Quando il cinema veste fashion: la moda delle star dal 1960

Quando il cinema veste fashion: la moda delle star dal 1960


La moda, da sempre, è lo specchio della società in cui viviamo e il cinema ne è la sua rappresentazione. 


Gli abiti e le tendenze che, di anno in anno, accompagnano lo scorrere delle stagioni si evolvono e mutano in un continuo divenire, rendendo la competizione, per dominare, tra gli stilisti famosi in tutto il mondo sempre più avvincente e ricca di novità.


Ogni falcata rappresenta un modo di intendere il mondo e lo stile, ogni passaggio in passerella è una sfaccettatura della propria personalità che emerge. Ogni abito è la realizzazione ultima di un’idea destinata, forse, a cambiare gli schemi.


Per coloro che, purtroppo, non possono godere di un posto in prima fila alla fashion week di Milano, il miglior riflesso di questo concept lo si ha nel cinema. Negli anni, infatti, gli autori dei maggiori successi di Hollywood hanno sempre fatto affidamento ai migliori marchi per vestire i propri personaggi, rendendo i loro look iconici ed intramontabili.

 

American Gigolò – Richard Gere & Armani (1980)

Un chiaro esempio di questo concept può essere Richard Gere nel celebre American Gigolò. La pellicola di Paul Schrader ha avuto due principali pregi: il primo è stato quello di far brillare la stella dell’attore di Filadelfia come mai prima di allora. Il secondo, però, ci riguarda molto più da vicino. Fu, infatti, questo capolavoro del mondo della celluloide a lanciare il marchio Armani negli Stati Uniti.

Il colosso della moda milanese fu un baluardo dello stile del Bel Paese negli anni ’80, e parte di questo enorme successo lo deve proprio ad American Gigolò. Un binomio ben riuscito, che ha contribuito a creare la leggenda di Giorgio Armani come pioniere dello stile italiano nel mondo.

Romeo+Giuliet – Leonardo di Caprio & Miuccia Prada (1996)

Altro giro, altra pellicola. E chi, se non Miuccia Prada, potrebbe ora meglio rappresentare lo stile italiano nel mondo?

La famosissima stilista nostrana ha prestato più volte i propri abiti al mondo della cinematografia americana, sino a meritare la dedica di un’intera pellicola sul tema. “Il Diavolo veste Prada”, infatti, è un tributo alla trionfale ascesa dell’imprenditrice milanese. Nonostante la protagonista, l’indimenticabile Miranda Priestly, vestisse abiti griffati da Valentino e Gucci, è il marchio milanese ad essere entrato nella memoria dell’immaginario collettivo.

Menzione d’onore, però, va al celebre Romeo+Giuliet, in cui fu Leonardo Di Caprio il designato per indossare l’outfit confezionato, su misura, dalla stessa Miuccia Prada.
L’attore contemporaneo per antonomasia vestito dall’icona della moda cinematografica mondiale: esiste un binomio migliore?

The Danish Girl – Eddie Redmayne & Paco Delgado (2015)

Abbandoniamo ora lo stivale, per spostarci nella penisola Iberica a rendere il giusto tributo a Paco Delgado, autore degli spettacolari costumi del cult “The Danish Girl”.

La sconvolgente pellicola, uscita nel 2015, ha raccolto consensi ed acclamazioni da parte di critica e pubblico. Gli abiti confezionati dal costumista originario delle Isole Canarie, però, sono da standing ovation. L’impresa è stata quella di riuscire a rendere, attraverso i vestiti, il dramma interiore vissuto da Lili Elbe, divisa tra un corpo che non le appartiene e un’istinto sempre più nitido e vorace.

L’opera di Delgado ha ricevuto solo una candidatura all’Oscar, senza riuscire a centrare il premio. Nonostante ciò, il suo stile azzeccato ed iconico resterà a lungo nell’immaginario collettivo.

Il cinema,  il veicolo che trasforma gli outfit in celebrità

Il cinema, nell’ultimo secolo, è stato un veicolo collettivo. Il motore che ha mosso le fila del fashion trasportandole dalla lussuosa Hollywood alle periferie di tutto il mondo.

Grazie a queste icone, di moda e di stile, abbiamo raggiunto l’apice dell’espressione sartoriale mondiale. In fondo, per essere apprezzato, qualsiasi tessuto deve adeguatamente risaltare sul suo modello. Quanto sarebbe diversa l’iconografia dedicata a Marylin Monroe senza il suo abito bianco firmato da William Travilla?
Meglio non rispondere a questa domanda.

La cosa migliore da fare è concentrarsi sul domani. Capire quali saranno i gusti e le innovazioni che porteranno le nuove generazioni. Godersi un domani sfavillate, glamour e fashion sul grande schermo.

Pubblicato da Alex Rossi

Nato con i piedi storti, questo ragazzo ha iniziato ad approcciarsi al giornalismo per colmare la distanza tra sé stesso ed il campo da calcio. Crescendo, ha capito che il mondo è una tavolozza, e ci sono colori molto più belli da descrivere o raccontare.

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