Lamborghini, storia di una super car

Alessio Musella

Lamborghini è un eccellenza italiana che porta alto il nome del nostro paese nel mondo, ma non sono in molti a conoscere la storia di questo prestigioso marchio.

Le origini della Lamborghini

Una delle auto più bramate al mondo ha origine ne 1948 a Cento (Ferrara) quando Ferruccio Lamborghini, fonda una fabbrica di trattori, dopo aver acquistato un lotto di motori militari della Seconda guerra mondiale.

Ma è nel 1959, dopo che il governo Italiano non concesse le autorizzazioni per realizzare elicotteri, che il fondatore del marchio Lamborghini ripiegò passione e competenza tecnica sulla produzione di vetture sportive.

Fu nel 1963 che nacque definitivamente ,a Sant’Agata Bolognese (Bologna), la “Automobili Ferruccio Lamborghini SpA”;
l’origine dell’utilizzo del toro nel marchio Lamborghini, fu semplicemente la scelta per ricordare il segno zodiacale del fondatore in primis , e in secundis come simbolo di aggressività e potenza .

Si dice che questa scelta fu anche legata alla rivalità con la Ferrari: non potendo utilizzare il cavallino rampante, decisero di ripiegare sul toro.

La leggenda del toro

Lamborghini

In realtà la leggenda vuole che l’avventura Lamborghini nel mondo delle auto abbia preso vita quando Ferruccio Lamborghini fece notare che la sua Ferrari 250 GT era troppo rumorosa, andandosi a lamentare personalmente con Enzo Ferrari e la risposta offensiva del Drake («Che vuol saperne di macchine lei che guida trattori»), unita all’aver scoperto i grandi margini di guadagno che porta la produzione di una supercar, lo spinse definitivamente verso il mondo delle macchine.

Anche la nomenclatura delle auto si ispirò al mondo della tauromachia: per esempio, il nome Miura venne preso dalla razza di tori da corrida di Don Eduardo Miura Fernandez, di cui Lamborghini visitò anche l’allevamento a Siviglia.

Qualche eccezione rispetto a questa tradizione è stata fatta , come per esempio la “Countach” esclamazione di stupore del dialetto piemontese che si dice Nuccio Bertone pronunciò quando vide per la prima volta il prototipo della vettura.

Lamborghini

Le prime produzioni Lamborghini

La prima auto di Sant’Agata prodotta in serie è la 350 GT, presentata al Salone di Ginevra del 1964: rispetto al prototipo GTV si distingue per le linee riviste dalla Carrozzeria Touring e per il propulsore depotenziato (da 360 a 280 CV).

Dopo anni di gestione familiare nel 1972 Ferruccio vende il 51% della Lamborghini all’imprenditore svizzero Georges-Henri Rossetti e due anni più tardi, complice la crisi petrolifera, cede il restante 49% a René Leimer, amico di Rossetti.

Nel 1978 la Lamborghini fallisce e resta in amministrazione controllata fino al 1981, anno in cui viene acquistato dai fratelli franco-svizzeri Jean-Claude e Patrick Mimran. Durante la loro gestione che inizia nel 1986, verrà prodotta la “mostruosa” SUV LM002, antesignana dell’Hummer.

Gli anni 80 ed il passaggio all’Audi

Lamborghini

Nel 1987 il marchio passa alla Chrysler , sotto la loro gestione prende vita la Diablo, nel 1990. Dopo una breve parentesi Megatech, Holding Indonesiana, il Brand arriva nelle mani della AUDI titolare ancora oggi di questo leggendario Marchio made in Italy.

Sotto la casa Tedesca, nasce la Murciélago del 2001, l’erede della Diablo e tre anni più tardi la “piccola” Gallardo, che da sola rappresenta la metà di tutte le Lamborghini immatricolate dal 1963 ad oggi.

Una piccola nota personale

Da amante del marchio, sento la necessità di esprimere la mia preferenza, che senza dubbio va alla Miura presentata al Salone di Ginevra del 1966: seduttiva, innovativa, la prima vera auto che mette in discussione il dominio Ferrari nella costruzione delle super car, non è un caso che il design di questo gioiello sia stato firmato Bertone.

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