Scandalo in Cina per Dolce e Gabbana: campagna pubblicitaria scatena l’ira degli asiatici

“In questi giorni abbiamo pensato moltissimo e con grande dispiacere a quello che è successo”: queste le parole di Domenico Gabbana del marchio Dolce e Gabbana dopo le accuse che gli sono state rivolte in Cina e che hanno portato alla cancellazione della sfilata di Shanghai.

Dopo lo scandalo che qualche anno fa era partito da una dichiarazione degli stiliti in un’intervista alla CNN in cui gli stessi sembravano contro i figli “nati in provetta”, il duo è finito di nuovo sotto i riflettori.

Questa volta gli attacchi provengo, però, dal mondo asiatico.

Dolce e Gabbana sarebbero stati accusati di razzismo e sessismo successivamente all’uscita della loro campagna pubblicitaria in Medio Oriente. Il video avrebbe mostrato una ragazza cinese, vestita dalla testa ai piedi con abiti del famoso brand, mangiare enormi piatti tipici italiani, pizza, spaghetti e cannolo siciliano, usando le bacchette. Il cibo è portato alla bocca con non poche difficoltà.

Oltre alle pubblicità ritenute offensive della cultura asiatica, sono stati inviati dei messaggi razzisti dai profili del duo, che poi si è scoperto essere stati hackerati.

“Le nostre famiglie ci hanno insegnato il rispetto per le altre culture e per questo vogliamo chiedervi scusa se abbiamo commesso errori nell’interpretare la vostra”

continua le sue scuse Stefano Gabbana nel video in cui gli stilisti, visibilmente dispiaciuti, chiedono il loro perdono a tutti i cinesi del mondo.

Si scusano se hanno usato un modo errato di comunicare e affermano di amare la cultura cinese da cui hanno ancora molto da imparare.

La produzione del brand ha sempre tenuto conto della cultura mediorientale e ha sempre cercato di rispettarla. Lo dimostra il fatto che la fetta più grande del mercato Dolce e Gabbana avveniva proprio in questi territori, sintomo che la politica del marchio era apprezzata.

Nel giro di 24 ore dall’annullamento della sfilata di Shanghai in cui erano stati investiti milioni di euro, il marchio è stato cancellato dalla maggior parte dei siti di E-commerce del paese. Per ora, non si è ancora in grado di capire le sorti dei lavori dei famosi stilisti in Oriente.

Vedremo ancora abiti D&G indossati da persone dagli occhi a mandorla?

Per noi europei è molto difficile comprendere a pieno le ragioni della reazione cinese in quanto non conosciamo sufficientemente bene la loro cultura.

Sarebbe bello, quindi, che chi legge questo articolo dicesse la sua sull’argomento. Invito, perciò, i lettori, soprattutto mediorientali, a spiegarci il loro punto di vista per far sì che ci si possa arricchire ed evitare spiacevoli equivoci qualora ci dovessimo trovare nelle stesse condizioni dei due stilisti.

Video di scuse:

Campagna pubblicitaria:

Fonti: 

https://d.repubblica.it/moda/2018/11/23/news/dolce_gabbana_chiedono_scusa_video_weibo_cina-4202487/

 

 

 

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