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Egitto: una civiltà dal fascino magnetico e dalle mille sfaccettature

Fin dai tempi della scuola la civiltà Egiziana ha sempre avuto un fascino magnetico, intramontabile. Caratterizzato dalle mille sfaccettature che insieme ai suoi misteri, hanno fatto dell’epoca Egizia un mito impareggiabile.

Basti semplicemente pensare all’inizio del Deserto Occidentale Egiziano, dove è situato l’altopiano di Giza.

Le meraviglie di “GIZA”

L’impetuosa Sfinge,intagliata dalla roccia della Valle, la grande Piramide di Cheope, Chefren e Menkaure (Micerino). Tutti simboli,accarezzati da quell’alone di mistero in grado di incantare storici di tutte le epoche, compresa quella attuale.

Opere di una tecnologia “edilizia” senza eguali, che ancora oggi non hanno una spiegazione logica e ci lasciano con quel sapore amaro in bocca, quell’insoddisfazione lampante tipica del “Scio me ne scire”.

Un DNA “stellare”

Lo stesso concetto è valido per la loro propensione verso gli astri, come se fosse una peculiarità innata, la loro conoscenza delle stelle.

Artisti che dipingono su pareti buie, la loro abilità pittoresca di delineare le coordinate e le forme degli astri era di sublime precisione ed efficacia.

Tutte capacità tramandate per generazioni, senza ne mentori e ne maestri, hanno sviluppato un settimo senso verso il futuro di una civiltà appartenuta al  passato.

Un ‘ulteriore scoperta strabiliante, il sacerdote Wahty

La differenza la fa quel sottile filo che collega il tempo ormai andato, con il presente. Dalla scoperta dei più antichi siti archeologici, i giardini dell’eterno riposo di maestosi faraoni come fu Tutankhamon, alle riesumazioni di sepolcri vetusti di oltre 4000 anni.

Recentemente il perimetro archeologico di Saqqara, ha dato alla luce l’ennesimo incredibile ritrovamento, da aggiungere a una prole già molto ampia.

La “Tomba” dell’eterno riposo, riaffiorata grazie alle abili mani dell’esperto Archeologo Mostafa Waziri, appartiene alla quinta dinastia di Faraoni che guidò l’Egitto più di 4000 anni or sono.

Ritrovata in condizioni sensazionali, innestata in una necropoli che da anni viene ispezionata giorno per giorno, conserva gelosamente il corpo e l’anima del “Sacerdote” Wahty,vissuto sotto il regno di Neferirkare Kakai.

All’interno del sepolcro, di egregie dimensioni (10 Mt di lunghezza, 3 di altezza), sono emerse opere pittoresche, statue di varie misure e graffiti rappresentati scene di vita quotidiana del grande Wahty.

I soggetti e la qualità delle pitture rinvenute, rispondono alla carica che il sacerdote ricopriva. Si notano azioni di caccia, operai che dipingono anfore, riti funerari.

Uno in particolare riconduce esattamente, al ruolo da Wahty posseduto; la rappresentazione di un piccolo battello fluviale, ammette che il sacerdote in questione era il supervisore della “sacra barca”.

Mezzo che veniva esclusivamente utilizzato per riti religiosi ufficiali e per cerimonie a carattere funerario.

Ancora una volta, quella terra dall’aroma misterioso,ci ha incantato. Come l’ ammaestratore di serpenti, che si voglia, o no, con la sua melodia ogni volta ci attira, e scoprendosi un poco alla volta, ci regala, inesorabilmente, una fetta della sua essenza.

Fonte: https://siviaggia.it/notizie/egitto-rinvenuto-sepolcro-privato-antico/219056/

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