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Tepito, culto e storia del Barrio messicano

Tepito, culto e storia del Barrio messicano

Tepito, da Teocaltepiton; theocalli- ‘tempio’, tepiton – ‘piccolo’, ‘piccolo tempio’, è un quartiere appartenente a Città del Messico, situato precisamente e Nord del Centro Storico di Cuauhtémoc.

Ha una sua storia, tradizioni ed alta attività commerciale, addirittura risalente all’epoca preispanica, nonché da problemi sociali molto gravi come la criminalità e la tossicodipendenza.

Rappresenta un nucleo molto forte dell’identità della capitale stessa, che fa di Tepito un luogo di importanza culturale evidenziata da intellettuali ed artisti nazionali ed internazionali.

Proprio qui nascono culture e manifestazioni sociali in cui sono emersi anche atleti famosi.

A causa delle lotte sociali interne, avvenute in diversi momenti della sua storia e della forte resistenza alla conservazione della propria identità, si è guadagnato l’appellativo di Barrio Bravo.

Tepito non è una colonia, ma rappresenta un quadrante della colonia di Morelos, nonostante non abbia dei reali confini definiti.

Tepito, perché è il quartiere più duro di Città del Messico

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tepito barrio bravo santa muerte

Il Barrio Bravo è famoso per i suoi DVD pirati, ma ancora di più per le sue sfide tradizionali così feroci verso il mondo esterno.

Un mercato enorme, commercio e crimine mescolati nella contraddizione di un quartiere nel cuore di Città del Messico. È così che si può descrivere Tepito. Ha una lunga tradizione di sfide che, però, con il tempo, gli hanno attribuito una reputazione ben poco ammirevole a causa delle turbolenze interne, l’illegalità e la violenza.

Tepito è quel luogo in cui un turista cerca di non mettere piede e le guide avvertono di non andare. Un luogo in cui puoi trovare di tutto, dall’ultimo film di Hollywood ad un sacchetto di cocaina. È un posto in cui le violenze di strada sono talmente all’ordine del giorno che non ci si stupisce più.

Tepito è il luogo in cui la pirateria del diritto d’autore è talmente diffusa da esserne diventata una vera professione, rendendo, di fatto, il concetto di autenticità terribilmente insignificante.

Appare come un vault alla luce del giorno, in cui commercio e immoralità diventano una cosa sola. Non di rado, infatti, famiglie collaborano lavorando notte e giorno per sfornare dvd porno piratati, in cui fumare sigari per strada diventa il problema minore e ci si interroga sull’onestà delle forze dell’ordine.

Tepito è un mondo che vive al contrario.

Non è solo questo, però. Sono tante le generazioni che sono nate e cresciute e che hanno partecipato attivamente alla vita comunitaria. Ci sono club sportivi, chiese e gallerie d’arte.

La Tepito di un tempo, quella senza pregiudizi, è quella che si ascolta dai ricordi dei residenti più anziani, quando la comunità era unita e orgogliosa di vivere lì. Quando ancora non c’era il continuo afflusso di spacciatori, criminali e violenti.

Tepito e la religione

La religione rappresenta con molta forza questo quartiere, nonostante le credenze cattoliche convivano da anni con l’ormai potente culto della Santa Muerte, una dea-scheletro le cui origini risalgono al periodo precolombiano.

È un culto venerato da criminali e cittadini, senza distinzioni. I fedeli pregano per il recupero della salute, per ritrovare oggetti rubati o ritrovare membri della propria famiglia rapita. Non c’è stratificazione avanti alla Santa Muerte: che tu sia un dentista, un narcos o un professore, dinanzi a lei non c’è differenza. Per tutto quello che non puoi chiedere a Dio, c’è lei. Fai un’offerta e chiedile aiuto.

Il barrio Bravo, quello che devi sapere su Tepito, il quartiere selvaggio di Città del Messico

 

Narcotrafficanti, gente comune e criminali convivono con il culto della Santa Muerte. Per questo è preferibile mettere piede a Tepito con una buona guida.

Tantissimi abitanti di Città del Messico non hanno ancora avuto il coraggio di entrare a Tepito e, forse, non lo faranno mai nella loro vita.

I coraggiosi sanno già che dovranno eliminare la fotocamera o, almeno, non tenerla appesa al collo come farebbero in un giro turistico in un qualsiasi quartiere della capitale.

Qui non troverete mai un influencer in posa per uno scatto che finirà dritto su Instagram, Tepito non va di moda. Chi decide di visitarlo è perché attratto dalle sue strade piene di Tianguis, i mercati, o per vedere la culla di molte leggende del pugilato nazionale e globale.

I viaggiatori potranno leggere gli slogan che si erigono tra le vie, come “Tepito esiste perché resiste”. Perché la sua storia è lunga e radicata e perché i residenti lottano ancora oggi per opporsi alla perdita della propria identità.

