Autunno in Valle D’Aosta: tra borghi segreti, antiche leggende e sapori di…vini!

La Valle d’Aosta in autunno è uno spettacolo davvero imperdibile.

La natura – letteralmente-  esplode di colori: cremisi, ocra, vermiglio, il verde smeraldo dei superbi sempreverdi che brillano in mezzo allo splendido foliage valdostano.

Una stagione intensa, frizzante e luminosa, in cui le foglie fanno da protagoniste assolute in variopinte, inimitabili tavolozze.

Chi associa l’autunno in montagna soltanto a pioggia e umidità, dovrà dunque ricredersi: la Valle d’Aosta offre un nuovo punto di vista, un nuovo aspetto  di questa stagione, ricco di fascino, mistero e magia.

Se poi pensiamo al periodo in cui stiamo vivendo, alla pandemia, alla paura del contagio, allo smart working, al divieto di assembramenti ed all’obbligo costante di distanziamento, pare ancor più opportuno, se non necessario, prendersi una pausa da tutto e rifocillare l’animo.

E soprattutto, farlo in luoghi (ed in periodi) in cui rispettare le regole diventa semplice, persino auspicabile.

Ecco perché immergersi un tour della Valle d’Aosta in autunno è l’ideale: passeggiate in mezzo ai boschi e tra i vigneti, tour in bicicletta o all’insegna del trekking, ricche degustazioni con ottimi, semplici, prodotti tipici del territorio, e tanto altro ancora.

Ma procediamo con ordine.

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Ph. Martina Bruno

Il Foliage della Valle d’Aosta in autunno: ecco i luoghi da non perdere

Immense foreste di conifere e latifoglie che si estendono a dismisura davanti ai vostri occhi, l’aria scoppiettante, i colori caldi, vivaci, accoglienti. Sembra quasi di trovarsi di fronte ad un dipinto di Šhišhkin, o di Klimt.

Uno spettacolo sublime, intenso, profondamente toccante: ed è ciò che potrete ammirare osservando qualsiasi vallata valdostana.

Tuttavia, ci sono alcuni luoghi nella Valle d’Aosta in autunno che offrono visioni particolarmente coinvolgenti del foliage in questo periodo.

Ad esempio a Châtillon, punto d’osservazione straordinario è il parco del castello Passerin d’Entreves. Qui, numerosi aceri tingono di cremisi il paesaggio, fino al giardino rinascimentale francese.

Risalendo lungo la Dora, non si può non menzionare la foresta del Col de Joux, situata tra la valle di Brusson e Saint-Vincent: qui vivono più di centocinquanta alberi, tra cui aceri, faggi ed alcune splendide piante monumentali.

A Verrayes invece si trova l’arboretum  Abbé P.L.Vescoz, un orto botanico di specie esotiche tra cui cedro, douglas, cipresso italico e sequoia.

Ed a Verrès, risalendo la strada regionale della Val d’Ayas, è possibile visitare l’arboreto Borna di Laou, “luogo del lupo“: qui la vegetazione è persino illustrata da cartelli, con denominazioni comuni e scientifiche. Oltre alle specie autoctone, s’incontrano nell’arboreto anche le calde sfumature di splendidi ciliegi, frassini, nespoli e castagni.

La Valle d’Aosta in autunno è uno spettacolo. Le giornate, ancora tiepide e luminose in questo periodo, offrono inoltre l’opportunità di intraprendere lunghe passeggiate negli splendidi boschi di montagna. Tra le mete imperdibili, sicuramente vi sono la Riserva del Mont Mars, la Riserva del lago di Villa e i boschi di faggi di Courtil, poco distanti dal Forte di Bard.

Degni di nota, anche i castagneti nella bassa valle di Gressoney, in cui si possono ammirare alberi secolari ed antichi villaggi come Chemp e Varfey: luoghi antichi e misteriosi, in cui il tempo sembra essersi fermato, e in cui l’aria freme di magia.

Ho amato perdutamente le passeggiate mattutine all’interno di questi boschi secolari, la quiete, il tripudio di colori, il silenzio rotto solo dal fruscio del vento tra le chiome degli alberi.

Se ci si inoltra nel bosco di primo mattino, c’è persino la possibilità di incontrare una cerva che, maestosa e sinuosa, si dirige al torrente per abbeverarsi: una visione degna delle migliori favole, indimenticabile.

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valle-daosta-in-autunno. Ph. Martina Bruno

La Via Francigena nella Valle d’Aosta in autunno: borghi segreti e castelli medievali

L’autunno è inoltre uno dei periodi più proficui in cui percorrere la Via Francigena della Valle d’Aosta.

La storia di questa via risale a diversi secoli fa: è nata infatti sulle tracce della via consolare delle Gallie (costruita durante l’impero romano per collegare Roma e i Paesi oltre le Alpi, fino alla Gran Bretagna).

Il punto di partenza della via Francigena è Canterbury, in Inghilterra, e giunge fino a Roma, passando ovviamente attraverso la Valle D’Aosta, per moltissimo tempo l’unico collegamento con la Svizzera.

