Cultura

Banksy il re della street art che dà voce agli ultimi

Banksy il re della street art, è senza dubbio uno dei più importanti esponenti mondiali di questa forma d’arte.

Da molti è considerato una sorta di supereroe della Street Art: come nei fumetti non sai quando colpirà, ma sai che si schiererà dalla parte dei più deboli e la sua identità è top secret .

In teoria, e sottolineiamo in teoria, il Bansky di oggi è molto distante dalle sue prime apparizioni in termini di contenuti e valori.

Chi è Banksy il re della street art

Le sue opere dovrebbero colpire  al cuore l’ipocrisia di un sistema capitalistico che punisce chi infrange le regole, quelle scritte dai potenti affinché nulla cambi.

Va riconosciuto che le opere di Banksy hanno da sempre  la capacità di colpire lo spettatore con forza, generando un impatto diretto, e conducendoci ad una riflessione immediata.

Le opere di Banksy vogliono essere una sfida all’establishment,  il grido di battaglia di chi non ha voce per difendere i propri diritti su questioni che riguardano la politica, l’etica e la cultura.

Le origini di Banksy il re della street art

2-320x200 Banksy il re della street art che dà voce agli ultimi
Banksy il re della street art–The Web Coffee

Le sue prime opere sono comparse a Bristol, in Inghilterra. La caratteristica dei  suoi graffiti, è essere realizzati con la tecnica dello stencil.

Vediamo velocemente in cosa consiste la tecnica dello stencil: si tratta di riprodurre uno stesso disegno in serie, grazie ad un modello precedentemente preparato  in cartone o in altro materiale, che viene poggiato su una superficie, nel caso di Banksy spesso muri, e usato come stampo per l’opera che viene realizzata con vernice spray.

Questo modo di realizzare un’immagine è molto rapido, dettaglio essenziale quando si realizzano murales in luoghi in cui non si ha il permesso per farlo.

Banksy il re della Street Art, utilizza spesso come soggetti le scimmie, i poliziotti, i soldati, i vecchi, i bambini e i ratti. Con questi ultimi ha invaso le città, grazie alla serie conosciuta come “rats”, partendo dai muri di Bristol, per poi conquistare città come Londra, Parigi e New York.

Non è casuale la scelta di utilizzare i ratti: i topi sono piccoli, brutti e a prima vista insignificanti, come molte persone ghettizzate dal potere, ma sono stati in grado di distruggere interi sistemi sociali, apparentemente invincibili.

Mobile Lovers

Nel 2014, Mobile Lovers  è stato disegnato sulle mura del “Broad Plain Boys Club”, luogo di ritrovo per bambini e ragazzi di Bristol, a seguito dell’annuncio della chiusura per problemi economici.

Dopo aver realizzato il murale , Banksy ha inviato un certificato di autenticità assegnando la proprietà dell’opera all’associazione, l’opera è stata valutata 400.000 sterline.

La fama mondiale

Nel 2005 riesce a lasciare il segno nei musei più famosi al mondo, come  il Metropolitan,  il Moma di New York, il Brooklyn Museum, la Tate Gallery di Londra e il Louvre di Parigi  incollando con l’adesivo alcune delle sue inusuali opere, per mimetizzarle con i dipinti circostanti.

Una su tutte è quella che  ritrae un generale somigliante a Lafayette con una bomboletta spray che pare abbia appena scritto “No war” su di un muro. Nello stesso anno realizza delle opere in Cisgiordania, sulla barriera di separazione costruita dall’esercito israeliano per isolare i palestinesi dagli israeliani .

In questo caso la tecnica utilizzata dall’artista per creare i murales è quella del trompe-l’œil, per dare l’illusione che nel muro esistano  degli squarci che idealmente diventano finestre di contatto tra i due luoghi, ma soprattutto  le due culture .

Il rapporto tra Italia e Banksy il re della street art

In italia  sono presenti due opere di Banksy:  una si trova a Napoli ed è conosciuta come la “Madonna con la pistola” in piazza Gerolomini, mentre l’altra  a Venezia realizzata nel  2019 nel periodo della Biennale: un piccolo naufrago, con indosso un giubbotto di salvataggio e un razzo di segnalazione stretto nel pugno.

Potremmo dilungarci ore nel citare tutti gli interventi fatti da Banksy, ma chiudiamo questo articolo, parlando della sua presunta identità:

Nel  2016 gli scienziati dell’università Queen Mary di Londra utilizzando una tecnica di localizzazione geografica usata nella lotta al terrorismo, affermarono di aver scoperto l’identità di Banksy: sarebbe un artista inglese di nome Robin Gunningham.

È nel 2017 che nasce, però, la leggenda  più verosimile legata all’identità dell’artista britannico: nel corso di un’intervista radiofonica il dj inglese Goldie pare abbia rivelato, senza volerlo, la vera identità di Banksy: si tratterebbe di Robert Del Naja, leader dei Massive Attack, popolare gruppo musicale di Bristol.

4-320x211 Banksy il re della street art che dà voce agli ultimi
Banksy il re della street art–The Web Coffee

Una curiosità su Banksy il re della street art

Nel 2016 Banksy realizza nel campo profughi di Calais un murales che rappresenta Steve Jobs nei panni di un profugo, con un sacco in spalla e un vecchio Macintosh in mano.

Non tutti sanno che il padre biologico di Jobs è un migrante siriano , Abdulfattah John Jandali, rifugiato negli Stati Uniti. Steve  Jobs , infatti ,venne  adottato in tenera età da una coppia di armeni-americani.

icon-stat Banksy il re della street art che dà voce agli ultimi
Views All Time
262
icon-stat-today Banksy il re della street art che dà voce agli ultimi
Views Today
2