Tepito è stata considerata l’area più pericolosa di Città del Messico, per i reiterati omicidi preterintenzionali. È per questo che è diventata famosa una strada, Jesùs Carranza, perché detiene l’orribile primato sugli omicidi di tutta la Città.

Negli ultimi anni, proprio qui, il tasso di criminalità è aumentato di quasi il 40%, superando la percentuale che l’ONU considera come epidemia di violenza.

Cerchi droga? Vai a Tepito. Hai bisogno di un telefono falso o di un cellulare? Lo trovi, qualcuno lo avrà rubato aggredendo un passante in autobus o in metropolitana.

Questa storia fa spaventare i turisti? Non è detto. Ci sono tante, innumerevoli anzi, bellezze che meritano una visita. Se solo non facesse così paura.

Qualcosa in più su Tepito

Cosa potrebbe visitare un turista nel Barrio Bravo?

  • Tepito è famosa per il suo Murale degli assenti, un memoriale con ritratti a grandezza naturale che da oltre 25 anni ricorda le vittime del crimine e del traffico di droga del quartiere.
  • La Santa Muerte. Meriterebbe un capitolo a parte questa dea esposta quasi 20 anni fa per la prima volta a Città del Messico, facendo partire una vera e propria devozione.
  • Il Maracanà Football Stadium, in cui poter vedere una partita di atleti “queer”, Las Gardenias.

Le guide offrono ai turisti che desiderano visitare Tepito, alcuni preziosi consigli per non farsi inglobare da questa area così tumultuosa. Se qualcuno desidera conoscere questo quartiere pieno di storia e cultura, uno dei più popolari della Capitale, è importante conoscere le strade più sicure.

Bisogna imparare a camminare veloci, senza fermarsi troppo e cercando di ricordare il nome di ogni strada.

È necessario anche informarsi su dove mangiare e dove fare shopping, perché a Tepito, l’ingenuità è molto costosa.

È importante conoscere questo quartiere, perché è interessante, soprattutto perché è stato in grado di adattarsi alle evoluzioni ed ai tempi, sopravvivendo sempre. Chi sceglie di visitarlo è perché è a caccia di emozioni intense. Nessun turista ha interesse a conoscere il traffico di droga ma, semplicemente, desidera vivere appieno i colori e i suoni dei tianguis, perché trova di tutto, a prezzi stracciati.

E poi, la gente del posto è cordiale, lo sono anche i commercianti.

A causa del suo stigma criminale mediatico, Tepito è diventato uno dei quartieri che non dovrebbero essere mai visitati. E questo, ha influenzato il globo. Eppure resta ancora un luogo pieno di ombre, che instilla paura ma anche un profondo rispetto.

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Tepito, un patrimonio culturale da non sottovalutare

Quello che oggi è Tepito, era il luogo scelto dagli ultimi re aztechi per resistere all’assegio degli spagnoli. Tra i nomi che hanno fatto la storia, c’è Rodolfo Guzmàn Huerta, che fu uno dei lottatori più famosi in Messico e in tutto il mondo e, diventando El Santo, fu anche una delle icone della cultura messicana del 20esimo secolo.

Tepito è un immenso tianguis di giorno, ricco di vividi colori, di oggetti, di voci, di movimento e dinamico. Il problema è quando la luce inizia a calare e le strade sono deserte, libere dai mercatini. È proprio quello il momento in cui iniziano i veri pericoli.

Tra i consigli per chi desidera conoscere il vero Messico, è importante cercare un contatto che aiuti a muoversi nella zona, perché è molto pericoloso. I residenti rilevano immediatamente chi è lo straniero. Si accorgono anche di chi non è dello stesso quartiere ma va là solo per il mercato. È importante, quindi, mostrare sicurezza.

Molti turisti, però, scelgono di visitarlo per un altro motivo, attratti dal culto della Santa Muerte, chiamata anche “La Ragazza Bianca”, una figura scheletrica in resina a grandezza naturale, uno dei simboli del culto di Città del Messico.

Era a Calle Alfarerìa 12 che la devozione popolare si esprimeva appieno. Doña Enriqueta Romero era il tutore di questa statua, sino alla sua morte. Il sentimento del popolo per questo santo è molto forte e si scontra con chi non abbandonerà mai il cattolicesimo, condannando questo culto.

Vanno da lei per chiedere favori, sperare in un miracolo legato all’amore o alla salute o al lavoro. Alcuni hanno la sua immagine in casa, altri la portano sempre con sé, altri la tatuano.

Come è nato Tepito, il barrio bravo della città

Nel corso della storia, Tepito ha avuto alti e bassi ma, nonostante questo, i suoi abitanti hanno sempre cercato di mantenere alto l’orgoglio del proprio quartiere.

