Cinema drive-in, il coronavirus ci fa tornare negli anni ’50

Martina Zennaro

Il coronavirus e i cinema drive-in

Tra le attività e industrie che hanno dovuto subire una battuta d’arresto a causa della pandemia mondiale da coronavirus, ci sono anche quelle legate al mondo dello spettacolo. Basti vedere il colosso mondiale Netflix, che ha dovuto sospendere le sue produzioni più importanti e ha creato un fondo per sostenere i suoi dipendenti durante un periodo così difficile.

In Italia, i cinema e i teatri sono chiusi dai primi di marzo, quando è scattato il lockdown. Questo comporta migliaia di dipendenti a casa, in attesa della riapertura, confermata per il 15 giugno dal Premier Conte. In questo tempo di crisi, tuttavia, è emersa una nuova, particolare idea: i cinema drive-in. Con queste arene vecchio stile, si pensa che sarebbe molto più semplice mantenere le distanze, per potersi godere un film in tutta sicurezza. Vediamo meglio di cosa si tratta, e se nel nostro belpaese questa modalità sia effettivamente fattibile.

Cinema drive-in: la loro storia

La storia dei cinema drive-in ha inizio in America, negli Stati Uniti. Il primo cinema drive-in fu inaugurato nel giugno del 1933 in New Jersey. Nacque dalla mente di Richard Hollingshead che, dopo aver osservato la madre avere difficoltà nello stare seduta nei cinema tradizionali, ebbe l’idea di un cinema all’aperto dove la gente poteva guardare un film crogiolandosi nella comodità delle proprie auto. Sperimentò la cosa in maniera casereccia, usando un vecchio proiettore Kodak e appendendo un telo su alcuni alberi, usando una radio per il suono.

Il boom dei cinema drive-in avvenne tra la fine degli anni ’50 e l’inizio degli anni ’60, all’incirca nello stesso periodo del baby boom (un drastico aumento delle nascite, che comportò, tra l’altro, un maggior numero di famiglie nei cinema) e si espansero a macchia d’olio in tutti gli Stati Uniti. Ben presto divennero un simbolo della cultura statunitense, apparendo anche in film iconici come Grease. A partire dagli anni ’70, il cinema drive-in ha conosciuto un lento e inesorabile declino. Ma sarà ancora così?

Il cinema drive-in in Italia è fattibile? Si farà?

In Italia il cinema drive-in, pur essendo conosciuto dai più grazie alla cinematografia statunitense, non è mai stato particolarmente diffuso. Con l’arrivo inaspettato del coronavirus e la chiusura forzata delle sale, si sono aperte le porte a varie ipotesi e possibilità per non bloccare completamente il settore; tra queste, appunto, il cinema drive-in.

A lanciare la proposta, denominata CineDrive, è stato il CNA Cinema e Audiovisivo di Roma. L’idea è stata valutata come ecologica, perché non sarebbe necessario installare pannelli di plexiglass o soluzioni simili per distanziare i clienti, e sicura, in quanto ognuno automaticamente rispetterebbe la distanza di sicurezza, stando nella propria auto. In tal senso, potrebbero esserci problemi solo se anche le persone all’interno della stessa auto debbano mantenersi distanti.

Cinema drive-in
Cinema drive-in Italia America coronavirus Roma

Nonostante pareri discordanti e contrari, i cinema drive-in si faranno. È stata confermata per il 2 giugno l’inaugurazione di un cinema drive-in a Roma Sud, e si parla di possibili aperture anche in altre grandi città, come Milano, ma ancora non si sa nulla al riguardo. Ciò che è certo, invece, è che nonostante le riaperture siano ormai prossime, non essendo il virus ancora del tutto debellato il cinema drive-in, ora come ora, potrebbe essere la soluzione migliore. Per non parlare del ritorno della magia del passato, perfetto per gli amanti del vintage. E dei nuovi momenti romantici e d’amicizia che potrebbero essere condivisi in queste arene.

Cosa ne pensate dei cinema drive-in? Pensate possano aiutare la situazione causata dal coronavirus? Ci andreste, o preferite gustare i vostri pop corn in un cinema tradizionale? Fateci sapere le vostre opinioni!

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