Piercing: quali sono i posti più sexy?

Eleonora Di Muzio

I piercing sono una forma d’arte decorativa corporea estremamente antica. Le prime testimonianze di tale body art, risalgono addirittura alla preistoria. I principali motivi che hanno spinto a tale pratica, nel corso della storia sono: riti di passaggio, identificazione in uno stato sociale, spiritualità, tradizione oppure addirittura talvolta avevano scopi terapeutici molto simili all’agopuntura.

In ogni caso, qualsiasi scopo precipuo abbiano, hanno, inoltre, la funzione di adornare le parti del nostro corpo.

Da utente e da piercer professionista di settore, una domanda che ho sentito spesso porre è: “Qual è il posto più sexy per un piercing”?

La risposta in realtà non è così diretta come si può credere. Ma se dovessi parlare in linea generale direi:

labbra, lingua, ombelico, in mezzo al seno, dietro al collo.

Si avete letto bene, non ho inserito nella classifica i capezzoli e gli organi genitali in genere.

Credo ci sia una confusione di base tra le parole “sensualità” e “sessualità”.

I piercing più sexy

La sensualità si basa su un concetto di provocazione misto ad immaginazione. Un piercing ad un capezzolo può ispirare fantasie sfrenate, ma rimarrebbe un piercing che si dovrebbe mostrare per direttissima. Non si lascia nulla di intentato, lo vedi, è esplicitamente sessuale e basta. Così come per le così dette “parti intime”. Se vedi quel piercing, vedi quella parte anatomica e viceversa.

In realtà non dovrebbe essere così, se lo si vede come un concetto di pura stimolazione mentale, dovrebbe essere praticato in posti differenti.

Le parti che esprimono sensualità son altre, e decorate da piercing/gioielli vengono rese ancora più intriganti.

Applicare un microdermal (un piercing sottocutaneo che non ha foro d’uscita) tra i seni, dove una scollatura un po’ più generosa di una sera può lasciarlo intravedere, regala un ulteriore impreziosimento al tutto, mostrando il primo passo verso un cammino tutto da scoprire.

Un classico piercing all’ombelico, magari optando per un gioiello con dei ciondoli dei fili più lunghi, sfiora e/o indica il ventre e leggermente oltre.

Dietro al collo, praticando un surface ( piercing sottocutaneo ) o un microdermal, si da rilievo alla nuca, magari mettendola alla luce raccogliendo i capelli, mostrando la vulnerabilità di una zona anche potenzialmente erogena.

I piercing alla lingua non meritano particolari spiegazioni di merito. Il semplice averlo semina una serie di maliziose curiosità e rimanendo spesso nascosto nella cavità orale, non è nemmeno costantemente sotto lo sguardo ti tutti.

I piercing intorno alla bocca, che si parli del lato superiore, inferiore o laterale delle labbra, invece, indicano e fanno da contorno a quello strumento che noi tutti impieghiamo per fare costantemente una cosa: parlare. È sempre al centro della nostra attenzione. Che si chiacchieri e talvolta…si baci. È solo un contorno, una lieve spinta che sussurra: “Hey, guardami le labbra”.

Consiglio tecnico

Inoltre permettetemi di darvi un ulteriore suggerimento. I posti vanno scelti con cognizione di causa anche e soprattutto meramente estetica. Questa body modification può aiutarvi in differenti situazioni perchè, se fatto nel posto giusto, otticamente può darvi tanto.

Esempio al volo. Avete le labbra estremamente sottili. Farsi fare un medusa piercing può essere una scelta saggia per dare otticamente un po’ di volume, poiché questo gioiello si colloca direttamente in quella fossettina sotto al naso, tra le labbra, dandone estremo risalto.

Un bravo professionista

Volevo chiudere con un aforisma su questa forma d’arte, ma in realtà vi darò un secondo consiglio. Un bravo piercer che si rispetti non è solo quello tecnicamente preparato, che lavora in uno studio pulito, etc. etc. ma dovrebbe essere anche quello che vi fa da consulente poiché i piercing sono vostre estensioni e quindi devono essere complementari al vostro look. Chi fra questi professionisti non ascolta le vostre domande, non risolve i vostri interrogativi , o non vi da qualche buon consiglio…è un professionista a metà.

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