I residenti rappresentano, infatti, un chiaro esempio di comunità e resistenza, poiché, nonostante molti lo considerino un quartiere separato dagli altri, i vicini hanno cercato di attribuire un nuovo significato al termine “quartiere”.

Gli storici studiosi degli antichi quartieri governati dalla signoria di Tlatelolco osservarono l’esistenza di un tianguis modesto, i cui stand avevano la reputazione di offrire beni rubati, strumenti e cibo.

Il borgo era noto come Mecamalinco e fu uno degli ultimi a sottomettersi agli spagnoli. La stoia nera del quartiere iniziano quando gli abitanti di Mecamalinco si arresero ai Tlatoani.

A Mecamalinco, che era già un quartiere emarginato, finirono tutti i tipi di persone: artigiani, contadini, ladri e persone che vivevano al di fuori della legge. Nonostante le forti disparità sociali, insieme iniziarono a costruire case e fornire alla zona servizi di base.

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Il significato del nome Tepito

Secondo il filologo Cecilio Agustìn Robledo, la chiesa di San Francesco è stata costruita sul principale luogo adorato dal distretto di Mecamalinco, che la gente chiamava Teocalteption, che vuol dire “Piccolo tempio”.

Nella nomenclatura Novohispana, il termine venne ridotto semplicemente a Tepito.

Nel 1901, il consiglio Comunale di Città del Messico, decise di trasferire il tianguis di El Volador per le strade del Barrio Bravo, e proprio così questo divenne uno dei più grandi della città.

Con la guerra del 1926, molte famiglie arrivarono come rifugiate nelle vicinanze di Tepito. La maggior parte di loro erano calzolai e proprio per questo il quartiere conserva la reputazione di centro di calzature economiche di tutta la Città.

Dagli anni ’40 in poi, le merci iniziarono a diversificarsi e al cibo e scarpe, si aggiunsero anche abbigliamento e altri prodotti, per la maggior parte entrate nel paese contrabbandato.

Sin dall’epoca precolombiana Tepito era un quartiere di circa 70.000 abitanti nel centro di Città del Messico. Al posto di un tipico commercio di sussistenza per una società indigeno-rurale caratterizzato dallo scambio di merci tra produttori e consumatori, oggi gli intermediari, i contrabbandieri e i ladri vendono i loro prodotti.

Il mercato di Tepito è aperto ogni giorno, tranne il martedì.

Tepito esisteva già prima della conquista come quartiere indigeno di commercianti e artigiani che apparteneva alla regione settentrionale del grande quartiere di Tlatelolco.

Fino alla metà del 20esimo secolo, Tepito era un quartiere dove le classi inferiori di Città del Messico si rifornivano di merce a buon mercato, usata, riparata o rubata. A partire dagli anni ’70, la merce contraffatta iniziò ad essere molta. Alcune attività, poi, sono proseguite sino ad oggi: un riciclatore acquista vecchi elettrodomestici non più utilizzabili, li ripara, li vernicia e appone nuove etichette di marchi prestigiosi e li rivende. Questo avviene soprattutto con i ferri da stiro, veloci da riparare perché spesso basta sostituire solo la resistenza.

A Tepito ci sono più di 25 officine che riparano le targhe, spesso installate direttamente in strada. Alcuni, invece, recuperano prodotti e mettono mobili vecchi o rotti, foto di fidanzati, libri vecchi, offerti al mercato dell’usato sull’avenida del Trabajo ai margini del quartiere.

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tepito barrio bravo santa muerte- fonte l’america latina.net

Alla ricerca della Santa Muerte a Tepito

Tepito è uno dei quartieri che coraggiosamente ha abbracciato il culto della Ragazza Bianca. Questo culto non è ufficialmente riconosciuto dalla chiesa cattolica, però riesce a riunire un gran numero di fedeli che hanno un grande rispetto e affetto per essa.

Le prime origini del culto della Santa Muerte risalgono ai tempi del Vicereame. Gli studi antropologici affermano che le prime espressioni di fede potrebbero risalire al culto preispanico di Mictlantecuhtli, il signore degli inferi.

Il culto della Santa Muerte è stato paragonati a San Pascualito Rey, una divinità a forma di scheletro vestita con un mantello ed una corona venerati in Guatemala e Chiapas.

Questi altari sacri si trovano spesso in zone dominate dai cartelli, ed è per questo che il maggior numero di fedeli si trova concentrato proprio in queste aree.

A Città del Messico, nello specifico, il culto della Santa Muerte ha trovato un suo luogo speciale dove essere fortemente presente.

Enriqueta Romero, Doña Queta,  è stata la prima donna a rendere pubblico il culto della Ragazza Bianca. Ha deciso, nel 2011, di rendere pubblica la propria fede mettendo appena fuori dalla sua casa un altare con la figura della Santa. Da allora, il suo altare è stato uno dei più trafficati della città.

