Body shaming: cosa c’è dietro al “bullismo delle forme femminili”?

Mai aver vergogna del proprio corpo!

Ormai il cyberbullismo è una rilevante tematica sociale che viene affrontata con iniziative e campagne di sensibilizzazione, ma quello che è ancora un po’ all’oscuro è che ne esistono varie forme: tra queste vi è anche il  cosiddetto body shaming.

Ma cos’è esattamente il body shaming?

Prendiamo Instagram, un social network d’impatto che ha il suo “fondamento” sulle foto; io posto una foto mia in costume da bagno, anche se sono un po’ “in forma” (è più carino detto così), che può suscitare o meno commenti positivi (magari da parte dei miei amici, che mi possono dire che sono bella, frasi del tipo “ti dona quel costume” o “bello, dove l’hai comprato?”, ecc.).

Ma ci sono commenti negativi e commenti negativi: alcuni sono anche costruttivi (“quel costume non risalta il tuo fisico”), ma sempre più spesso si possono trovare commenti che vanno oltre la semplice foto in costume da bagno.

Per fare un esempio:

“Quella pancia non si può vedere”

“Più che una sirena sembri una balena spiaggiata”

“Mettiti a dieta”

“Non sarai mai come Claudia Schiffer finché avrai quel corpo”

Commenti che magari arrivano da contatti che non conosci, talvolta dai nickname strani: proprio dietro a questi commenti ci può essere l’ombra del cosiddetto “body shaming”.

Letteralmente, il termine inglese “body shaming” significa “umiliazione del corpo” ed è proprio questo lo scopo di questa forma di cyberbullismo: umiliare, ridicolizzare quelle forme del corpo, soprattutto femminili, che non rientrano negli “standard”: donna alta 1,70-1,80m, con il classico rapporto 90-60-90.

Standard che però non rispecchiano la realtà, perché le forme di una donna non sono dettate solo dall’alimentazione, ma sono la combinazione di una serie di fattori.

Fattori come la genetica, l’ambiente in cui si è nate, le origini etniche; ma questo per i cosiddetti “leoni da tastiera” sembra non importare.

body shaming

Che tu sia troppo grassa, ma anche troppo magra, a loro sembra non importare.

Chi sono le principali vittime di body shaming?

Come detto in precedenza, il body shaming ha come principale bersaglio le donne, soprattutto le adolescenti, che danno forse troppa importanza ai “canoni” imposti da social network come Facebook e soprattutto Instagram, con conseguenze a volte tragiche (come nel triste caso di Beatrice, la 15enne suicidatasi qualche giorno fa, perché si vedeva “troppo grassa”)

VIP: da “ideali” a “vittime” del body shaming

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Se pensate che le dive di Hollywood siano esenti da un fenomeno del genere, vi sbagliate. Prendiamo un caso noto a tutti, Renee Zwelleger e la sua “Bridget Jones”.

Per interpretarla l’attrice è dovuta ingrassare, poi dimagrire immediatamente per girare altri film. Cambiato il corpo, ma non il suo viso paffuto, e questo ha scatenato a suo tempo non poche polemiche sul web.

body shaming

Recentemente a finire “sotto accusa” è stata Anne Hathway, che ha dichiarato recentemente di dover ingrassare nel suo prossimo film, e ne ha approfittato per scagliarsi contro i body shamer:

“Sto ingrassando per un film e sta andando bene. A tutti coloro che mi giudicheranno troppo grassa nei prossimi mesi: non sono io il problema, siete voi”.

 

Sei vittima di body shaming? Banna e denuncia.

Una delle prime cose da fare se ci si trova ad essere vittime di body shaming è senza dubbio bannare e bloccare i profili degli haters. Non la smettono? Allora denunciate alle autorità competenti.

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Un commento su “Body shaming: cosa c’è dietro al “bullismo delle forme femminili”?

  1. è molto bello che un giornale di rilievo come il vostro parli di argomenti come questo. Grazie!

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