, ad essere coinvolto è stato anche il settore della moda.

“Per quanto all’inizio fosse inconcepibile fare dei tessuti biodegradabili e con fibra ecologica una fonte di investimento e di stile, negli anni 2000 arrivano le prime collezioni ecosostenibili, le campagne di comunicazione per sensibilizzare e vendere i prodotti”

Iniziano a crearsi collaborazioni con brand locali, e tramite l’influenza dei social media e dei cosiddetti influencer, vi è un incremento della velocità di diffusione dei messaggi che riguardano moda e sostenibilità.

Come ci ricorda infatti Elena Ciccarone, diverse sono le aziende e i nomi importanti impegnati in questo campo, a partire dalle cosiddette catene fast fashion, quali H&M che lavorando a favore della sostenibilità ha creato collezioni totalmente zero waste, partendo dal riciclo e riuso di tutti quei prodotti normalmente scartati e gettati. Anche Primark con la campagna “Primark cares”  ha proposto la sua collezione di prodotti ecosostenibili donna, uomo, bambino e casa, ma non da meno sono Burberry (che presenta addirittura un etichetta sulla quale vengono fornite le informazioni al cliente riguardo la sostenibilità del capo), e Prada (con la realizzazione di prodotti di cotone non lavorato).

Per quanto concerne invece grandi nomi attuali, “un movimento che non possiamo dimenticare è il più recente Fridays for future di Greta Thunberg mirato a contrastare il riscaldamento globale e il cambiamento climatico” o ancora Leonardo di Caprio “famoso per aver dato origine a una vera e propria fondazione in merito e per battersi da sempre a favore della salvaguardia della biodiversità mondiale”.

La moda ecosostenibile che nasce dunque dall’esigenza di donare un impatto positivo alla salute non soltanto del consumatore ma anche del lavoratore e del pianeta stesso, sta diventando sempre più di tendenza e l’impiego di tessuti ecofriendly che garantisce un risparmio, ha l’obiettivo di essere un investimento per il futuro.

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Moda e sostenibilità – non solo tendenza ma necessità

Bisogna considerare però, che la moda ecosostenibile non è soltanto una tendenza ma anche una necessità, e, come ci spiega Martina Lumetti, biologa per The web coffee, questa necessità la notiamo soprattutto in seguito all’emergenza Covid-19, che ci ha messo di fronte alla realtà che il nostro pianeta ha bisogno di un occhio di riguardo maggiore rispetto a quanto fatto fino ad ora.

“Vi siete mai chiesti quanto è l’impatto dell’industria della moda sul nostro pianeta? sappiate che non è indifferente: solo per una “banale” t-shirt infatti vengono consumati circa 2700 litri d’acqua, senza contare le elevate missioni di CO2 derivanti anche dallo smaltimento.” 

Il concetto di moda e sostenibilità è retto dall’utilizzo dunque di materiali che non siano ad alto impatto di inquinamento sull’ambiente. Vengono per questo motivo privilegiati tessuti quali il lyocel “una fibra ecologica che viene prodotta dalla polpa di legno dell’eucalipto… da qualche anno i lyocel si è reso protagonista di diverse collezioni sostenibili come quella realizzata dalla top model Liya Kebede per H&M.”

A questo tessuto si aggiungono altri che derivano da scarti alimentari come il Pinatex (derivante dalle foglie di ananas) o Orange Fiber (ottenuto dagli scarti di arance e altri agrumi) tale che il riutilizzo degli scarti va a rappresentare un classico esempio di fast fashion con il duplice obiettivo di tutelare il lavoratore e l’ambiente. Tutto ciò che viene scartato viene restituito alla natura ma è anche esempio del modello di economia circolare basato sulle tre R:  reduce,  reuse, recycle.

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Moda e sostenibilità – gli altri seminari

Il primo seminario si è svolto il 5 maggio. Per rivederlo: su Facebook (@The Web Coffee) e Instagram TV (@thewebcoffeeblog)

Per il calendario completo degli eventi cliccate qui

 

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