L’inquinamento ai tempi del coronavirus

Eleonora Di Muzio

Inquinamento: come è cambiato durante il Coronavirus

L’inquinamento è presente in Italia e nel mondo da anni, andando sempre peggiorando sotto gli occhi della comunità menefreghista: ma da quando le strade sono desolate a causa della quarantena, la natura sta tornando al suo posto.

Ieri era una bellissima domenica di marzo, estremamente soleggiata. Sarebbe stata una giornata perfetta per uscire, per stare con amici e familiari, se non per un piccolissimo e trascurabile problema, e questo problema è la presenza del COVID-19, nota ai più come Coronavirus.

E’ dal 03 gennaio di quest’anno, dopo che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato emergenza di sanità pubblica di rilevanza mondiale, che si son susseguiti numerosi decreti per il contenimento di questo particolare stato di fatto.

Ma perdonatemi se vi dico che non voglio ripetermi in uno snocciolamento del problema epidemiologico, nel quale chiaramente non son la più preparata, né voglio prodigarmi in una serie di consigli su come lavarsi accuratamente le mani, tanto meno ricordarvi di mantenere distanze sociali di un metro. Che sia giusto o meno, non è questo il punto sul quale voglio soffermarmi.

Inquinamento: La riduzione durante la quarantena

Son giorni che mentre mi reco a lavoro (come pochi ancora, per obbligo normativo), che nonostante avverta una situazione di estrema solitudine,  riesco a sentire, durante quasi tutto il giorno, il cinguettio degli uccellini. Sicuramente cantano abitualmente, ma il traffico urbano e la frenesia da attività lavorative, non ci permettono di goderne.

Affacciandomi dalla finestra, faccio un respiro a pieni polmoni, apprezzando una boccata d’aria molto diversa dalle solite, una di quelle che sentiresti in montagna.  In lontananza non ci sono echi di trasporti. O almeno non in numero considerevole. Il suono del silenzio, della pace. Una pace solo apparente perché ovviamente lo stato di quarantena forzata dovuto ad una epidemia, non trasmette certamente questa sensazione in tutto e per tutto.

Ed è grazie a queste sensazioni che forse percepisco in maniera maggiore quanto l’inquinamento possa essere un problema per noi stessi e la natura che ci circonda.

Inquinamento: il risveglio della natura

Mi rendo conto, guardando foto on-line della mia bella nazione, che si avvertono cambiamenti sensibili per quanto riguarda la natura di solito macchiata dall’inquinamento. Canali, mari e corsi d’acqua, limpidi. Fauna acquatica che libera da disturbi e rumori affiora tranquillamente nei porti. Animali selvatici che più liberamente si aggirano a ridosso delle zone di campagna, indisturbati dal viavai di individui al volante. Leggo che in Cina, nei paesi più colpiti dal Coronavirus, sospese la maggior parte delle lavorazioni industriali, l’inquinamento è calato drasticamente, migliorando la qualità dell’aria.

inquinamento e coronavirus
inquinamento e coronavirus

Inquinamento in Italia

Ovviamente la riduzione dell’inquinamento non è accaduta soltanto in Cina, ma anche nel bel Paese, il traffico è calato per i veicoli leggeri, mentre c’è un’aumento dei trasporti, dovuto all’incremento delle vendite on-line.

Nelle regioni come Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, note come le prime tre regioni “rosse”, durante la settimana tra il 24 febbraio al 1 marzo, ci son stati cali di monossido di carbonio, biossido di azoto, pm10 e biossido di zolfo. La qualità dell’aria migliora, ai tempi del coronavirus.

Dalla chiusura delle scuole, è derivato conseguentemente un risparmio sul riscaldamento, sul metano e sul gasolio. Minori emissioni in atmosfera, ma circa sette milioni e mezzo di studenti a casa.

Inquinamento: l’impatto sul lavoro

Se da una parte la quarantena ci ha permesso non solo di proteggere la nostra salute e prevenire il contagio, dall’altra non ci stiamo rendendo conto che migliorando la qualità dell’aria, chiudendo le aziende, e dunque riducendo l’inquinamento, si creano numerosi stati di disoccupazione.

Molti lavoratori sono a casa. Vi sono misure restrittive anche per comprare beni alimentari. Abbiamo visto persone che prese dallo sconforto e dall’isteria di massa  hanno saccheggiato i reparti dei supermercati, impedendo, forse, ad altri di poter effettuare un minimo di spesa.

Nel porto di Cagliari ora si vedono i delfini, indisturbati dal passaggio abituali e traghetti. Ma a quale prezzo? Al costo amaro di persone malate, per una situazione sanitaria non affrontata per bene, al costo di una sospesa scolarizzazione (comprendendo che non tutte le scuole d’Italia son organizzate per le lezioni on-line) e al costo finale di disoccupazione e povertà.

La vista sarà bellissima, non ne ho dubbi, ma ho un nodo alla bocca dello stomaco pensando che le nostre autorità abbiano atteso tanto a lungo prima di applicare formule realmente risolutive al problema del coronavirus e ora, essendo più complessa la linea di azione, si debbano prendere misure talmente drastiche da contribuire al tracollo finanziario di un intero paese.

Probabilmente avrete storto il naso mentre leggevate “finanziario”, penserete che son stata insensibile, ma chiaramente son stata fraintesa. L’intera popolazione mondiale che lo voglia o no, è legata mani e piedi al denaro. Deve lavorare per averlo, deve averlo per vivere. E così via.  Se sta bene o no, dipende dal suo stato di vita e dal denaro che ha, se lo possiede.

inquinamento e coronavirus
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Inquinamento: Soluzioni alternative e buoni propositi

Purtroppo la riduzione dell’inquinamento, se deriva strettamente dalle misure preventive del coronavirus, non sarà sufficiente per vedere risplendere la nostra magnifica terra. Perché una volta ripristinato l’ordinario svolgersi di lavoro e attività varie, tutto questo tornerà come prima. Bisognerebbe fare modifiche su più fronti per poter ridurre l’inquinamento.

anche dopo l’emergenza pandemica, istituire parte delle lezioni a distanza, così da ridurre le emissioni di CO2 e l’utilizzo dei mezzi di trasporto o automobili. Pensare, per le produzioni industriali, linee più green. Evitare di spargere rifiuti in giro quando si potrebbero conferire negli appositi bidoni. Di idee ce ne sarebbero tante per il bene comune, ma chi le attuerebbe? Quale parlamentare le promuoverebbe?

E vi lascio con una considerazione finale. Rinuncereste alle vostre vacanze estive tramite traghetti o crociere, al fine di poter ammirare lo spettacolo di delfini e altre creature marine che affiorano a pelo di un’acqua cristallina e meravigliosamente pulita?

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