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“Umano, troppo umano”: la negazione della porpora cardinalizia in età contemporanea

Nella Chiesa non sempre per “viltade” si fa il “gran rifiuto”, come Dante Alighieri nella Divina Commedia scrisse riguardo a Celestino V che, asceso al Soglio di Pietro, rifiutò questo grande onore (e onere), suscitando  un immenso scandalo.

Quando qualche uomo di Chiesa (per qualsiasi motivo) rifiuta o si vede negare la propria carica, specialmente se ad alti livelli, è quasi inevitabile che questo faccia notizia. Ma quando ad essere “spretato” (ossia “ridotto” allo stato laicale comune a tutte le persone non consacrate) è nientepopodimeno che un cardinale della Chiesa, un uomo in vista come Theodore E. McCarrick, per di più per ragioni (comprovate) terribili come gli abusi sessuali, la notizia è di quelle shock.

E’ la prima volta che un cardinale si vede togliere la propria alta carica?

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Louis Billot, l’altro cardinale che in età contemporanea ha rinunciato alla porpora cardinalizia (www.findagrave.com)

Non è la prima volta in età contemporanea che un uomo di Chiesa si vede negare o rinuncia alla dignità cardinalizia.

Il cardinale francese Louis Billot negli anni Trenta ha deliberatamente rinunciato al proprio eminente ruolo per protesta contro il vescovo di Roma.

Gesuita, teologo illuminato, uno degli studiosi più importanti della Chiesa nel ‘900 almeno fino al Concilio Vaticano II, Billot era talmente in vista che il 12 febbraio 1922 era stato proprio lui, in San Pietro, ad aver posto sul capo del neoeletto papa Pio XII la tiara papale.

Nel 1927 però, in aperto contrasto col papa, non volendo ritrattare la propria manifesta simpatia all’Action Française di Charles Maurras, un’associazione politica francese antiparlamentare e antidemocratica che non esitava ad usare anche la violenza fisica (l’Action era accusata di voler sottomettere la religione alla politica nazionalista).

Billot, in aperta opposizione ai vertici della Chiesa, volle rinunciare alla propria dignità cardinalizia e tornò, dopo il marasma vero e proprio che si creò dopo la sua decisione clamorosa, ad essere un “normale” uomo di Chiesa; andò a vivere nel noviziato di Galloro, Roma, dove morì nel 1931.

Di recente un’altra notizia shock è balzata agli onori delle cronache, quella relativa all’ormai ex cardinale arcivescovo emerito di Washington Theodor Edgar McCarrick.

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McCarrick col presidente Bush (www.edition.cnn.com)

L’ex uomo di Chiesa americano è stato una delle personalità più potenti e influenti non solo della Chiesa statunitense ma anche della Chiesa tutta, in gran confidenza non solo con la sua congregazione ma anche (pare) con presidenti americani, vertici cinesi e anche col “nostro” Andreotti.

Una personalità chiave insomma quella di McCarrick, che ha partecipato pure ad un Conclave come cardinale eleggibile ed elettore (quello che ha eletto Benedetto XVI), il che ha reso la sua destituzione ancora più clamorosa perché sarebbe potuto anche diventare papa della Chiesa cattolica.

Dall’estate del 2018 McCarrick non era già più cardinale arcivescovo di Washington, nomina ricevuta da Giovanni Paolo II.

McCarrick ha affrontato un processo extragiudiziale per l’accusa mossagli da un ex giovane sacerdote il quale si riferiva ad un abuso perpetrato su di lui nel 1971, quando l’ex cardinale e uomo di Chiesa era sacerdote a New York (di cui divenne arcivescovo sei anni dopo). La Diocesi di Brooklyn ha diffuso oltre un centinaio di nomi di vittime degli abusi di McCarrick negli anni, tra bambini, seminaristi e sacerdoti, ma in generale anche nella Chiesa a stelle e strisce si sta attuando un terremoto vero e proprio originato dalle accuse di abusi e violenze.

Il 20 giugno 2018, a seguito di questa e di molte altre accuse, McCarrick è stato sospeso da ogni incarico pubblico di cui era titolare in attesa di una decisione ufficiale da parte della Chiesa, oltre che della giustizia “laica”.

Il tema degli abusi sessuali e della pedofilia è uno di quelli che affligge la Chiesa da lungo tempo. In precedenza era un tema ignoto ai più in quanto spesso purtroppo veniva “coperto” per salvaguardare la santità e la dignità dell’istituzione ecclesiale, screditando le vittime.

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Due papi insieme: Francesco e Benedetto (www.avvenire.it)

Con Benedetto XVI il problema è finalmente emerso a livello globale e si è iniziato a prendere provvedimenti forti, ancora più importanti se si considera che sono state adottate da un papa spesso tacciato di non essere sufficientemente “moderno” e progressista. Si è anche iniziato, a questo proposito, a discutere sul significato della castità all’interno della Chiesa.

Papa Francesco ha a sua volta contribuito a far emergere il problema e a prendere provvedimenti forti, come le leggi del luglio 2013 a tutela “della persona, dei minori, dell’umanità” contro molti “insospettabili” (quali sarebbero anche le persone di Chiesa, uomini e donne). Spesso ancora fatichiamo a credere che una personalità religiosa, che vediamo mite e irreprensibile, sia immune dal peccato, invece non è così. Si tratta comunque di persone, pertanto fallibili.

Ogni sforzo, ogni gesto, è utile a evidenziare e ad allontanare un po’ di più il problema degli abusi sessuali e della pedofilia, nell’ambito della Chiesa e non solo, anche se si è ben lontani dal dirlo “risolto”.

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McCarrick con Giovanni Paolo II (www.ilfoglio.it)

Il 13 febbraio 2019 papa Francesco ha compiuto un gesto rivoluzionario, come è il suo pontificato sotto molti aspetti: se togliere la dignità cardinalizia per la Chiesa non è una novità come già detto, lo è invece “spretare” del tutto qualcuno, cioè farlo tornare allo stato laicale.

McCormick, per le sue comprovate colpe gravissime, è tornato ad essere un uomo “normale”, non più di Chiesa, come se i suoi sessant’anni di sacerdozio non ci fossero mai stati.  

L’11 gennaio 2019 la Congregazione per la Dottrina della Fede ha decretato che “l’accusato è stato dichiarato colpevole dei seguenti delitti perpetrati da chierico: sollecitazione in Confessione e violazioni del Sesto Comandamento del Decalogo con minori e adulti, con l’aggravante dell’abuso di potere, pertanto gli è stata imposta la pena della dimissione dallo stato clericale”. Il 13 febbraio 2019 la stessa Congregazione ha confermato quanto dichiarato in gennaio e il 15 febbraio 2019 la comunicazione ufficiale è stata notificata a McCarrick.

Era un atto dovuto, soprattutto alla vigilia del summit globale sugli abusi sessuali del 21-24 febbraio prossimo cui parteciperanno rappresentanti delle Conferenze episcopali dei cinque continenti.