Covid 19 e deficit cognitivi – quale legame?

Covid 19 e deficit cognitivi – quale legame?

Covid 19 e deficit cognitivi – quale legame?

 

La parola Covid ormai da parte del nostro vocabolario. Sono quasi tre anni che conviviamo con la pandemia ed abbiamo imparato a vivere in questa “nuova normalità”.

 

Con la diffusione della variante Omicron sono stati sempre di più i casi positivi, il vantaggio rispetto al 2020 è la presenza dei vaccini, che non riduce la possibilità di prenderselo ma rende i sintomi meno aggressivi. Anche il periodo di quarantena si riduce.

 

Tanti sono stati gli studiosi che hanno cercato di studiare il covid e le sue conseguenze.

Spesso infatti si parla di sintomi da Long Covid. Chi lo sperimenta, riferisce di provare calo di energia,problemi di concentrazione, disorientamento e difficoltà a trovare le parole giuste. Si tratta di una sorta di “nebbia celebrale”.

Tra le varie ricerche che sono state condotte riguardo il Covid e le sue conseguenze, ritroviamo uno studio che dimostra la presenza di un legame tra covid 19 e deficit cognitivi.

 

Secondo la ricerca, le persone che si sono riprese da Covid 19 tendono a ottenere punteggi significativamente più bassi in un test di intelligenza rispetto a coloro che non hanno contratto il virus.

I risultati suggeriscono che il Covid 19 può produrre riduzioni sostanziali delle capacità cognitive, specialmente tra le persone con malattie più gravi (Hampshire et al. 2021).

Covid 19 e deficit cognitivi

Covid 19 e deficit cognitivi – la metodologia

 

il team di ricerca ha analizzato i dati di 81.337 partecipanti che hanno completato il test di intelligenza tra gennaio e dicembre 2020. Dell’intero campione, 12.689 persone hanno riferito di aver sperimentato COVID-19.

 

Covid 19 e deficit cognitivi – risultati

Tenendo conto di diversi  fattori come età, sesso, mano dominante, lingua madre, livello di istruzione e altre variabili, è stato riscontrato che chi aveva preso il covid tendeva a avere risultati più scarsi nel test di intelligenza.

Nello specifico, i  maggiori deficit sono stati osservati in attività che richiedevano ragionamento, pianificazione e risoluzione dei problemi.

 

Il livello di scarso rendimento cognitivo è stato anche associato al livello di gravità della malattia, con coloro che sono stati ricoverati in ospedale con un ventilatore che mostravano i maggiori deficit.

 

Precedenti studi hanno anche scoperto che un’ampia percentuale di sopravvissuti a COVID-19 è affetta da complicazioni neuropsichiatriche e cognitive.

 

 

 

 

Pubblicato da Silvia Rosiello

Studio psicologia e amo scrivere. Con la scrittura esprimo parti di me che altrimenti rimarrebbero nascoste. Attraverso la psicologia mi piace scoprire quello che si cela dietro l'animo delle persone e poter aiutare a combattere la loro oscurità. Perché ogni giorno è un "bel giorno per salvare delle vite".

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