Celiachia: quando il glutine fa male

Celiachia: quando il glutine fa male

Il lato “pericolosamente nascosto” della spiga di grano

Celiachia: definita dallo studioso Martin J. Blaser, ricercatore in microbiologia e malattie infettive in uno dei suoi libri [1] una delle “malattie dei nostri giorni”, ossia patologie croniche in grado di indebolire in modo violento e devastante, peggiorando progressivamente la qualità della vita di chi viene colpito.

E gli ultimi dati del Ministero della Salute confermano un aumento progressivo di persone affette da questa patologia, che da un momento all’altro (?) si trovano a non tollerare più il glutine.

La celiachia è una condizione patologica scatenata dall’ingestione di alimenti contenenti glutine e che si traduce in un’infiammazione cronica dell’intestino tenue.

Tale infiammazione porta a lesioni cutanee specifiche e distintive, soprattutto a carico dei i villi intestinali, che rivestono appunto l’intestino tenue e sono responsabili dell’assorbimento dei nutrienti.

Nello specifico si assiste ad una vera e propria atrofia dei villi stessi,fino alla vera e propria scomparsa di questi ultimi.

Da un punto di vista sintomatologico questo si traduce in fenomeni di :

  • diarrea cronica

  • dolore addominale

  • gonfiore addominale

  • ritardo della crescita nei bambini

  • astenia (carenza di energia)

Tuttavia la celiachia può assumere diverse forme; infatti può essere silente (caratterizzata da un’atrofia intestinale ma priva di sintomi) , tipica o sintomatica oppure

(nella pagina seguente…conosciamo meglio il glutine)

Pubblicato da martysmith89

Se dovessi descrivere la mia vita, la definerei come un paesaggio pedemontano, dove rilievi irti e rocciosi si intrecciano con ampie vallate sconfinate. La mia prima grande passione,quella per la scienza, c'è stata fin da piccola ma ha cominciato ad assumere la forma della Biologia in seconda liceo, e dell'Immunogenetica adesso. L'altra, quella per la scrittura, quasi in parallelo, grazie ad eventi casuali: per me è stato come un fulmine, che mi ha colpita e ha lasciato un segno indelebile. Io e la scrittura siamo unite da un filo invisibile ma solido.

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