9 domande più assurde da porre ad un editore – guida da ridere

9 domande più assurde da porre ad un editore – guida da ridere

Il sesso: croce e delizia di un’editrice alle prime armi. 9 domande assurde fatte dagli scrittori

Caro popolo del web, dovete sapere che esiste una fetta di scrittori (purtroppo anche bravi) con una piccata capacità di gettare letame gratuitamente sul proprio testo, magari anche dopo cinque anni di duro lavoro.

Come? Andiamo a scoprirlo. Ma prima soffermatevi un momento sul termine “duro” perché non è buttato lì a caso e vi tornerà utile in seguito.

Il soggetto maschio che un bel mattino si sveglia e capisce di aver terminato il proprio testo, per prima cosa accende il pc, va alla ricerca di editori affidabili, accetta di malavoglia gli 842.856 rifiuti da parte delle case editrici e si arrende quindi alla spasmodica ricerca di agenti letterari.

Dall’altra parte del pc, nello stesso momento, c’è una povera editrice che, spinta da voglia di fare e amore per la cultura, si scervella alla ricerca di testi validi e autori dinamici da pubblicare.

Ed è così che si instaura un primo punto di incontro tra soggetto alfa/son-figo/ma-che-gli-faccio-alle-femmine e l’editrice alle prime armi che ancora deve capire quali siano i metodi più efficaci e sbrigativi per suicidarsi.

Ecco a voi 9 domande assurde che gli scrittori hanno rivolto a un’editrice:

  • Soggetto 1:

– Tu sei editrice?
– Sì, posso esserti utile?
– Non hai idea di quanto puoi essermi utile
– Dimmi come
– Non vedo l’ora… porcellina!

Per chi volesse il contatto di questo luminare della letteratura mi contatti in privato nei commenti qui sotto.

  • Soggetto numero 2: 

– Ho inviato il mio manoscritto
– Bene in bocca al lupo
– Però ho una domanda
– A disposizione

– Se mi pubblicano ti incontrerò, giusto?
– E’ possibile, sì. Niente di più facile.
– Meno male perché ho inviato il manoscritto solo per quello
– Ma pensa! Non vedo l’ora di mettere una buona parola per te. Tu aspetta che verrai sicuramente ricontattato. Aspetta eh!

  • Soggetto numero 3:

– Ciao, mi hanno parlato di te e mi hanno detto che sei talent scout e editrice per una casa editrice.
– Sì. Dimmi pure.
– Potrei avere il tuo numero? Avrei da chiederti una cosa

– Certo! Il mio numero è 328—-055. Come si intitola il tuo romanzo?
– Ma io non sono uno scrittore. 
– tuu… tuu… tuuu

Per chi se lo stesse chiedendo è già stato bloccato su whatsapp.

  • Soggetto numero 4:

– Posso parlare con l’editrice S…?
– Gioia, mi hai contattata attraverso messanger. Con chi altri pensi di star parlando?
– Perfetto! Vorrei provarci.

– Bene! Puoi inviare il testo all’indirizzo mail…….
– No, intendevo provarci con te.
– Tu… Tu… tu…tu…

  • Soggetto numero 5:

– Una domanda: trovare lavoro come editrice è difficilissimo. Tu per riuscirci l’hai “data” a qualcuno?
– Non che mi ricordi… se mi viene in mente comunque ti ricontatto.
– Posso inviarti il mio manoscritto?
– No.
– Ma non lavori per una casa editrice?
– Vado a darla al mio capo e ne riparliamo. Sai com’è… lo faccio per tutelare il tuo manoscritto.

  • Soggetto numero 6: 

– Posso dirle una cosa più o meno professionale?
– Certo, sentiamola.
– Lei è molto affascinante.
– Mi sfugge quel più che hai affiancato al termine “professionale”.

  • Soggetto numero 7:

– Il suo lavoro deve essere molto duro.
– Sì, è difficile, ma restituisce molte soddisfazioni.
– Sa perché gliel’ho detto? Perché io anche se non faccio questo tipo di lavoro, solo parlando con lei ce l’ho molto… (rileggere inizio articolo)
– Non si preoccupi. Conosco un sistema infallibile per alleviare le sue “pene”: un soffitto, un corda e il suo collo. Passerà tutto in un secondo.

Ho passato un’ora a spiegare a qualcuno che faccio l’editor e lui mi ha risposto: “Ma il tuo vero lavoro qual e’?
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  • Ed ecco le ultime 2 domande assurde fatte dagli scrittori:
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  • Soggetto numero 8:

– Lei è editore?
– Sì.
– Vuoi scoprire cosa nascondo nel cassetto?
– Sei molto originale, mi piaci. Che libro nascondi nel cassetto?
– In realtà nascondo solo preservativi.

  • Soggetto numero 9:

– Mi scusi, ma è vero che lei è editrice e anche talent scout?
– Sì.
– Ed è talentuosa in cosa?
– In niente. Cerco talenti.
– Allora mi hai trovato.
– Veramente mi hai scritto tu.
– Ho un capolavoro.
– Non vedo l’ora di averlo per valutare se è davvero così.
– Le mando la foto.
– Di tutto il libro???
– No solo del mio pe….

Sì! Alle volte è demoralizzante e avvilente. Ma credetemi, ci sono soddisfazioni. E molte di queste siete voi che state leggendo.

Condividete ragazzi/e! E se vi è piaciuto passate a vedere il video ironico delle 9 domande assurde fatte dagli scrittori ad un editore deliberatamente tratto da questo articolo.

Pubblicato da Silvana Uber

Silvana Uber, editor, talent scout e scrittrice per Leonida editore, Titani London edizioni, Aletheia board. Mamma a tempo pieno ❤

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