Cinema

Vino e cinema: un fil rouge per la settima arte

vino e cinema

Cos’hanno in comune vino e cinema?

Vino e cinema: di certo non una relazione evidente ed importante come quella tra cinema e musica, ma di sicuro altrettanto costante.

Che sia più o meno discreto, resta un connubio perfetto, una liason quasi necessaria: fin dai suoi albori l’arte cinematografica ha spesso incrociato l’inebriante mondo del vino, e tantissimi sono stati i registi che hanno ricamato storie meravigliose intorno ad esso.

Dalle commedie ai grandi classici, dai film drammatici a quelli romantici, dai gialli ai documentari: il vino è come quell’accessorio che sta bene su tutto, accessorio che, spesso, diventa persino protagonista.

Un fil rouge capace di rendere film e cortometraggi appassionanti, divertenti e coinvolgenti.

Un brillante tocco di classe, insomma, per la settima arte.

photo-1529573164479-af78bbb26447-320x213 Vino e cinema: un fil rouge per la settima arte
Vino e Cinema (ph. unsplash)

Vino e cinema: i 5 titoli più belli

Il vino assume un importantissimo ruolo all’interno del contesto socioculturale mondiale, non poteva dunque essere escluso dal mondo del cinema, da sempre l’emblema dell’immaginario collettivo umano.

Svolge diversi ruoli: può essere un semplice messaggio subliminale, può delineare il carattere di un personaggio oppure enfatizzare e dar spessore ad un momento particolare.

Un semplice film può persino contribuire alla notorietà o, al contrario, all’impopolarità di un particolare vino!

Ma vediamo insieme i titoli più belli, quelli che aspiranti o esperti sommelier, amanti dell’eno-cultura o semplicemente appassionati di vino proprio non possono perdere!

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Vino e Cinema (ph. unsplash)

Vino e cinema: “Un’ottima annata”

Si tratta di una splendida pellicola del 2006 diretta da Ridley Scott e ambientata in Provenza: un affascinante Russel Crowe indossa i panni di Max, uno spregiudicato broker londinese e squalo della finanza recatosi in Provenza per vendere la tenuta in cui aveva trascorso gran parte della sua infanzia, ereditata alla morte dello zio Henry.

Château La Siroque, questo il nome della splendida tenuta con vigneto: ed è proprio vivendo qui, tornando nel luogo in cui era cresciuto, che Max inizierà a riscoprire i valori che lo zio aveva provato a trasmettergli.

Troverà naturalmente anche l’amore in Fanny Chenal, interpretata dalla meravigliosa Marion Cotillard.

Inizierà a produrre il vino, proprio come faceva lo zio, scoprirà le felicità piccole e quotidiane di una vita semplice e abbandonerà per sempre i panni dell’insensibile ed avaro business man.

Piccola curiosità: Le Coin Perdu , il vino di cui si parla nel film, esiste davvero!
Viene prodotto da Chateau La Canorgue ed è ottenuto con uvaggi 70% di Syrah, 10% di Grenache e 20% di Carignan. Da provare (ahimé, per ora solo in Francia) assolutamente!

Vino e cinema: “Il profumo del mosto selvatico”

Qui il titolo è decisamente evocativo: il film, remake dell’italiano “Quattro passi fra le nuvole”, è diretto da Alfonso Arau e narra la storia di un soldato di ritorno dalla seconda guerra mondiale.

Paul, questo il nome del reduce di guerra, è un rappresentante di cioccolatini che durante un viaggio in treno, incontra Victoria, la figlia di un viticoltore benestante della Napa Valley.

La ragazza aspetta un figlio illegittimo e non ha il coraggio di affrontare da sola suo padre, uomo violento e dispotico, dunque convince il giovane soldato a fingersi suo marito.

Paul accetta, ma tra inganni, rivelazioni ed ostacoli, il loro semplice accordo diventerà un’idilliaca e malinconica storia d’amore.

Una bellissima storia d’amore, a tratti melodrammatica, ambientata in California tra passioni e vendemmie, interpretata da Keanu Reeves, Anthony Quinn, Aitana Sanchez-Gijon e Giancarlo Giannini.

Le scene della campagna sono particolarmente belle: dalla fattoria ai vigneti fino alle caratteristiche feste contadine, è un film toccante che vale davvero la pena di vedere e rivedere!

Vino e cinema: “La finestra sul cortile”

Si tratta di un film diretto dall’immenso Alfred Hitchcock nel 1954: il fotoreporter Jeff si trova, a causa di un incidente, a dover trascorrere un lungo periodo sulla sedia a rotelle.

Le sue uniche distrazioni provengono dalle visite della sua fidanzata, Lisa Freemont, dalle chiacchiere con l’infermiera che lo assiste e dall’osservazione quasi ossessiva della vita dei suoi vicini, che egli spia di frequente attraverso la finestra che da sul cortile.

