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Telegram e revenge porn: il lato oscuro dell’applicazione

Telegram e revenge porn: il lato oscuro dell’applicazione

Telegram è un’applicazione di messaggistica russa relativamente simile a Whatsapp, sebbene si differenzi da essa per molti motivi, e spesso è anche ritenuta superiore sotto molti punti di vista (se non tutti).

Come Whatsapp, che ormai chiunque ha installato sul proprio cellulare, Telegram dà la possibilità di contattare le persone che hai fra i contatti e hanno installato l’applicazione sul loro smartphone o sul computer, ma non solo!

Su Telegram infatti è possibile anche contattare persone che non hai fra i contatti, di cui non possiedi il numero, e sotto un certo punto di vista questo è superiore all’app di messaggistica più popolare poiché non sempre una persona vuole dare il proprio numero personale.

Per non parlare del fatto che, mentre su Whatsapp anche quando elimini un messaggio ne rimane traccia, su Telegram puoi eliminarlo del tutto e il tuo interlocutore non saprà mai che l’hai scritto.

In più, sull’applicazione russa ci sono tantissimi gruppi e canali: gruppi dove puoi conoscere tanta gente, anche della tua zona, e canali di tutti i colori: con sconti o errori di prezzo su Amazon, di viaggi, o ancora canali di musica o di scrittura, con serie tv o film.

Tuttavia… Telegram ha un lato oscuro, l’altra faccia della moneta che speriamo venga eliminata al più presto.

Telegram, il revenge porn e i canali pedopornografici

A denunciare la vicenda è stato Wired e poi Fedez, in seguito alle tante segnalazioni degli utenti sul network di Twitter. Perché questa situazione va avanti ormai da anni, ma purtroppo nessuno riesce a fare niente a causa della grandissima politica di privacy che vige sull’app.

Leggendo le FAQ di Telegram, infatti, capiamo che “Telegram è più sicuro delle applicazioni di messaggistica di massa come WhatsApp e Line. Noi ci basiamo sul protocollo MTProto, costruito utilizzando algoritmi testati a lungo per rendere la sicurezza compatibile con una grande velocità e affidabilità”, questo significa che “tutti i dati (media e file inclusi) che invii e ricevi su Telegram, non possono essere decriptati quando intercettati dal tuo ISP, dall’amministratore di rete e altri terzi.”

Addirittura, le menti dietro l’applicazione hanno sfidato gli “amici hacker” a decifrare i messaggi di Telegram, e chi ci riuscisse vincerà la somma di $300000, proprio perché sono sicuri che nessuno ci riuscirà.

Tuttavia, questo rende anche l’applicazione perfetta per il viscidume umano che crea gruppi o canali per degradare donne o persone in genere. E, per quanto tu segnali il gruppo, loro lo ricreano: perché possono, perché Telegram protegge anche la loro privacy.

Progetto-senza-titolo-3 Telegram e revenge porn: il lato oscuro dell'applicazione
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E’ come l’Idra, il mitologico personaggio della Grecia antica: ne tagli una testa e ne crescono altre due. Ma, forse, questa volta, sarà la volta buona che qualcuno riuscirà a far qualcosa, o almeno è quello che si spera. Senza perderci in altre parole, vediamo cos’è questo lato oscuro di Telegram.

Oltre alle innumerevoli chat anonime in cui vengono spammati gli username di ragazze inconsapevoli e agli stessi canali (un esempio è “Ragazze per te”) che si “limitano” a pubblicare gli username in modo da renderli disponibili per tutti gli utenti che vogliono contattare delle ragazze spesso non disponibili, c’è di peggio.

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Questa è solo la piccola nicchia che tratta delle ragazze come degli oggetti da scambiare, come un semplice username da scambiare, ma la parte peggiore la leggerete adesso.

Mentre il 90% mette merda, io metto una bella tredicenne”: la pedopornografia su Telegram

Foto prese da Instagram, foto con screen del numero di Whatsapp, foto mandate in intimità a qualcuno di cui le ragazze si fidavano, ma che le ha brutalmente tradite.

E’ questo il peggio? No, ancora no! Perché spesso i soggetti sono minorenni, bambine, in alcuni casi casi sono addirittura i genitori a mandare le foto delle proprie bambine.

Video di bambini nel bagno della scuola, consigli su come stuprare la propria figlia, richiesta di “tributi” su quei video o su quelle foto (una di queste richieste è su foto di una figlia quindicenne).

Altre volte sono le ex fidanzate, il famoso revenge porn che da qualche mese è anche punibile dalla legge.

photo_2020-04-04_10-32-08 Telegram e revenge porn: il lato oscuro dell'applicazione
Canale che si prende il compito di umiliare per te la tua ex

Su Telegram si ha la possibilità di essere anonimi: puoi non avere foto, puoi non avere il tuo volto, puoi essere chiunque tu voglia, e questo fa sentire invincibili tutti quegli omuncoli che non fanno altro che insultare e degradare l’altro genere, che istigano allo stupro e all’omicidio.

Mandano foto di ragazzine, di ex fidanzate, di sorelle, di figlie e chiedono di insultare le ragazze, oppure sono alla ricerca di scambi.

Scambio foto di ex fidanzata con il volto per lo stesso”, si può leggere sulle varie chat. Un baratto, come facevano i primitivi. Solo che poi ci siamo evoluti. O almeno così si pensava.

E questo è solo Telegram, perché su internet, nel cosiddetto deep web, la situazione è anche peggiore. E nessuno riesce e può fare niente.

Come, prima della denuncia di Fedez, nessuno si muoveva per fare nulla contro questi canali

Per quanto spesso venissero cancellati, venissero buttati giù, continuavano a rinascere con i canali di riserva. Segnalarli non bastava perché come venivano eliminati, venivano anche ricreati, con ancora più contenuti.

Adesso dobbiamo solo sperare che le varie denunce portino davvero a qualcosa, perché le ragazze vittime di revenge porn (quelle che lo vengono a sapere, perché molto sono vittime inconsapevoli!) non vivono ovviamente bene la loro quotidianità.

Ritrovano i loro social pieni di messaggi, pieni di insulti, di molestie. Una delle vittime è una donna di 40 anni che ha perso il lavoro poiché la feccia di Telegram ha anche messo i recapiti del posto di lavoro della signora con due figli, di cui erano stati postati dei video in intimità, e hanno chiamato i suoi datori di lavoro.

Insomma, con l’unico errore di essersi fidate delle persone sbagliate, le donne devono aver paura a vivere, anche sul web.

Speriamo solamente che questa situazione riesca a capovolgersi al più presto, rendendo giustizia a tutte quelle persone che vengono trattate come oggetti e soprattutto senza rispetto.

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