Cosa ci resterà di Cannes 2018?

Cosa ci resterà di Cannes 2018?

Una “cartolina” dei momenti più belli della 71esima edizione del Festival

Anche quest’edizione del Festival di Cannes chiude i battenti, incoronando vincitore il film “Shopfilters  di Kore-Eda Hirokazu.

Anche l’Italia ha ottenuto la sua piccola grande vittoria con Marcello Fonte come migliore attore protagonista col film “Dogman” e Alice Rohwacher, vincitrice del premio per la migliore sceneggiatura.

Ma cosa ricorderemo di quest’edizione 2018? Noi di The Web Coffee abbiamo fatto una selezione dei “best topics” di questa rassegna cinematografica.

1) I grandi divieti: Netflix e selfie

Cannes

Chi era abituato a portarsi a casa come cartolina un bel selfie da Cannes con la propria (o le proprie) star del cuore come ricordo del Festival, quest’anno è rimasto deluso.

Infatti quest’edizione della kermesse cinematografica è stata la prima “selfie – free” per un motivo logistico: “ritardano il programa della manifestazione”. Questa è stata la dichiarazione del curatore del Festival, Thierry Fremaux, che non ha perso occasione per sottolineare l’essenza, in un certo senso, della manifestazione:

“A Cannes si va per guardare, non per essere guardati”.

Oltre ai selfie lovers (tra i quali, strano ma vero, spiccano i vip stessi, che forse riceveranno qualche multina), Cannes 2018 ha deluso un’altra grande fetta di pubblico: quello di Netflix.

Il matrimonio tra la rassegna cinematografica per eccellenza e il gigante dello streaming non sà da fare, e anche per questo NO Fremaux ha avuto la risposta pronta:

“La storia del cinema e la storia di Internet sono due cose differenti”.

La tecnologia va avanti, ma Cannes non sta al passo anzi resta, e sembra voler restare, indietro, nel suo “limbo” di fascino senza tempo.

2) Il grande “escluso”: Paolo Sorrentino

Cannes

Un evento che ha segnato quest’edizione del Festival di Cannes, al pari o forse più dei divieti, è stato l’assenza di Paolo Sorrentino. Un’assenza, quella del regista italiano, divenuta un dibattito all’interno della manifestazione.

Diverse sono state le ipotesi: all’inizio si è pensato che l’esclusione fosse dovuta alla struttura del film, diviso in due “capitoli” (Loro 1 e 2).

Un motivo decisamente poco credibile: infatti, all’origine dell’esclusione vi sarebbe più che la forma, il “contenuto” del film, ritenuto forte, forse troppo, dalla giuria, dato il clima “anti-molestie” della rassegna.

3) Il #MeToo sbarca a Cannes: anche la Francia dice No alle molestie

Cannes

Ottantadue donne, ma capaci di fare la differenza sul Red Carpet di Cannes: sono l’intera giuria (per la prima volta tutta al femminile), le registe, produttrici, direttrici di scena, attrici, che hanno sfilato su per la Montee des Marches il 12 maggio alle 19, in occasione della proiezione del film “Les Filles du Soleil” di Eva Husson, sull’onda del movimento #MeToo, nato dopo lo scandalo Weinstein.

Cannes

In prima linea la presidente di giuria, Cate Blanchett, che ha sottolineato l’importanza di questa presenza piccola, ma forte.

“Solo stando unite noi donne potremo sfruttare davvero un’occasione come questa. Perché noi donne ci siamo, siamo tante e ci meritiamo la parità. Di genere e di trattamenti”.

Proteste simboliche, ma anche gesti concreti, come la distribuzione di volantini con un numero verde anti-violenza.

4) Cannes si mette “a nudo”

Cannes

Il divieto ai selfie con il dictat “A Cannes si va per guardare, non per essere guardati” sembra non essere andato giù agli ospiti illustri della kermesse, e sul Red Carpet il rosso ha lasciato lo spazio al “nude”.

Spacchi vertiginosi (come quello dell’abito di Irina Shayk), scollature profonde (come quella sulla schiena di Adriana Lima), trasparenze (come nell’abito di Kendall Jenner): insomma, abiti che lasciano ben poco all’immaginazione.

 

 

 

 

 

Pubblicato da martysmith89

Se dovessi descrivere la mia vita, la definerei come un paesaggio pedemontano, dove rilievi irti e rocciosi si intrecciano con ampie vallate sconfinate. La mia prima grande passione,quella per la scienza, c'è stata fin da piccola ma ha cominciato ad assumere la forma della Biologia in seconda liceo, e dell'Immunogenetica adesso. L'altra, quella per la scrittura, quasi in parallelo, grazie ad eventi casuali: per me è stato come un fulmine, che mi ha colpita e ha lasciato un segno indelebile. Io e la scrittura siamo unite da un filo invisibile ma solido.

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