Crea sito

European Streeat Food Truck Festival in Rimini – Parte prima


Federico Trotta, organizzazione della manifestazione, e alcuni dei piatti protagonisti della giornata

Non so se qualcuno di voi sia mai entrato in una drogheria di Istanbul. Ogni passo è un’aroma nuovo. Il profumo delle spezie aleggia ovunque ed ogni piccolo movimento porta ad una nuova scoperta.
Questa è la sensazione che ho avuto io all’European Streeat Food Truck. Il festival itinerante del cibo di strada che porta in diverse città del Bel Paese le migliori culture e tradizioni gastronomiche. L’accurata selezione di artisti del cibo “on the road” garantisce ai visitatori piatti di prima qualità ed esperienze uniche.
C’è un intero movimento turistico che basa la propria esperienza sui luoghi da visitare per provarne le tipicità. In questi quattro giorni, nel piazzale Fellini di Rimini, abbiamo avuto la fortuna di testare la stessa esperienza muovendo pochi passi. Immaginate di avere l’intera Italia gastronomica a portata di mano. Bastano pochi metri per volare dal Trentino alla Puglia, passando per Sicilia, Lombardia ed Emilia. Per chi volesse, è consentita anche una gita al di là dell’Adriatico, nella Grecia patria del Pita Gyros.
Ed è proprio da questo piatto, gentilmente offerto dalla Taverna Greca food truck, che voglio iniziare a condurvi per questo percorso gastronomico.
Permettermi, dunque, di prendervi per mano, perché altrimenti potreste perdervi tra le meraviglie di noi golosi.

Il Pita Gyron della Taverna Greca Truck Food 

Per chi ha vissuto in Grecia, anche solo per un breve periodo, il Pita Gyros è un’esplosione di ricordi. Ogni morso mi riporta con la mente a quelle spiagge dorate e al mare cristallino. Direttamente dal Pireo, la Taverna Greca Truck Food è stata capace di rispedirmi indietro con la mente ed i ricordi. La carne era abbondante e succosa, mentre la salsa tzatziki ripuliva il palato ad ogni boccone. Basterebbero queste per una Pita Gyros favolosa, ma le verdure fresche sono state la ciliegina sulla torta.
Mi manca la Grecia, e dopo aver provato questa leccornia ne sento ancor di più la nostalgia.
Ci vogliono esperienza e concentrazione per realizzare una Pita Gyros perfetta. Per chi non lo conoscesse, il Gyros è una pila di fette di carne di maiale condite con spezie orientali o marinate. A prima vista, viene spesso scambiato con il doner turco, ma la carne di maiale conferisce alla pietanza un sapore unico.
Questa carne, unita alla tipica salsa greca ed alle verdure fresche, rendono il Gyros greco un piatto unico, fresco, completo e gustoso. La pita, un pane molto simile alla nostra focaccia, lega il tutto in un connubio di sapori eccezionali.
Ed è subito amore, dal primo morso.

Il Supplì all’amatriciana dell’Ape Cesare

La tradizione romana (distante appena 50 metri da Atene) è ricca.
Traduzioni, aneddoti e ricordi si mescolano in un connubio magico, che riversato nel cibo da al prodotto una marcia in più. Famosi, ad esempio, sono gli zozzoni, maestri dello street food aperti sino alle sei del mattino e che offrono in pasto i panini più farcito di sempre al popolo della notte.
La Roma on the road, però, non si limita a questo, e trova la propria sublimazione culinaria nell’arte dei supplì. Ed attenzione a chiamarli arancini, o i ragazzi di Ape Cesare potrebbero infuriarsi.
Il Supplì è uno dei cavalli di battaglia della tradizione romana. Il primo accenno storico di questo piatto risale alla fine dell’ottocento, in una taverna situata al limitare della città vecchia. Quasi duecento anni di storia raccolti in pochi morsi, ma deliziosi.
Il Supplì al telefono è il cavallo di battaglia di questi romani de Roma. Il riso carnaroli viene bollito e condito con pomodoro e pecorino. Lavorato poi con uovo e mozzarella, prendono forma quei cilindri che si trasformano in pepite d’oro per il palato.
Già questo basterebbe per far venire fame a chiunque, ma i ragazzi di Ape Cesare hanno osato, sono andati oltre il confine delle proprie origini e della propria cucina. E quando ingegno e tradizione si fondono, nascono i capolavori!
I Supplì conditi con i tipici sughi romani. Carbonara, amatriciana, cacio e pepe. In una mano è racchiusa una storia culinaria millenaria e modificata ad arte per diventare street food.
Roma non si costruì in un giorno, ma fu mangiata in qualche boccone.

Il panino alle cime di rapa del Puglia Street Food 

Il popolo pugliese è fiero, vigoroso. Dalla Puglia provengono genti che, nel corso dei secoli, hanno affrontato mille battaglie per emergere.
Quando pensiamo a “Vieni a ballare in Puglia”, del noto rapper Caparezza, ci immaginiamo un popolo festoso ed allegro, ma in realtà la canzone parla di dignità nella disperazione.
Riuscireste a racchiudere tutto questo in un singolo, sontuoso e delizioso panino?
I ragazzi di Puglia Street Food ci sono riusciti, creando un connubio perfetto che racconta il loro grande passato, proiettandolo in uno splendido futuro.
Tutto questo, grazie al panino alle cime di rapa con maiale e cuore di burrata.
Tra due fette di pane sono racchiusi secoli di storia: da una parte la burrata ed il maiale, cibi  ricchi di grassi e proteine. Dei sapori forti, decisi, che rendono nobili queste due materie prime. Dall’altra parte della barricata stanno le cime di rapa, il piatto del popolo, dei contadini e delle campagne. Amare, ma ricche di preziose vitamine.
Trovare un equilibrio tra questi sapori è veramente difficile, ma i ragazzi di Puglia Street Food sono riusciti ad adempiere a questo compito, regalandoci un piatto unico, completo e che racconta il tacco d’Italia come se fosse un libro di storia.
“Ti porto sempre nel cuore quando vado via”, e con piatti così non è difficile credergli.

I grandi viaggi non andrebbero mai fatti in un’unica corsa. Ci vuole calma, e pazienza, per godersi ogni sfaccettatura della strada percorsa. Ogni vicolo, ogni viale, nasconde un piccolo particolare, magico, che ha tutti i requisiti per risiedere per lungo tempo nel cuore dell’ammaliato turista. Allo stesso modo, abbiamo deciso di dividere questa nostra avventura gastronomica on the road per tutta l’Italia in più capitoli, perché ogni odore, ogni sapore, ha la sua storia. E questa merita, sempre, di essere raccontata sino in fondo.
All’ultimo morso.

Views All Time
Views All Time
508
Views Today
Views Today
2

Alex Rossi

Nato con i piedi storti, questo ragazzo ha iniziato ad approcciarsi al giornalismo per colmare la distanza tra sé stesso ed il campo da calcio. Crescendo, ha capito che il mondo è una tavolozza, e ci sono colori molto più belli da descrivere o raccontare.

More Posts

,