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Sanremo 2019: le pagelle della finale sorprendente

Si è svolta ieri la finale della 69° edizione del Festival di Sanremo. Il vincitore,a sorpresa, è stato Mahmood. Vediamo le pagelle di quest’ultima serata di Sanremo. 

 

finale sanremo pagelle

Fonte foto: Panorama

 

Anche quest’anno, Sanremo è finito. 

Nonostante ciò, ci porteremo dietro le innumerevoli polemiche del Festival, per molto tempo. Prima fra tutte, la discussa vittoria del semisconosciuto Mahmood, che sbaraglia una concorrenza fatta di artisti di prima leva e di giovani promesse. 

Vediamo quali sono le pagelle di questa finale di Sanremo 2019. 

 

Daniele Silvestri (voto 8 e mezzo)

Canta per primo Daniele Silvestri e ci regala una nuova performance del suo Argentovivo.
La canzone rimane una delle più incisive in gara, ma non guadagna comunque il podio. Silvestri, però, vince il Premio della Critica “Mia Martini”, il Premio “Lucio Dalla” della Sala Stampa ed il Premio “Bardotti” per il miglior testo e ciò testimonia l’alta qualità del prodotto.
Solo applausi.


Anna Tatangelo (voto 5) 

Il brano non cambia dagli altri ascolti: classica, sanremese e noiosa. Per la Tatangelo ci vorrebbe una sferzata di giovinezza per poterla cambiare.

 

Ghemon (voto 7)

La canzone di Ghemon, al primo ascolto, aveva fatto storcere la bocca a tanti, ma, ascolto dopo ascolto, entra in testa e non ne esce più.
La voce morbida si pianta nel cervello e sappiamo benissimo che s’impadronirà presto delle radio.

 

Negrita (voto 5)

I Negrita non spiccano, pur riconoscendo il loro valore. Il pezzo sa di sentito e risentito ed è nel loro classico stile. Ci aspettavamo di più.

 

Ultimo (voto 7)

Ultimo ci ha abituato a dei pezzi molto poetici, a Sanremo porta forse il suo testo più banale: una dolce canzone d’amore, con un testo non particolarmente articolato, ma bello. 
Arriva secondo, prende gli applausi ed anche il premio Tim Music, ma la poca umiltà mescolata alla rabbia di non aver vinto (nonostante un buonissimo 46% da parte del pubblico), fa storcere la bocca a tanti.

 

Nek (voto 6)

Nek è ormai un veterano del palco dell’Ariston e ci presenta ogni volta una bella canzone, che ci fa chiedere come mai non vinca mai questo artista.
Ma quest’anno, la sua canzone non ha sapore, né grinta, ma soprattutto sa già di sentito. Peccato.

 

Loredana Berté (voto 8)

La Bertè è stata la protagonista di questo Sanremo, con la sua canzone già nella testa di tutti ed il suo animo rock.
Arriva ad un soffio dal podio ed il disdegno del pubblico si fa sentire: la Bertè fuori dai primi tre posti, è stato un errore imperdonabile.

 

Francesco Renga (voto 5)

La sua voce inconfondibile non ha colto nel segno in questo Sanremo: la canzone è piatta e noiosa e non colpisce il pubblico in nessuna delle serate, neanche durante la finale. Ci ricorderemo di Renga solo per le sue esternazioni sulle voci maschili e femminili (fatte, forse, per far parlare di sé). 

 

Ex- Otago (voto 6)

Il loro, è un pezzo leggero, che andrà benissimo in radio. Una canzone moderna che si discosta dal “mood sanremese”, che però non brilla così tanto.

 

Il Volo (voto 6 e mezzo)

La canzone, lo abbiamo detto, è la copia di Grande Amore. Arrivano terzi e, a differenza di altri, lo fanno con un perenne sorriso, non facendo scorgere alcun segno di delusione. 
Premiamo questo nei tre tenorini che, forse, erano la nostra unica possibilità di vincere l’Eurovision.

 

Paola Turci (voto 6)

Della Turci, premiamo la costanza e l’eleganza, sia nel vestire che nella sua voce. L’esibizione di ieri sera è stata precisa e convinta, ma non è bastata.

