1 Dicembre 2020
smart working

Smart working: il “lavoro” ai tempi del Coronavirus

Il lavoro da casa: in molti paesi d’Europa è una pratica ben consolidata, mentre l’ Italia lo sta prendendo in considerazione solo recentemente data la situazione complicata dovuta al Coronavirus, che costringe molte persone a casa, con l’incertezza su quando poter riprendere l’attività lavorativa. Stiamo parlando del cosiddetto “smart working”.

Cos’è esattamente lo “smart working” o “lavoro da casa”?

Termine inglese che significa letteralmente “lavoro agile”, è una tipologia di lavoro che ha come caratteristica principale l’assenza di vincoli orari o spaziali. Ciò consente al lavoratore di gestire al meglio gli impegni sia lavorativi che personali , non andando ad inficiare sulla produttività.

Lavoro da casa
Fonte: Pixabay

Questo perchè questa tipologia lavorativa presenta un’organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, che consentono comunque una crescita del lavoratore stesso.

Come si svolge? Di cosa ha bisogno di una persona per lavorare?

Il “lavoro da casa” può essere svolto da casa utilizzando le nuove tecnologie (PC, smartphone), ma è importante sottolineare come questa tipologia di lavoro differisca totalmente dal cosiddetto “telelavoro”. Questo perchè ha alle sue spalle una concezione diversa, soprattutto per quanto riguarda il rapporto tra datore di lavoro e dipendente, caratterizzato dalla subordinazione ma anche dalla fiducia nelle proprie risorse umane e di collaborazione.

Smart working: pro e contro

Lavoro da casa

Uno dei primi vantaggi immediati dati dal “lavoro da casa” è la possibilità di gestire al meglio sia la vita lavorativa che quella privata, specialmente se si ha una famiglia, data l’assenza di vincoli orari e la gestione totale dell’attività lavorativa in collaborazione con il proprio datore di lavoro.

E proprio questo contatto diretto rappresenta un altro importante vantaggio, in quanto l’instaurazione di un rapporto di fiducia porta ad un minor stress lavorativo, che si traduce di conseguenza in un aumento della produttività.

Non va trascurato pure il vantaggio economico che deriva dall’assenza quasi totale di spese per il viaggio e varie.

Ciò nonostante, il “lavoro da casa” presenta anche dei “contro”.

Tra questi vi è proprio la coincidenza tra vita privata e vita lavorativa, che se non gestite adeguatamente può avere influssi negativi sul rendimento.

Altro fattore negativo può essere la solitudine legato all’ambiente “lavorativo”, che può portare anche a conseguenze importanti a livello psicologico.

Per non parlare delle distrazioni che possono insorgere quando si è lontani da un ambiente di lavoro, che soprattutto se si hanno tanti hobby, sono dietro l’angolo.

E, ultimo ma non meno importante, il carico di lavoro aumentato.

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