Il cappello: storia dell’accessorio moda più trendy

Margherita Giacovelli

La storia del cappello si muove di pari passo con quella della cuffia, con cui condivide anche la funzione. Questi, infatti, all’origine, servivano per proteggere la testa dal freddo e dalle intemperie per le donne.

Inoltre, erano un utile accessorio per proteggere i capelli dalla sporcizia, riparandoli, altresì, dagli sguardi indiscreti degli uomini. Proprio in virtù della riconosciuta sensualità donata dalle chiome femminili.

Prima della nascita dei cappelli così come sono oggi conosciuti, sono stati tanto pseudo copricapi a susseguirsi negli anni: foulard, cuffie, cappucci in stile medioevale e berretti.

Non è difficile, infatti, ritrovare reperti di epoche passate in cui si mostravano donne che raccoglievano le proprie acconciature in meravigliose stoffe e veli. Anche le principesse delle favole sono accomunate da questo accessorio.

Il primo vero cappello fa capolino nel mondo della moda verso la prima metà del quattrocento. Era in feltro e dotato di una visiera, ed il primo ad indossarlo fu Carlo VIII durante un viaggio nella Città Eterna.

L’icona storica femminile che, invece, ha dato l’avvio al cappello  sfruttando materiali differenti, invece, è stata Maria Antonietta, che soleva indossare il cappello di paglia, decorato di piume, nastri, abbinato alla parrucca.

L’epoca che lo ha consacrato come accessorio indispensabile è stata quella settecentesca, in cui fu introdotto anche per completare le divise militari dell’esercito. Era realizzato in maniera tale da potersi adattare perfettamente alle pompose parrucche indossate, e la sua versatilità gli permise di entrare a far parte del mondo della moda.

cappello storia del cappello
cappello storia del cappello

Il cappellino, invece, quello utilizzato dalle donne e che ora è protagonista indiscusso di diversi scatti social, segue un percorso tutto suo. Nasce nello stesso periodo delle cuffie, ma si sviluppa molto più lentamente. Viene subito realizzato in  diverse misure e nei materiali più disparati, dalle stoffe, alla paglia, diventando un valido alleato per dare un tocco di stile alle acconciature.

I copricapo più grandi sono quelli apparsi nei primi anni del ‘700, dotati di visiera per poter proteggere il viso e le spalle dal sole, così da non favorirne l’abbronzatura. In fondo, la carnagione chiara era quella che più si addiceva alle donne nobili e facoltose.

I più tradizionali, erano sempre decorati da una fascia in stoffa che fungeva da foulard, così da poterla legare al collo, coprendolo. Il settecento più inoltrato, il periodo barocco, è quello in cui gli eccessi fanno da padrone. I cappelli iniziano a diventare eccentrici, con nastri, fiori, uccelli imbalsamati che rendono i copricapi fantasiosi e creativi.

 

Il cappello e Coco Chanel

 

La stilista francese Coco Chanel, figlia di Jeanne De Volle ed abbandonata da suo padre Henri Albert Chanel, venditore ambulante, visse un’infanzia difficile. Fu, infatti, affidata alle suore ed ha vissuto la sua infanzia circondata da donne vestite solo di abiti austeri e rigorosi. È qui che lei inizia a diventare l’icona di ispirazione fashion che è ancora oggi. Proprio la forte antitesi tra colori opposti, il bianco ed il nero delle tonache delle suore, saranno poi il vero tratto distintivo della sua moda.

All’alba dei 18 anni ha iniziato a lavorare come commessa nella bottega Maison Grampayre a Moulins, ed è, allo stesso tempo, cantante in un caffè. Dopo aver intonato un brano, Qui qu’s vu Coco, iniziò ad essere soprannominata Coco.

La sua carriera da stilista parte con il cappello e, ben presto, tutte le donne che gravitano nella sua compagnia, si innamorano delle sue creazioni. Una volta raggiunta Parigi nel 1908 e poi Deauville, apre i suoi primi negozi, spinta dall’amore sfrenato delle sue clienti per le sue creazioni.

Chanel, controcorrente e rivoluzionaria, propone modelli che rompono totalmente l’equilibrio dell’epoca, realizzando accessori dalle linee sportive e morbide, ed abiti semplici e dalle linee arrotondate, al di là delle costrizioni delle tendenze salutiste di inizio secolo.

Chanel, è con il jersey, tessuto ricevuto in esclusiva da un industriale tessile francese, che dà libero sfogo alla sua creatività, realizzando creazioni che riescano ad interpretare al meglio il corpo femminile. Il trittico gonna, pullover e foulard diventa un vero trend. È quello il momento in cui la strada della stilista è in discesa, forte di un successo ormai radicato delle sue collezioni.

Crea anche la sua prima fragranza, lo Chanel N.5, ancora oggi senza tempo e considerato uno dei maggiori successi e dei profumi migliori mai arrivati in commercio.

A metà degli anni ’20 la sua analisi del corpo femminile la porta a raggiungere l’idea che il tubino nero e dalla linea semplice, possa rendere le donne uguali alle altre, con grande stile.

Cappello e Chanel: il perfetto mix per un tailleur in grande stile

Esempi calzanti dello stile Chanel sono i suoi tailleur, da completare con cappelli morbidi e che respirano a pieni polmoni la Parigi delle feste e dei nobili.

Chanel ha vestito molti personaggi del mondo dello spettacolo, tra Audrey Hpburn, Grace Kelly e Brigitte Bardot ed, ancora oggi, il cappellino rende il suo marchio iconico ed immortale, riportando tutte le donne a vivere l’esperienza e lo stile a cavallo tra l’ottocento ed il ‘900.

Dire che il cappello sia un accessorio necessario per completare un outfit è riduttivo. Il cappello è parte integrante del giusto look e, proprio per questo, è diventato un vero e proprio evergreen nel mondo fashion.

Come abbinate il cappello con il vostro stile?

cappello storia del cappello
cappello storia del cappello

Per leggere altri articoli Moda o Idee outfit, leggi il nostro magazine!

Views All Time
Views All Time
149
Views Today
Views Today
4

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Next Post

Quinoa con ceci e crema di zucchine- Pop Cooking #3

Facebook Twitter LinkedIn Durante questa quarantena abbiamo un po’ esagerato con il cibo, complice la reclusione, la possibilità di uscire solo per fare la spesa e la voglia di impiegare il tempo nel fare qualcosa. Quindi una ricetta leggera e gustosa, giusto per ricordarci che non possiamo mangiare in eterno, […]

Subscribe US Now