Cultura

Vintage Friday: la cultura emo e la musica degli anni 2000

Una delle maggiori tendenze degli anni 2000 è stata sicuramente la tendenza emo. Per il Vintage Friday, ricordiamo tutte le band di questo genere dei primi anni Duemila.

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Fonte foto: Urbania Musique

Nei primi anni 2000, i giovani appartenevano a tantissimi sottogruppi diversi: c’erano i truzzi, le scene queen, i punk, i metallari e ovviamente gli emo.

Gli emo erano diffusissimi nei primi anni del secondo millennio e si distinguevano per caratteristiche ben precise: ciuffo di capelli davanti al viso, trucco nero colato sugli occhi e Vans ai piedi.

In realtà, questa subcultura nasce a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta negli Stati Uniti e deriva da uno specifico genere musicale, che mescola punk, rock e musica alternativa, con l’obiettivo di “emozionare” l’ascoltatore.

Come detto, uno degli aspetti più riconoscibili degli emo era l’abbigliamento. Chi adottava la moda emo, indossava camicie di flanella a quadri, jeans stretti, abbigliamento da skaters, Converse o Vans come scarpe e magliette con le band preferite.

La sottocultura degli emo si caratterizza principalmente per avere un carattere particolarmente emotivo, sensibile ed introverso.

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Fonte foto: Pinterest

Uno dei fattori più importanti del mondo emo, però, era sicuramente la musica. Principalmente veniva ascoltata musica appartenente al genere punk e rock, ma col tempo, si è sviluppato un vero e proprio sottogenere “emo”.

Questo sottogenere nasce principalmente negli anni Ottanta, ma in Italia si è affacciato contemporaneamente all’inizio della tendenza emo, quindi sempre nei primi anni Duemila.

Riprendendo la corrente emo degli anni Ottanta, la nuova musica emo degli anni Duemila mescola il punk e il rock alla cosiddetta componente “emotiva”, creando, in questo modo, una musica sicuramente più commerciale, presente anche nella rotazione quotidiana dei video su MTV.

Ma vediamo quali sono state le band principali della cultura emo.

 

Silverstein

Iniziamo col botto coi Silverstein. Gruppo screamo/post-hardcore nato in Canada, nel 2000. Il loro successo inizia tra il 2003 ed il 2004, quando partecipano come band di supporto al tour dei Fall Out Boy.

Oltre al look e al genere punk-rock, la musica dei Silverstein era ricca di momenti growl o scream, ovvero una tecnica vocale ripresa dal genere metal, caratterizzata da un canto gutturale, tramite l’utilizzo del diaframma.

I Silverstein sono ancora in attività come band, ma ricordiamo chiaramente ancora il loro periodo anni Duemila, con pezzi come My Heroine o Smile in your Sleep.

 

Tokio Hotel

Inutile negarlo, il loro tormentone Monsoon aveva preso il controllo di radio e canali musicali e tutti ci siamo ritrovati a canticchiarlo.

I Tokio Hotel sono una band tedesca, costituita da quattro componenti, tra cui i due gemelli Kaulitz, Tom e Bill.

Nonostante i Tokio Hotel fossero una band di genere pop-rock, erano tra gli artisti più ascoltati dagli emo (o meglio, dai poser-emo).

Il look della band era piuttosto confuso, con diversi stili differenti, ma lo stile che spiccava maggiormente era sicuramente quello di Bill Kaulitz, il frontman, con l’aria androgina, sottolineata dalla grande quantità di trucco nero sotto gli occhi.

I Tokio Hotel sono stati capaci di fare presa su un pubblico che dettava letteralmente le mode nei primi anni Duemila e sono stati capaci di oltrepassare la barriera linguistica, conquistando tutto il mondo.

 

Death Cab For Cutie

Qui parliamo di una delle band storiche di questo genere, ma più in generale del panorama musicale alternativo statunitense.

I Death Cab for Cutie si sono formati nel 1997 a Washington e sono ancora in attività.

Nel corso degli anni il loro genere ha spaziato tra l’indie rock, l’indie pop, l’alternative rock e l’emo.

La loro svolta fondamentale avviene nel 2002 con l’album The Photo Album, che introduce melodie più pop e che si avvicina maggiormente al gusto emo, per i quali la band diventa un punto di riferimento importante.

 

Paramore

Come possiamo dimenticarci dei Paramore?

Prima della loro svolta pop, la band era una delle più amate nel panorama alternativo, anche per il carisma della cantante Hayley Williams.

La band nasce nel 2005, anche se raggiunge il vero successo nel 2007, con l’album Riot!. Due anni dopo partecipano come gruppo di supporto al tour dei No Doubt e fanno uscire l’album Brand New Eyes, che li fa conoscere in tutto il mondo.

Nonostante tanti cambiamenti nella formazione, per anni sono rimasti tra i preferiti degli emo. Il loro genere viene considerato un misto tra il pop, il punk, il rock e l’emo.

I Paramore hanno avuto un grande successo per le loro canzoni ritmate e piene di energia, come, ad esempio, Misery Business o come Decode, conosciuta anche per essere la colonna sonora del film Twilight.

 

My Chemical Romance

Non poteva certo mancare la band emo per eccellenza.

I My Chemical Romance sono stati un simbolo di questa cultura, grazie alla loro musica ricca di sonorità punk, rock e alternativa, ma anche grazie al loro stile, fortemente influenzato dalle tendenze di questo periodo.

La band è nata nel 2001 e dopo essersi sciolti nel 2013, hanno annunciato il loro ritorno nel 2019.

La loro musica concentra diversi generi: pop punk, alternative rock e punk revival. Sono tanti i brani celebri di questa band, tra cui Famous Last Words, Ghost of you, Helena, Teenagers e ovviamente Welcome to my black parade, un vero e proprio inno a questa cultura.

 

Molti hanno affermato che gli emo sono stati l’ultima sottocultura della storia.

Effettivamente è stato un mondo nato totalmente su Internet, appartenente ad una generazione che iniziava a toccare con mano il web e quindi con la possibilità di poter influenzare anche altri campi, come la moda e ovviamente la musica.

Anche voi ascoltavate queste band? Fatecelo sapere nei commenti.

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