Weinstein è colpevole di stupro: giustizia è fatta

Weinstein è colpevole di stupro: giustizia è fatta

La vicenda Weinstein arriva al primo traguardo: l’uomo è stato condannato e rischia fino a 25 anni di carcere, ma la strada è ancora lunga.

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Fonte foto; Everyeye Cinema

Sono state riconosciute finalmente le colpe di Harvey Weinstein, colpevole di stupro e molestie sessuali e l’uomo è stato finalmente condannato a 25 anni di carcere.

Il caso di Harvey Weinstein inizia a ottobre del 2917, quando il New York Times e il New Yorker riportano decine di accuse di molestie sessuali, aggressioni sessuali e violenza sessuale a Weinstein.

Scoperchiato il vaso, diverse personalità femminili dell’industria cinematografica accusano il produttore di fatti simili.

In realtà il comportamento di Weinstein era noto nell’ambiente cinematografico già sul finire degli anni Novanta, quando circolavano voci sulle sue pratiche di “casting couch”, ovvero l’atto di richiedere prestazioni sessuali in cambio di un ruolo importante.

Inoltre, già nel 2015, il New York Times si era interessato ad alcune accuse di molestie sessuali, da parte di una donna, a Weinstein.
Il caso non continuò, data la mancanza di prove sufficienti a carico della molestia; oltretutto, la stampa inizia una campagna diffamatoria nei confronti dell’accusatrice, la modella italiana Ambra Gutierrez, descrivendola come “un’arrivista opportunista”.

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Fonte foto: Page Six

E così arriviamo al 2017: le giornaliste Jodi Kantor e Megan Twohey riportano le accuse di alcuni comportamenti sessualmente abusivi da parte di Weinstein.

Gli abusi e le molestie, secondo l’inchiesta, duravano da tre decenni e avrebbero portato ad 8 accordi finanziari con altrettante donne alla Miramax e alla Weinstein Company che, ricordiamo, è stata per anni una casa di produzione molto importante per il cinema.

Le due giornaliste hanno vinto il premio Pulitzer nel 2018, proprio grazie a questa inchiesta giornalistica.

Il 10 ottobre 2017 Ronan Farrow, inviato della NBC News, svela al The New Yorker, che ci sono altre accuse ai danni di Weinstein, da parte di 13 donne e affermando che ne avrebbe stuprate tre.

Inizia l’inchiesta giudiziaria e 93 donne si dichiarano vittime di Harvey Weinstein e 14 testimoniano di essere state stuprate.

Tra le vittime ci sono anche Asia Argento, Kate Beckinsale, Cara Delevingne, Eva Green, Salma Hayek, Lena Headey, Angelina Jolie, Rose McGowan, Gwyneth Paltrow, Uma Thurman e tante altre.

Secondo le accuse, Weinstein invitava le giovani attrici in un motel o in ufficio per parlare della loro carriera e poi esigeva un rapporto sessuale.

La verità è emersa solo recentemente, perché gli atti di Weinstein venivano insabbiati da soci, agenti ed avvocati, che cancellavano le accuse grazie all’aiuto di minacce e accordi finanziari.

Finalmente è arrivata la sentenza: una giuria di New York l’ha condannato per stupro di terzo grado e atti sessuali criminali di primo grado verso l’attrice Jessica Mann.

Al contrario, l’ex produttore è stato assolto per le accuse di aggressione sessuale predatoria, per le quali rischiava l’ergastolo.

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Fonte foto: La Repubblica

Il prossimo 11 marzo ci verrà resa nota l’entità della condanna. Il verdetto è stato salutato con approvazione da diverse star hollywoodiane, come Rose McGowan e Ashley Judd.

“È un nuovo giorno per le coraggiose donne che hanno denunciato Weinstein. Abbiamo un debito di riconoscenza nei vostri confronti”

Questo è quello che ha detto, dopo il verdetto, il procuratore di New York, Cyrus Vance Jr.

Ma questa sentenza è solo l’inizio: presto Weinstein andrà in California per il secondo processo e dovrà rispondere ad altri quattro capi di accusa.

Lo scandalo di Weinstein ha portato alla nascita del movimento MeToo, che ha convinto tantissime donne a denunciare gli abusi di cui sono state vittime in passato, soprattutto sul posto di lavoro.

Non è finita, ma questo è un buon inizio per un “uomo” che ha abusato del suo potere, sfruttando decine di donne per anni, in una Hollywood che ha sempre saputo, ma che ha deciso di tacere per troppo tempo.

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