(Il Colle del Gran San Bernardo è infatti da sempre stato un punto fondamentale che univa l’Italia con il resto dell’Europa.)

I cristiani usavano percorrere questa via per espiare i propri peccati: diventò poi così trafficata che ci fu la necessità di fornire assistenza ed ospitalità ai pellegrini. Vennero aperti dunque lungo il percorso ostelli in cui ci si potesse rifocillare e trovare un giaciglio su cui dormire.

Oggi la Via Francigena è ancora interamente percorribile, e ci sono tantissimi pellegrini che ogni anni decidono di intraprendere questo percorso “spirituale”, per ritrovar sé stessi e per godere del meraviglioso paesaggio.

La stagione autunnale e le sue fresche temperature, permettono di percorrere piacevolmente i tratti a basse altitudini, che invece in estate risultano troppo difficili per il caldo.

La Via permette inoltre di visitare luoghi davvero incredibili: da Aosta al fondovalle, il cammino attraversa borghi medievali, castelli antichi ed interessanti siti storici. Il tutto contornato da un contesto paesaggistico a dir poco incantato. Val la pena anche percorrere il tratto che unisce Pont-St-Martin a Ivrea, in cui s’incontrano piacevoli vigneti.

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Ph. Martina Bruno

 

Mi è impossibile inoltre non menzionare lo splendido borgo di Gressoney-Saint-Jean.

Borgo piccolo ma ricco di storia, situato a 1385 metri d’altitudine, che offre una splendida vista sul ghiacciaio Lyskamm e sull’imponente Monte Rosa.

Incredibilmente caratteristico con le sue casette in pietra e con i tipici stadel, antichissimi edifici rurali che poggiano su colonne a forma di fungo con il gambo in legno ed il cappello costituito da un grande disco di pietra. La storia di Gressoney è difatti legata alla comunità Walser, popolo di origine germanica giunto in queste zone più di otto secoli fa (ancora oggi la lingua parlata è il titsch).

Gressoney è famosa anche per il suo tradizionale costume femminile, indossato persino dalla Regina Margherita di Savoia (la stessa a cui fu dedicata la pizza margherita!) che amava trascorrere in questi luoghi le sue vacanze estive.

Grande amante della montagna, fece persino costruire qui il celeberrimo Château Savoie (Castel Savoia), castello principesco, romantico, situato in un contesto quasi favolistico, ai piedi del Monte Rosa.

La leggenda narra di un amore sventurato tra la regina ed il barone Luigi Beck Peccoz, dal quale soleva esser ospite durante le sue vacanze valdostane.

Una profonda amicizia ed un legame intenso legava Margherita al barone alpinista: entrambi erano amanti delle escursioni e delle scalate, ma, ahimé, egli perderà la vita (a causa di un infarto) proprio durante un tour tra i ghiacci al seguito della regina.

Questo tragico episodio fu così terribile e scosse Margherita a tal punto, che da quel momento ella pose per sempre fine alle sue amate scalate.

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valle-daosta-in-autunno, ph. Martina Bruno

Vigneti e degustazioni DOC: vini, formaggi e salumi

Ma dopo tanto camminare, dopo i borghi e le antiche leggende. Non credete sia finalmente giunta l’ora di degustare?

Percorrendo la Val d’Aosta in autunno non si può non rimanere incantati dallo splendore dei suoi vigneti, vere opere d’arte a ridosso di altissime montagne. E’ un viaggio meraviglioso che parte da Donnas fino a giungere a Morgex, ai piedi del Monte Bianco. Qui i vitigni raggiungono i 1200 metri!

Qui nasce la vera viticultura “eroica”: coltivare la vite, in questi luoghi, è sempre stata una vera sfida. Le condizioni climatiche particolari, le caratteristiche dei terreni, l’esposizione e la pendenza, non rendono la vita facile ai viticoltori.

Tuttavia, “il recupero e la valorizzazione della coltivazione della vite in Valle d’Aosta ha creato una gamma ampia e qualificata di vini di montagna prestigiosi, riuniti sotto un’unica Denominazione di Origine Controllata Valle d’Aosta – Vallée d’Aoste, declinata in 7 sottodenominazioni di area e 15 di vitigno“. (lovevda.it)

Per la Valle d’Aosta in autunno è ovviamente il periodo migliore in cui ri-scoprire quest’antica tradizione, degustando tra l’altro i famosi vini DOC della Val d’Aosta, superbi e deliziosi, accompagnati dai ricchi taglieri di formaggi, su cui ovviamente spicca la fontina DOP: si tratta di un formaggio molto antico, risalente addirittura al 1477. Pare infatti venga citato nella Summa Lacticinorum del medico vercellese Pantaleone di Confienza.

Personalmente, consiglio vivamente la fontina d’alpeggio: quella alle viole in particolare, consigliatami dalla proprietaria di un piccolissimo ed adorabile negozio di formaggi prodotti dalla sua stessa famiglia, sulla strada per Gressoney-Saint-Jean. L’ho trovata divina!

Qui le aziende producono vere e proprie eccellenze enogastronomiche, che meriterebbero davvero di esser approfondite.

