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Dior Homme pre fall 2019: un viaggio futuristico a Tokyo

La maison Dior alla guida del nuovo direttore creativo Kim Jones approda a Tokyo con una nuova collezione Homme tutta da scoprire. Una visione futuristica di uniformi militari e di classici del brand saranno pronte a invadere il prossimo autunno.

Fonte: MAM-E

 

Lo scorso 30 Novembre si è svolta in una location singolarmente predisposta per l’evento, la sfilata della collezione uomo stagione pre fall 2019 della maison Christian Dior.

Il marchio, che vuole abilmente rilanciare la sua produzione del settore maschile, oltre che mettere in luce le capacità del nuovo direttore creativo Kim Jones, ha scelto di mostrare i suoi capi e accessori nella capitale del Giappone anche per confermare l’attaccamento del primo brand di LVMH al paese orientale.

Il luogo della sfilata, ambiente circolare attorno al quale gli spettatori erano seduti, è stato decorato con fiori di pesco stampati sul pavimento a formare una sorta di “movimento elica” con origine sotto la base di un’enorme manichino argentato di 11 metri. Dai suoi occhi partivano raggi di luce e si riflettevano le fonti luminose della struttura.

La statua, creazione dell’artista Hajime Sorayama, posava su una base di un metro posta esattamente al centro della sala a segnare, così, il percorso circolare obbligatorio dei modelli.

Kim Jones ha voluto dare alla collezione un sentore sia tradizionale che contemporaneo slanciando, perciò, le sue creazioni in un futuro anteriore alla star trek.

Una commistione di pantaloni a taglio più classico e giacche o maglie dai colori iridescenti, soprattutto argentei, maglie attillate quasi come seconde pelli aliene o tute alla Spok, trasportano i modelli e tutti i partecipanti in un Giappone futuristico, quasi alieno, che, però, non si discosta da alcune tradizioni quali la divisa e il rosa.

Fonte: NowFashion

 

Si è scelto di proposito di non citare la moda orientale in senso stretto per non ripetere omaggi passati fatti al medio oriente da monsieur Dior.

I due temi classici, ovvero il rosa e la divisa, vengono utilizzati qui in modo non convenzionale. Anzi, si cerca proprio di discostarsi da esso.

Nella sfilata troviamo mischiati in una collezione assolutamente sorprendente, abiti di taglio obliquo più realistici con accessori come bretelle simili a cinture di sicurezze aeree o occhiali dal taglio sottile e rettangolare simili a schermi spaziali.

Si incontrano, così, i tre leitmotiv principali della Maison (tweed, rosa e stampa “panthère”) con le idee moderne e avanguardistiche dell’artista Sorayama che, oltre a ideare la statua robotica che ha fatto da sfondo al fashion show, ha anche aiutato Jones nella realizzazione di alcuni accessori.

Fonte: Fashionawards

 

La sfilata, tutta sui toni principali del grigio e del nero, ha abbattuto certamente i confini tra formale e informale regalando a tutti i partecipanti una strana sensazione: si è stati catapultati in un possibile 2050 ma inscatolati in una speciale “discoteca” anni 90.
Video Sfilata:
https://www.youtube.com/watch?v=Sqon9Z1IZcA

Ulteriori info su:

https://www.dior.com/it_it/uomo/collezioni-e-sfilate/sfilata-uomo-pre-autunno-2019

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Alice Minì

Sono Alice Minì e sono nata a Genova, città sul mar Ligure che amo, il giorno 02/02/1992 precisamente alle 2 del mattino (lascio a voi il calcolo della mia età a seconda di quando leggerete la mia bio, se avete tempo potete arrivare a capire precisamente quanti anni, mesi, giorni e persino ore ho in quel momento!). Ho sempre pensato che la mia vita dovesse avere un legame particolare con il numero 2 in quanto sono nata, come potete vedere sotto questo segno. Non sono una ragazza scaramantica, ma in questa magia ho sempre voluto un po’ credere nel bene e nel male. Come si è potuto capire dalle prime righe scherzose della mia biografia sono una ragazza, positiva, ma anche riflessiva: non mi sfugge mai un dettaglio e, casualmente (!?), i dettagli son sempre legati al mio numero.Durante il periodo di preparazione alla maturità mi resi conto che amavo scrivere, amavo la letteratura, l’arte, il pensiero critico. Sviluppai le mie capacità di scrittura durante le prove dei temi d’esame che il professore mi faceva fare: lui capì prima di me che l’editoria era la via che io avrei dovuto seguire.Dopo la maturità decisi di trovare una strada per fare delle mie passioni una professione; così mi sono iscritta al corso di culture e tecniche della moda, corso formato da diverse materie come letteratura, fotografia, arte, stili e che tratta la moda come bene culturale, come qualcosa che di superficiale non ha nulla.I miei programmi per il futuro sono di trasferirmi a Milano per cercare lavoro nel campo dell’editoria, malgrado questo mi allontani dalla mia prima fonte d’ispirazione: il mare.Sono sicura, però, che rinunciare allo sciabordio delle onde mi porterà felicità perchè vivrò un sogno, il mio sogno!

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