Moda

Christian Dior, perché nel 2021 è ancora amato da tutti?

Christian Dior, perché nel 2021 è ancora amato da tutti?

Il brand di lusso Dior ha davvero una storia interessante, piena di momenti creativi che la rendono tutt’oggi un marchio importantissimo nel panorama fashion.

Christian Dior é ancora oggi sinonimo di femminilità, di bellezza e di stile senza tempo. La casa di moda francese, attiva dal 1940, è stata in grado di trasformare donne di ogni tipo e genere, approdando sui red carpet di tutto il mondo, nella haute couture e nelle feste più chic.

Inoltre, è lodevole la sua evoluzione nel tempo, che gli ha permesso di resistere e di portare risultati positivi nonostante i cambiamenti repentini nei gusti. L’essere diventato un marchio senza tempo è dovuto alla forza creativa dei leader operativi che l’hanno guidata, tra i quali spiccano alcuni talenti inestimabili del settore.

Christian Dior, gli esordi

L’anno preciso del lancio del marchio risale al 12 febbraio 1947 e coincide con il momento in cui ha debuttato con la prima collezione.

Christian Dior ha creato il brand a Parigi al 30 Avenue Montaigne.

Lo stilista veniva dalla gestione di una galleria d’arte francese, che l’ha aiutato a sviluppare il profondo amore per l’arte e il gusto stilistico. A causa della grande Depressione, in seguito alla chiusura della galleria, si lanciò nella moda, lavorando presso lo stilista Robert Piguet e Lucien Long.

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Il “New Look” che ha reso grande Christian Dior

Durante il suo primo show coniò il “New Look”, cioè il mettere in mostra silhouette strutturate, vita strette e gonne fluttuanti (e più corte).

I capi erano meravigliosi, diversi e il lavoro di Christian Dior fu davvero rivoluzionario per quel periodo (erano gli anni della fine della seconda guerra mondiale). L’aver osato gli ha permesso, quindi, di entrare subito con la sua casa di moda nei cuori e nei desideri più piccoli, dando il via ad una vera e propria ossessione per questa casa di moda tra le più ricercate del mondo.

Tutte le star volevano un Christian Dior, da Rita Hayworth a Margot Fonteyn. Tutte le donne di alto profilo volevano indossare qualcosa di suo. Questa pubblicità così forte è stata una delle spinte più forti che hanno reso Dior uno dei brand sartoriali più iconici.

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L’espansione di Christian Dior nel mondo

Christian Dior è diventato famoso e ricercato in tutto il mondo in maniera molto rapida. Infatti, già nel 1948 furono aperti due negozi a New York, uno sulla Fifth Avenue ed uno sulla 57th Street, rendendo il marchio globale.

Chiaramente, in seguito a questa rapida espansione, anche la collezione ha aperto le porte a diverse novità. Nasce così la prima fragranza, Miss Dior, che lo stilista dedicó a sua sorella.

Furono quelli, poi gli anni in cui Christian Dior si rese conto che “new look” significava anche aprire l’esperienza fashion a 360 gradi. Questo significó aprire una linea dedicata agli accessori.

In questo modo, una donna poteva vestire da capo a piedi, assorbendo totalmente il concetto nel proprio stile.

Il marchio continuò a crescere, così come si moltiplicarono le star che scelsero di vestire Dior.

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Christian Dior e Yves Saint Laurent

Yves Saint Laurent iniziò a lavorare presso Dior nel 1955, a soli 19 anni. Partì come assistente ma non ci volle molto per far esplodere il suo genio creativo, rivelando il potenziale del giovane.

Un articolo su Vogue del 1957 raccontava, infatti che Christian Dior avesse deciso di parlare con la madre di Yves Saint Laurent per dirle di aver scelto suo figlio per succedergli al marchio.

La morte di Christian Dior

Dior morì di infarto nel 1957, a soli 52 anni.