 

Zen Circus (voto 6 e mezzo)

Gli outsider di questo Sanremo arrivano solo diciassettesimi, con la loro carica rock ed una canzone senza ritornello. Speriamo che Sanremo li faccia conoscere anche al grande pubblico.

 

Patty Pravo e Briga (voto 6)

La Pravo, con questa canzone, non rispecchia la sua grande carriera. La scintilla con Briga non scocca e finiscono al ventunesimo posto.

 

Arisa (voto 7)

Arisa ha cantato con la febbre a 39 e questo lo dobbiamo ricordare.
Gli errori, nelle esibizioni di questa settimana, sono evidenti, ma conosciamo la voce di Arisa e sappiamo della sua bravura.
Canzone interessante e difficilissima tecnicamente, avremmo voluto un’Arisa in piena forma, per sbaragliare tutti.

 

Irama (voto 5 e mezzo)

Irama farà sicuramente grandi ascolti su Spotify ed in radio, ma la canzone non convince e passa come sottofondo mentre si chiacchiera con gli amici.

 

Achille Lauro (voto 7)

Nonostante le critiche, nonostante le stonature, Achille Lauro è una ventata di aria fresca in questo Sanremo “poco giovane”.
In molti non capiscono la sua presenza ed hanno accusato la canzone di essere un plagio, ma Achille Lauro mira dritto e si piazza nono.

 

Nino D’Angelo e Livio Cori (voto 4)

No, la loro canzone non piace, non colpisce ed, addirittura, dà fastidio a tratti. Arrivano ultimi e ne capiamo il motivo.

 

Federica Carta e Shade (voto 5 e mezzo)

Sinceramente non capiamo il senso della loro presenza a Sanremo, passano letteralmente inosservati per tutto il Festival e la finale non è da meno.
Pezzo che spopolerà in radio, nonostante il diciottesimo posto, grazie ad un ritornello orecchiabile ed il testo sdolcinato. 

 

Simone Cristicchi (voto 7 e mezzo)

Il suo pezzo è un atto d’amore ed il quinto posto è sicuramente sprecato per una artista come lui, che meritava il podio.
La sua canzone riporta la poesia sul palco dell’Ariston, infatti vince il premio per la miglior interpretazione.

 

Enrico Nigiotti (voto 6 e mezzo)

Nigiotti è un bravo cantautore ed interpreta sempre bene i suoi pezzi, ma questa canzone non colpisce. Complice, forse, la scelta di farlo cantare quasi sempre fra gli ultimi (e la polemica, infatti, esordisce alla fine della sua performance).

 

Boomdabash (voto 6)

Portano il reggae a Sanremo, ma sono piuttosto dimenticabili, però, si piazzano undicesimi.

 

Einar (voto 4)

Peggio di lui e del suo bel faccino, quasi nessuno. Il “ragazzo di Maria” si piazza penultimo. Probabilmente deve capire quale direzione musicale prendere, se non è guidato dalle ragazzine urlanti.

 

Motta (voto 6 e mezzo)

Il vincitore della serata dei duetti non delude neanche ieri sera: il brano è orecchiabile e travolgente. Ci aspettiamo tante cose buone da questo ragazzo.

 

Mahmood (voto 8)

Vince Sanremo e la sua espressione scioccata da “non ci credo ancora”, è impareggiabile.
Faccino pulito, età giovane, ma grande gavetta.
Non vogliamo far entrare la politica nella scelta, non c’entra niente, Mahmood con Soldi, vince Sanremo ed è, forse, l’unica ventata di freschezza di questo Sanremo noioso e stantio.

 

 

Sanremo è finito anche quest’anno, ma sappiamo che le polemiche continueranno ancora per giorni. In fondo, Sanremo è così e lo sappiamo da anni.

Finisce un’edizione dimenticabile, con un Baglioni direttore artistico, piuttosto spento, a meno che non ci siano da cantare le sue canzoni; un Bisio che non è propriamente a suo agio su quel palco, ma è piacevole come sempre; una Raffaele non al suo meglio, che ha dei guizzi artistici molto alti, ma poi si appiattisce.

Speriamo bene per la prossima edizione, anche perché

Sanremo è Sanremo.

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