Aveva appreso il culto cinquant’anni prima, da una zia, e lei non ha fatto altro che trasmetterla. Enriqueta ha sempre saputo che i fedeli si rivolgevano alla Santa Muerte per chiedere tanto cose buone quanto criminali, ma a lei non è mai importato più di tanto.

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Messe e offerte per la Santa Muerte di Tepito

A pochi metri dall’altare si trova il Santuario Nazionale Unico della Santa Muerte. Al numero 35 di via Nicolás Bravo, c’è una cappella in cui officiare le messe il giovedì, effettuare esorcismi e dare voce alle richieste dei prigionieri. All’interno del santuario è possibile trovare diverse rappresentazioni della divinità, tra cui anche rappresentazioni dell’Angelo della Santa Muerte, rappresentata da una donna alata dalla pelle pallida.

Nel santuario, i devoti offrono dolci e mele. La maggior parte arriva con un piccolo dono.

Un altro altare conosciuto è quello in via Arteaga, in cui i vicini portano mazzi di fiori, candele e giocattoli, rivolgendosi alla divinità. Qui, oltre alla figura centrale dell’altare, ce ne sono altre, più piccole, come ad esempio le sette potenze africane, a dimostrazione di quanto i culti della santeria preispanici, cattolici e africani siano mescolati.

Quello che non sai sulla Santa Muerte

  1. Nel 2000 la Chiesa cattolica apostolica messicana-americana ha presentato domanda di registrazione. Il 29 aprile del 2005, però, questa stessa domanda è stata ritirata e da allora non ha più avuto alcun riconoscimento ufficiale.
  2. Il primo altare pubblico è quello di Doña Queta, dove migliaia di fedeli andavano ogni mese il primo giorno del mese. Molti alti altari hanno deciso di adottare la stessa data per celebrare i loro riti.
  3. Anche se nel barrio bravo gli altari sono molto comuni e frequenti, il più grande del Messico non si trova qui, ma a Tultitlán, nello stato del Messico: la statua è alta 22 metri.
  4. Sono molte le preghiere dedicate alla divinità, ma una è quella più popolare: “Ragazza Bianca, Santissima Morte, benedici la mia giornata, benedici la mia fortuna. Portami gioia, anche alla mia gente, non abbandonarmi, prenditi sempre cura di me. Allontanati dal male, stai lontano da me e dai miei nemici che si allontanano da me. Possa il successo essere latente in questo giorno e la prosperità mi accompagni sempre. Amen.”
  5. Molte preghiere sono sull’amore, la prosperità e la salute. Chiunque ha una propria preghiera specifica ed è accompagnato da candele di diversi colori ed offerte, che vanno dai dolci alle mele rosse, ai sigari, agli alcolici e alla marijuana.
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Alla scoperta dei culti religiosi di Tepito

 

Tepito è stato per tanto tempo considerato uno dei quartieri più difficili e pericolosi di città del Messico. È proprio in questo quartiere che è prosperato il mercato nero più famoso della Capitale e la pirateria di ogni tipo, dai cd e dvd contraffatti alle droghe ed alla polizia corrotta. È proprio qui, oltretutto, che è possibile trovare uno degli altari più noti del culto della Santa Muerte, la santa della morte.

Le origini sono contestate ma, nonostante questo, la sua popolarità continua ad aumentare. Essa, infatti, è ancora venerata da molti cattolici praticanti, anche se non sancita dalla Chiesa cattolica.

Forse i fedeli la scelgono perché rappresenta un’icona facilmente accessibile che offre anche al cittadino medio un’indipendenza spirituale rispetto alle dottrine di qualunque religione. Affidandosi alle preghiere e alle offerte, la gente piò fare ordine nella propria vita, incantando ma Morte.

Sono centinaia a celebrare il culto della Santa Muerte a Tepito, anche, e soprattutto in questo periodo storico, per chiedere di proteggerli dal Covid-19. Le celebrazioni sono state lunghe, tanto da costringere la polizia a chiudere le strade.

Il numero dei seguaci continua a crescere, soprattutto avvicinando chi appartenenva ad un altro culto o si era appellato ad altri santi senza mai ricevere alcun favore.

Il 1 novembre è considerato il giorno principale della Santa Muerte ed i fedeli si dirigono ai suoi altari per celebrare con candele, immagini, dolci e fiori, intonando Las Mañanitas con gruppi musicali.

Il primo giorno di ogni mese è la sua celebrazione e i fedeli solitamente si rivolgono a lei per chiedere miracoli, però quest’anno è stato diverso, perché la maggior parte delle richieste era condizionata dalla paura di morire o di ammalarsi di questo sconosciuto Covid-19, che non fa differenze e colpisce tutti allo stesso modo.

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