“Sarà la prima donna a guidare il lato creativo in 69 anni di storia del marchio”: con queste parole, nel 2016, Vanessa Freidman del New York Times descrisse l’arrivo in Dior di Maria Grazia Chiuri, destinata a diventare la prima direttrice donna della maison francese, fondata da Christian Dior nel 1946.

Da dove la passione ebbe inizio

La-foto-di-famiglia-postata-da-Maria-Grazia-Chiuri Donne “alla moda” : Maria Grazia Chiuri, il “lato femminile” di Dior

Maria Grazia Chiuri nasce a Roma nel 1964, figlia di un militare dell’esercito e di una sarta. Proprio nella piccola sartoria della madre, durante l’infanzia, si appassiona ai tessuti, agli accessori, soprattutto le scarpe e il disegno. Una passione che la porta ,una volta conclusi gli Studi presso lo IED di Milano a Roma, dove incontra uno dei primi uomini che diventeranno importanti nella sua scalata al successo: Pierpaolo Piccioli.

Conclusi gli studi, viene assunta nel 1989 da Fendi, dove lavora al progetto della celebre Baguette bag, sviluppa la sua creatività con forme e materiali nuovi, oltre a rincontrare Piccioli, con il quale instaura una forte amicizia, al punto da diventare una coppia affiatata che sfida la moda minimalista degli Anni ’90 concentrandosi sulla raffinatezza e lo stile.

”Roma è stata fondamentale nella mia formazione. Ho avuto una palestra meravigliosa con le sorelle Fendi, tutte donne”.

Maria Grazia Chiuri approda a Valentino

MG-Chiuri-Pierpaolo-Piccioli Donne “alla moda” : Maria Grazia Chiuri, il “lato femminile” di Dior
Fonte: Grazia

Nel 1999 si presenta una grande possibilità per Maria Grazia: infatti, insieme all’amico PierPaolo, viene chiamata da Valentino Garavani, che propone loro di realizzare diversi accessori come occhiali e borse per la casa d’alta moda, e successivamente, nel 2003, la linea “Red Valentino”. Nel 2008 Maria Grazia e PierPaolo vengono nominati o co-direttori creativi del marchio, portando una ventata di novità al brand, grazie alle collezioni haute couture, con il ready to wear e gli accessori. Un percorso, quello in Valentino, che dà tanto alla direttrice creativa, tanto che lei stessa dichiarerà in seguito:

“Da Valentino, ho imparato la coerenza e la fermezza. Aveva cura di sé e della sua vita personale. Una regola fondamentale in un momento in cui il correre frenetico sembra legge”.

2016: Maria Grazia Chiuri, first woman in Dior

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La vera svolta per Maria Grazia Chiuri si presenta nel 2016, quando la stilista lascia il timone di Valentino a PierPaolo, dopo quasi vent’anni di collaborazione, e viene nominata direttrice creativa di Dior. Nella maison francese, l’arrivo di una donna rappresenta un’autentica rivoluzione, in quanto fin dalla sua fondazione, la posizione di direttore artistico era sempre stata in mano a uomini: dal 1957, infatti, anno delle morte di Christian Dior, nella casa francese si sono susseguiti  Yves Saint Laurent,  Marc Bohan Gianfranco Ferrè alla fine degli anni ’80, fino a John Galliano e  Raf Simons, le cui dimissioni nel 2015 aprono la strada alla stilista romana.

Il talento di Maria Grazia Chiuri è immenso e riconosciuto a livello internazionale. Lei porterà con sé la sua visione elegante e moderna della donna, in perfetta armonia con i codici della Maison e l’eredità creativa di Monsieur Dior”. (Bernard Arnault, proprietario del gruppo LVMH)

Un annuncio che giunge  Maria Grazia accoglie con gioia e un pizzico di paura, ma anche con tanto entusiasmo come da lei raccontato, grazie anche all’enorme datole dalla sua famiglia:

“Volevo cambiare, rimettermi alla prova. È stato come intraprendere una nuova scalata, dopo un’altra faticosissima. Solo che sei più vecchia e il nuovo monte è più alto e anche più grande. Il supporto della mia famiglia è stato tutto: mio marito mi ha detto, non pensare a noi, i ragazzi sono grandi, pensa a te stessa. Non me l’aspettavo”.  

T-shirt-femminista-Dior Donne “alla moda” : Maria Grazia Chiuri, il “lato femminile” di Dior

In Dior Maria Grazia Chiuri, fin dalla sfilata d’esordio, porta una forte impronta femminista, movimento alla quale si avvicina durante i primi anni di gestione della maison. Un’impronta che traspare dalle t-shirt con scritte di grandi autrici dichiaratamente femministe (tra le quali ““We should all be feminists“  di Chimamanda Ngozi Adichie) che immediatamente fanno il giro dei social, e al contempo suscitano scandalo e polemica, diventando un caso mediatico.

Un’attenzione mediatica, alla quale Maria Grazia reagisce con forza:

Penso che quando si parla di donne tra donne sia impossibile lasciare il femminismo fuori dalla discussione. Femminismo significa pari opportunità. Significa parlare del corpo in maniera diversa. Anche la moda parla del corpo. Come tutte le donne del mondo voglio essere l’unica ad avere controllo sul mio corpo. Non ci trovo niente di strano“.

La donna Dior secondo Maria Grazia

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Maria Grazia Chiuri fonde in passerella elementi classici e moderni, per abiti allo stesso tempo eleganti e grintosi: un autentico mix di stili che danno l’idea di una donna romantica, estremamente femminile ed elegante, ma allo stesso tempo determinata e attiva protagonista del mondo attuale, incoraggiando le donne del mondo a sfondare il “soffitto di cristallo”, calato anche nel mondo della moda, e a reagire.

 

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