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Buffy l’ammazzavampiri: il mito di una generazione di donne

Buffy

Buffy non è una donna forte, è fragile, sensibile, adolescente e crede nell’amore. Vuole una vita normale, fatta di uscite con gli amici e feste in cui incontrare ragazzi. Buffy però ha un destino: salvare il mondo dalle creature notturne. Principalmente vampiri, ma la categoria si allarga a zombie e creature varie.

Tutto questo ha un prezzo: fatica a trovare l’amore, perché deve fare scelte di vita o di morte, letteralmente. E se l’amore con Angel sembra per un po’ riuscire a farle trovare un equilibrio (nonostante lui fosse un vampiro e quindi infrangessero miliardi di regole), capirà ben presto che le cose non sono così facili.

Si innamorerà di Riley, ragazzo che come lei combatte i cattivi della notte, ma lui è troppo debole per Buffy: finirà per non sentirsi all’altezza della cacciatrice e del suo glorioso ex, e per una questione di secondi Buffy lo perderà.

Buffy e Spike: due facce di una stessa medaglia

In tutta la sua storia l’unico che ci sarà sempre sarà Spike, vampiro inizialmente contro la cacciatrice ma che finirà per innamorarsene e diventare colui che salverà la situazione. Innumerevoli volte.

Ma Spike si macchierà del più orrendo dei crimini (se non si contano secoli di scorribande vampiresche): in un impeto di non si sa bene cosa, tenterà di violentare Buffy cancellando così ogni possibilità con la donna. Saranno amici, alleati, combatteranno fianco a fianco e si salveranno la vita più volte, ma quell’episodio non verrà mai totalmente cancellato. E come potrebbe essere altrimenti?

Ma perché Buffy è l’eroina di una generazione? Semplicemente perché porta sulle spalle il destino del mondo. E questo le pesa, non ne fa mistero: non ha scelto di essere la cacciatrice, e nonostante questo sembri essere un dono enorme, per lei è quasi sempre una condanna.

Ma non quando combatte, non quando deve scegliere in una frazione di secondo cosa fare. Neppure quando con l’aiuto della sua amica strega Willow, sbloccano tutte le potenziali cacciatrici per formare un esercito, e queste mettono in dubbio le capacità di Buffy preferendole la più divertente e disinvolta Faith.

Sarà Spike l’unico che le starà accanto facendo ragionare tutti gli altri. Buffy è fondamentalmente sola, perché nessuno capisce il peso che porta. Ma ad un certo punto decide di fidarsi degli amici, di mettere temporaneamente da parte l’amore per salvare il mondo. E il gruppo composto da Spike, Xander, Willow, sarà la salvezza della cacciatrice.

Buffy non è forte, è potente, è animata da qualcosa di impalpabile che da un lato è una condanna e dall’altra un fuoco che la anima. Perde molto lungo la strada, soprattutto di se stessa, ma nonostante la sofferenza e le cicatrici salverà il mondo. Grazie a Spike.

Il rapporto con il vampiro è lo specchio della sua vita, di quella di entrambi: momenti di dolcezza, alternati a momenti di violenza bruta. Ma d’altronde lui è un vampiro centenario, che ha vissuto nella dissolutezza gran parte della sua esistenza, lei è la cacciatrice che per tradizione dev’essere dedita al suo dovere e non concedersi distrazioni. Sono due sopravvissuti ad un destino beffardo, e forse in un’altra situazione sarebbero stati una coppia sui generis.

Ma se le moderne storie di vampiri ed umani ci insegnano che tutto si può avere se fai ammenda, per molto tempo non è stato così: Buffy è da annoverare tra i buoni, Spike tra i cattivi redenti ma non gli può essere concessa la totale felicità. Deve pagare per i crimini che ha commesso. E lo farà in maniera epica, ma dovete vedere la serie per scoprirlo.

Buffy è una donna che cambia il suo destino, che sovverte le regole decidendo di correre da sola, senza mai rinunciare a crearsi una vita: va al liceo, al college e trova persino un lavoro. Buffy è la nostra icona di forza, pur non essendo forte. E questa è la sua rivoluzione.

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