Tutto il mondo della moda sentì la perdita in maniera troppo forte. Per evitare che il marchio potesse subire profondi scossoni in seguito alla morte, fu assegnato il ruolo di direttore artistico a Saint Laurent.

Il giovane, ormai ventunenne, portò avanti la casa di moda cercando di mantenere intatta la visione creativa originale.

Apportò comunque dei cambiamenti, introducendo una silhouette morbida e allentando la vita.

Nel 1960, Saint Laurent fu chiamato a servire l’esercito è questo portò un periodo di stop nella maison.

I leader creativi di Dior più iconici

Dopo l’uscita di Yves Saint Laurent, fu la volta di Marc Bohan, che si impegnò a riportare i disegni del brand il più vicino possibile a quello che aveva realizzato Christian Dior prima di morire,

Riprese il concetto classico e lo razionalizzò, adattandolo agli anni ‘60.

Quindi mantenne la base Dior, pur dandogli un tocco moderno. Con Bohan a capo della casa di moda, Christian Dior diventò nuovamente il marchio femminile amato da tutte le donne, vivendo un periodo di grande splendore.

Bohan restò per più di un decennio, rendendo il marchio un vero successo internazionale.

Aggiunse una collezione ready-to-wear e persino una linea baby, rendendo Christian Dior un marchio totalmente accessibile.

In questi anni iniziarono a spuntare negozi a Londra ed Hong Kong, facendo salire la casa di moda nell’Olimpo del Fashion.

Questo, fino al 1978, quando il Gruppo Boussac, che supervisionava il marchio, ha presentato istanza di fallimento. Christian Dior fu acquistato da Bernard Arnault, il miliardario dietro LVMH Moët Hennessy.

Arnault assunse il ruolo di presidente, CEO e amministratore delegato, mantenendo però, Christian Dior come marchio autonomo.

Con il nuovo capitano al timone, però, nel 1989 venne assunto Gianfranco Ferrè come direttore stilistico, che creò Christian Dior Couture, catapultando il brand nell’alta moda.

Ferrè è stato in grado di far toccare nuove vette stilistiche, creando look più raffinati di quelli visti prima di quegli anni.

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John Galliano a Christian Dior

Dopo la fine del mandato di Ferrè, fu John Galliano ad assumere la direzione artistica. Fu lui a rendere virale il marchio, vestendo tutte le star, tra cui la principessa Diana. Ella, infatti, indossava soprattutto le sue Borse, i quali divennero un punto fermo per il marchio Christian Dior,

La borsa più iconica indossata da Diana, fu in seguito chiamata da Galliano Lady Dior, con la benedizione della principessa.

L’avvento di RAF Simons

Galliano, con il suo stile e la sua visione, ben lontana dall’idea di Dior, non era amato da tutti e, con la sua uscita nel 2011, fu Raf Simons a prendere il controllo per riavvicinare il marchio alle sue radici.

Le creazioni di Simons erano più sobrie e ricordavano le linee classiche.

Maria Grazia Chiuri

Nel 2016 arriva Maria Grazia Chiuri, la prima donna come direttrice artistica della fashion house.

La Chiuri ha aggiunto un tocco femminile allo stile di Christian Dior, creando una linea femminista-centrica, cercando di mantenersi in linea con le creazioni Dior.

È stato proprio con il suo arrivo che il marchio ha pienamente abbracciato là femminilità, creando una vera e propria sinergia con la donna moderna.

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Maria Grazia Chiuri – collezione primavera 2021

Christian Dior e il COVID-19: la digitalizzazione del brand

A causa del COVID-19, moltissime case di moda sono state costrette a reinventarsi totalmente. Così, anche le sfilate sono diventate socialmente distanti e trasmesse in diretta streaming.

Anche Dior ha dato il suo contributo digital. Infatti, oltre a creare una collezione couture, Dior Homme, grazie al suo direttore creativo dal 2019, Kim Jones, ha mostrato tutta la collezione pre autunnale del 2021in streaming,

Chissà se questo trend rimarrà arrivò anche dopo la fine di questo terribile momento buio.

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