Un giallo complesso, perturbante, ricco di raggelante tensione e…di citazioni enoiche: già nei primi minuti del film, una raffinata e spavalda Grace Kelly, fa servire ad un James Stewart annoiato ed immobile sulla sedia a rotelle, una cena “perfetta”, accompagnata da una bottiglia di Montrachet.

D’altronde è noto che Hitchcock fosse un grande appassionato di vino: possedeva un’impressionante cantina e riteneva che il vino andasse gustato in solitudine, ma senza abusarne.

Era inoltre un cuoco provetto, un goloso di prim’ordine, amante e grande conoscitore di vini come il Pinot Noir e tutti i grandi di Borgogna: nella sua cantina non potevano mancare le migliori annate di Romanèe Conti, Montrachet, Chambolle Musigny, Mouton Rothschild, Cheval Blanc.

Per lui, alcool e indagini erano un tutt’uno: in ogni suo film compare almeno una bottiglia, spesso anche…letale!

Il film è un mix di «suspence, humour e acuta osservazione delle debolezze umane» che riesce a mantenere l’attenzione dello spettatore sempre a livelli altissimi. Un classico da recuperare assolutamente!

Vino e cinema: “Mondovino

Si tratta di un docufilm del 2004 diretto da Jonathan Nossiter e  presentato al 57º Festival di Cannes.
Una pellicola di denuncia: l’autore infatti accusa le grandi aziende della produzione vinicola d’aver danneggiato i piccoli produttori locali.
Il film è stato girato in luoghi diversi: in Italia, per lo più in Toscana tra Firenze e Bolgheri, dove si producono i grandi vini rossi apprezzatissimi dalla critica internazionale, e a Bosa, in provincia di Oristano, comune in cui si produce l’ottimo Malvasia di Bosa.
In Francia, invece, le riprese sono state effettuate tra la regione di Bordeaux, patria dei produttori più famosi del mondo, la Borgogna ed il piccolo paesino di Aniane in Linguadoca.
Infine, negli USA nella Napa Valley; in Argentina, in Brasile e a Londra presso la celebre casa d’asta Christie’s.
Insomma, grandi luoghi per grandi vini. Un documentario realistico, che fa riflettere e che vale decisamente la pena di guardare con attenzione.

Vino e cinema: “French Kiss”

Qui la Provenza e le sue vigne tornano protagoniste: French Kiss è un film di Lawrence Kasdan, e narra di una complessa e romantica storia d’amore.

Kate, interpretata dalla bravissima Meg Ryan, è un’insegnante americana che vola a Parigi per riconquistare il fidanzato (che intanto sta già con un’altra). Ma sull’aereo incontra Luc, irresistibile ladro in procinto di trafugare una costosissima collana, allo scopo di venderla e di acquistare col il ricavato una vigna tutta sua.

Tra incontri, scontri, amori sfumati e raggiri, Luc e Kate finiranno (ovviamente) per innamorarsi l’uno dell’altra.

La classica commedia romantica con il classico romantico epilogo, certo, ma pur sempre piacevole e divertente.

E poi, il “vissero per sempre felici e contenti” tra le vigne della Provenza ed il profumo di lavanda, è davvero un bel finale.

Particolarmente bella la scena che si svolge nella tenuta di famiglia dell’affascinante ladro, il quale mostra alla nostra protagonista una scatola dall’enorme valore, contenente un set di essenze che si trovano anche nel vino.

Questa lista è davvero poco esaustiva e comprende esclusivamente i film che ho più amato, ma ce ne sarebbero tantissimi altri da citare!

Come ad esempio “Letters to Juliet” ambientato tra i vigneti della Toscana, oppure il più sensuale “Vicky Cristina Barcelona” di Woody Allen, in cui viene sottolineato tutto l’erotismo del vino (dovuto soprattutto al fascino dello spagnolo Javier Bardem, bisogna ammetterlo).

Vale la pena citare anche “Sideways“, commedia-drammatica americana del 2004 diretta da Alexander Payne,  “Red Obsession“, documentario di David Roach e Warwick Ross in cui la voce narrante è quella di Russel Crowe, e la commedia-drammatica “Bottle Shock” con protagonista l’indimenticabile Alan Rickman.

Ed, infine, un capolavoro italiano quale “Miseria e Nobiltà“: qui, un esilarante e strabiliante Totò si esibisce in un’efficace analisi del suo vino preferito.

In uno degli sketch è presente questo breve estratto, emblema del rapporto, profondo e sensoriale, tra vino e “gente comune”:

“…e ti fai dare due litri di Gragnano, frizzante! Assicurati che sia Gragnano; tu lo assaggi, fffhhh, se è frizzante, lo pigli, sennò, desisti…”

Insomma, di citazioni sul vino il cinema è davvero pieno!

Del resto, cosa c’è di meglio che accoccolarsi sul divano, magari con un plaid e qualche stuzzichino, e guardare un grande classico con un calice di Chianti tra le mani?

Proprio niente, ve lo dico io!

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Vino e Cinema (ph. unsplash)

(Fonti: ilnomadedivino, filodiritto.com)

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