Body shaming, il bullismo del web

Body shaming, il bullismo del web

Body Shaming: di che si tratta?

Nell’era in cui i social network sono divenuti ormai la principale fonte di notizie oltre che principale piazza di gossip di ogni genere, non possono mancare tutti quei lati oscuri che si ritrovano sotto post e foto. Stiamo parlando di quei commenti denigratori che rendono i soggetti interessati vittime di atti quali bullismo o body shaming.

Più si è famosi, più si entra nel mirino dei cosiddetti haters, individui che generalmente decidono di passare le loro giornate andando qua e là, tra un social e l’altro, a criticare, a volte bonariamente a volte un pò troppo pesantemente la persona in questione. Basti pensare alle critiche che ogni giorno riceve la Ferragni a proposito dei suoi piedi.

Quando ad essere attaccato, in particolare, è l’aspetto fisico, si parla di Body shaming. Una delle ultime vittime è l’attore Jesse Plemons, conosciuto ai più per il suo ruolo di Todd, in Breaking Bad e nel suo sequel El camino. Dopo ben sei anni dalla fine della serie che l’ha reso famoso, Jesse si mostra cambiato. Ha messo su qualche chilo, un pò troppi secondo gli haters che non si sono persi d’animo e si sono scagliati contro l’attore.

Su twitter impazza l’hastag FatTodd e tanti sono i meme che mostrano come Jesse sia cambiato fisicamente da Breaking Bad a El Camino. Non è sicuramente il primo ad essere soggetto al Body shaming e sicuramente (purtroppo) non sarà neanche l’ultimo.

Ma cosa è il Body shaming?

Il body shaming è un fenomeno diffuso prevalentemente sul web, ed è attuato da soggetti che nascondendosi dietro uno schermo, e non svelando dunque la loro identità, scrivono pesanti critiche rivolte all’aspetto fisico. Può trattarsi di un commento sprezzante sull’eccessiva magrezza o sull’aumento di peso, ma si viene criticati anche per l’assenza di trucco o un suo uso eccessivo.

Alla base vi è un individuo che molto spesso potrebbe reagire in tal modo in quanto insoddisfatto delle proprie caratteristiche corporee e piuttosto che focalizzarsi su come migliorarsi, punta il dito contro l’altro, che si ritrova ad essere giudicato. Si va a minare la sua autostima, costringendo la vittima quasi a adeguarsi ai canoni richiesti dalla società.

Se infatti chi riceve il body shaming è un individuo dalla personalità debole, il fenomeno assumerà le caratteristiche di una trappola che porterà l’individuo a adeguarsi a quanto viene richiesto. Ed ecco che si sviluppano disturbi alimentari, si presentano stati depressivi e l’ansia di essere cosi come gli altri ci vorrebbero vedere, perdendo la nostra identità.

Ad essere legato a questa tipologia di bullismo è anche l’oggettivazione sessuale, ovvero considerare le persone come semplici oggetti tesi al soddisfacimento del piacere sessuale.

Entrambi sono caratterizzati dal fatto che chi li attua non tiene conto delle conseguenze delle sue azioni, in particolare dell’impatto emotivo che esse possono produrre sulla vittima. Ognuno di noi ha un rapporto personale con il proprio corpo: dietro chili di trucco si potrebbe nascondere il desiderio di apparire più belli, dietro un’eccessiva magrezza o aumento di peso, potrebbero esservi problemi fisici o psicologici che hanno portato l’individuo a tanto, in seguito ad un momento particolarmente difficile della propria vita.

Tutti possono cadere vittime di Body shaming, ma spesso a farne le spese, come detto, sono i personaggi famosi. Tra questi alcuni hanno avuto il coraggio di rispondere alle critiche con ironia e coraggio:

Non c’è vergogna nel prendere peso durante la gravidanza (o in altri momenti). Non c’è da vergognarsi se ci mettete più tempo del previsto a perdere quei chili (se volete perderli). (…) I corpi cambiano. I corpi crescono. I corpi di restringono. È tutto amore (non lasciate che nessuno vi dica il contrario). Pace

Anne Hathaway

Grazie mille per le preoccupazioni sul mio peso. Risponderò dopo aver finito il mio doppio cheeseburger. 

Lili Reinhart (Betty Cooper di Riverdale)

Se voi o qualcuno che conoscete sta lottando, sappiate che qualcuno sta aspettando per aiutarvi. Parlatene. Mandate un SMS, un’e-mail. Rispondete al telefono. A qualcuno importa come state. Stanno aspettando di sentirvi.

Wentworth Miller (Michael Scofield di Prison Break)

Non si dovrebbe quindi giudicare senza sapere. Si dovrebbe essere gentili e prima di proferire parola, si dovrebbe essere consci della storia dietro l’aspetto esteriore, delle fragilità con cui tutti ogni giorno combattiamo. Sembra questo un concetto banale, ma il bullismo in tutte le sue forme esiste da secoli ed ancora nessuno riesce a debellarlo completamente.

 

 

Pubblicato da Silvia Rosiello

Studio psicologia e amo scrivere. Con la scrittura esprimo parti di me che altrimenti rimarrebbero nascoste. Attraverso la psicologia mi piace scoprire quello che si cela dietro l'animo delle persone e poter aiutare a combattere la loro oscurità. Perché ogni giorno è un "bel giorno per salvare delle vite".

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.