I prodotti tipici della Valle d’Aosta raccontano la storia di un territorio e della sua identità.

Una storia di sapori unici, indimenticabili. Di qualità delle materie prime e di tecniche ancestrali.

Vini, salumi, formaggi. Semplici, meravigliosi e buonissimi.

Del resto, com’è il detto? “Fromage, poire, et pain, repas de vilain!”

Tra le imperdibili specialità che hanno ottenuto il riconoscimento “Denominazione di Origine Protetta“, oltre alla suddetta Fontina, non si possono non menzionare il Valle d’Aosta Fromadzo, il Jambon de Bosses ed il famoso Vallée d’Aoste Lard d’Arnad: un lardo dolce, che si scioglie letteralmente in bocca. Una delizia per il palato, in grado di convincere grandi e piccini.

Meritano una menzione anche la mocetta, un’altra eccellenza della Valle D’Aosta con origini antichissime riconosciuta come Prodotto Agroalimentare Tradizionale (P.A.T.) italiano (inizialmente veniva realizzata con carne di camoscio o di stambecco, mentre oggi la produzione è orientata soprattutto all’utilizzo di carni bovine) ed il boudin, un salume prodotto con patate bollite, cubetti di lardo, barbabietole rosse, spezie e vino.

Tra i dolci tipici son ottime le tegole, (in francese “tuiles”) biscotti a cialda il cui nome deriva dalla loro forma simile ad una tegola di tetto.

Furono create intorno agli Anni 30 dalla famiglia di pasticceri Boch in seguito ad un loro viaggio in Normandia. Sono biscottini croccanti e leggeri, ottimi a qualsiasi ora, da soli, farciti con una generosa dose di marmellata alle pere, o inzuppati nel latte, nel tè o nel caffè.

Ma passiamo al nocciolo della questione: le vin!

Valle d’Aosta in autunno: il periodo migliore per la produzione dei Vini DOC

Tra i vini più celebri della Valle d’Aosta ricordiamo il Blanc de Morgex et de La Salle, vino DOC dal fascino particolare, poiché ricavato dalle uve dei vigneti più alti d’Europa, addirittura ai piedi del Monte Bianco!

Il Prié Blanc è la varietà utilizzata per la sua produzione ed è l’unico vitigno autoctono valdostano a bacca bianca ed è ancora oggi franco di piede.” (lovevda.it)

Si tratta di un vino dal colore paglierino con tenui riflessi verdi. Profuma di erbe di montagna ed ha un gusto secco ma delicato, fresco e fruttato. Perfetto come aperitivo, insieme ad antipasti delicati ed abbinato alla trota di montagna.

Merita una (o più!) menzione anche il Donnas, il primo vino valdostano ad ottenere la Denominazione di Origine Controllata.

E’ un vino importante, viene definito persino “il fratello del Barolo“: viene realizzato con uve di Nebbiolo, di Freisa e di Neyret. Al gusto è secco, vellutato, reso più aggraziato da una nota tannica. Si abbina per questo alla perfezione con la selvaggina, e con formaggi molto stagionati.

Degni di nota son anche il Nus Rouge ed il Torrette.

Leggenda vuole che Ponzio Pilato apprezzasse particolarmente il “Vien de Nus“, vino asciutto e piacevole ricavato da uve di un vitigno locale: oggi, per la produzione del Nus Rouge DOC, bisogna rispettare rigidissime regole che prevedono, per la sua composizione, l’utilizzo del Vien de Nus almeno al 50%.

Il vino che ne risulta è secco, caldo ed elegante, dal colore rosso rubino e dal profumo intenso e fruttato, perfetto con carni, Fontina e pane nero.

Il Torrette è un vino DOC rosso anch’esso, con un sapore secco ed asciutto, attualmente il vino più prodotto in Valle d’Aosta.

Perfetto da consumare durante i pasti, con le carni, gli arrosti e la selvaggina, ma anche con i salumi locali ed i formaggi stagionati e semi-stagionati.

Vi ho elencato ovviamente i vini da me degustati (al solito, sotto il consiglio di esperti sommelier), ma ne esistono tanti altri e sono, ad ogni modo, tutti vini dal gusto intenso, ottimi, da provare assolutamente.

Insomma, come abbiamo visto in Valle d’Aosta in autunno i ritmi sono ancora gli stessi di Madre Natura, non esiste la fretta.

Qui ci son ancora artisti ed artigiani, contadini e coltivatori che tramandano insegnamenti e conoscenze di generazione in generazione.

Etica, rispetto, tradizione, lavoro duro: son queste le parole chiave di questa terra, il suo vero tesoro.

Vale davvero la pena immergersi completamente in questa terra magnifica, assaporarne l’essenza, i colori, la storia, i ricordi, i segreti.

Tra il profumo del bosco, di foglie cadute e legna bruciata, ammirandone i borghi nascosti, i tesori mai svelati, ascoltando le storie e le leggende che si celano dietro questi magici luoghi, i racconti delle donne antiche.

Ritrovar sé stessi, rifocillare l’anima.

Voi avete mai visto il foliage tipico della Valle d’Aosta in autunno?

 

 

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