Curon: viaggio alla scoperta del “campanile sommerso”

martysmith89

Misteri, omicidi all’apparenza inspiegabili, un passato oscuro da cui scappare: sono solo alcuni degli ingredienti di “Curon”, la nuova ed avvincente serie tv italiana, targata Netflix, che dal 10 giugno sta tenendo con il fiato sospeso. Una storia che intreccia romanzo di formazione, elementi horror, ma anche pezzi della storia che si cela dietro la sua ambientazione, appunto il paese di Curon Venosta e lago di Resia.

Alla scoperta di Curon Venosta

Il paese

Curon Venosta è un minuscolo paese di poco più di 2000 abitanti situato nella provincia autonoma di Bolzano, a pochi passi dai confini con Svizzera e Austria, al cui territorio appartengono  il Lago di S. Valentino e il Lago di Resia, al quale è strettamente la storia del paese stesso.

Infatti quest’ultimo non è un lago naturale, bensì un lago artificiale, realizzato nel 1949  dall’unione di questo e del Lago di S. Valentino per la produzione di energia idroelettrica, nonostante le opposizioni delle popolazioni locali.

La storia della diga

lago di Resia

Il progetto della diga ebbe inizio subito dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, con l’annessione dell’ Alto Adige all’Italia, e in principio non presentò un pericolo per i paesi di Curon e di Resia; a seguito dello scoppio del secondo conflitto mondiale, il progetto venne interrotto, ma non del tutto abbandonato. Ciò provocò sgomento negli abitanti dei due paesini, che cercarono in tutti i modi possibili per impedire una prosecuzione dei lavori, annunciata nel 1947, senza ottenere l’effetto sperato.

Fonte: TeleVignole

Il 28 agosto del 1949 il lago di Resia venne inaugurato, e gli abitanti di Curon e di Resia furono costretti ad abbandonare le loro case, i loro campi.

Nell’estate del 1950 le cateratte vennero chiuse e l’acqua del lago inizio’ a salire giorno dopo giorno.

Il campanile nel lago

Curon

Oggi il nuovo abitato di Curon Venosta sorge su una delle sponda del lago di Resia, e della vecchia Curon non è rimasto nulla, se non il campanile della chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, unico edificio a resiste alle esplosioni del 23 luglio per demolire l’intero villaggio.

Un campanile che negli anni è divenuto simbolo della Val Venosta, un ricordo per gli abitanti di quella zona, e una calamita per molti turisti che ogni anno affollano quelle zone. In inverno, infatti, quando il lago ghiaccia, è possibile raggiungere il campanile a piedi e visitare il museo Alta Val Venosta.

Al suo interno viene raccontata attraverso una ricchissima raccolta fotografica la rovina e la ricostruzione dei paesi di Curon e Resia, oltre a conservare oggetti della vita quotidiana di allora.

Una storia, quello di Curon e del suo “campanile nel lago” che viene raccontata nel romanzo Resto qui di Marco Balzano e che ha ispirato diversi film, come Il paese sommerso (presentato all’edizione 2018 del Trento Film Festival) e serie TV.

 

 

 

 

 

 

 

 

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