Pablo Picasso: il genio irrequieto del ‘900

Alessio Musella

Pablo Picasso, perlopiù noto per essere donnaiolo, eccentrico, comico , rivoluzionario.

Nacque a Málaga nel 1881 ed è considerato uno dei più grandi pittori del Ventesimo secolo. Pablo Ruiz, meglio conosciuto come Picasso, decise di adottare il cognome materno per ribadire la propria indipendenza artistica nei confronti del padre, anch’egli pittore.

Pablo Picasso è stato capace, con le sue opere, di imprimere un’impronta storica nell’universo artistico del Novecento.
Il suo nome è legato al cubismo, corrente che ebbe origine proprio dalla sua opera Les Demoiselles d’Avignon; ma la sua produzione è vasta e spazia in numerosi stili, molto diversi tra loro.

La sua longeva e prolifica carriera, fa di lui forse l’artista che ha creato più opere al mondo , ed è suddivisa in quattro periodi: il periodo blu, il periodo rosa, il periodo africano e il periodo cubista.

Pablo Picasso e l’arte

Pablo Picasso

Fu il padre, Jose Ruiz Blasco, artista e professore di disegno, ad avvicinare Pablo all’età di 7 anni al mondo dell’arte.

Ne aveva, invece, diciannove di anni quando decise di lasciare la Spagna per andare a Parigi e vivere tra gli artisti bohemien di Montmartre e Montparnasse. Un aneddoto racconta che divise la stanza con il poeta e pittore Max Jacob, ma essendo il luogo molto piccolo e con un solo letto, decisero di riposare a turno: uno di giorno, l’altro di notte.

Fu in quel periodo che conobbe e legò molto con Marc Chagall e Amedeo Modigliani, instaurando con quest’ultimo un rapporto di amore e odio, si dice che addirittura una volta Picasso decise di dipingere su una tela di Modigliani dando la colpa alla sua spinta creativa che non gli permise di comprendere cosa stesse facendo.

La scissione tra corpo e anima durante la creazione

Pablo Picasso

Pablo Picasso era solito dire che mentre creava lasciava il suo corpo fuori dalla porta, e lavorando tutto il giorno, lo lasciava lì per lunghi periodi. Quando la luce del giorno cominciava a diminuire, proiettava sulla tela due riflettori per far scomparire nell’ombra tutto il resto. L’oscurità doveva essere completa dovunque, eccetto che sulla tela, perché il pittore potesse essere come ipnotizzato dal suo lavoro e dipingere quasi come se fosse in trance.

La persona media, sosteneva Picasso spreca la sua concentrazione in una dozzina di piccoli modi, mentre lui esercitava la sua in una sola cosa: i suoi quadri, e tutto il resto lo sacrificava a loro se stesso compreso.

Guernica

Pablo Picasso

La sua opera più famosa rimane la colossale Guernica, uno dei capolavori del XX secolo: rappresenta le conseguenze del bombardamento della Luftwaffe sulla piccola città di Guernica, durante la Guerra civile spagnola.

L’ambasciatore nazista Otto Abetz entrò nel suo atelier di Parigi e indicando l’opera chiese a Picasso :“È lei che ha fatto questo orrore ?”, L’artista rispose: “No, lo avete fatto voi tutto questo!”

Il cuore ballerino di Pablo Picasso

A parte le relazioni “stabili”  Picasso  sentimentalmente era irrequieto come quando creava, ed ebbe molte amanti, spesso giovanissime, tra cui importanti nobildonne italiane.

Non molti sanno che Picasso soffriva di dislessia , ma soprattutto peniafobia (timore di diventare povero), per questo ha sempre amato ostentare la sua ricchezza, sosteneva che gli sarebbe piaciuto vivere come un uomo povero, ma con un sacco di soldi.

Muore 91enne a Mougins, il 18 aprile 1973 e le sue ultime parole sono state: “Bevete alla mia salute”, a conferma di quanto nonostante le difficoltà, non abbia mai smesso di godersi la vita e le sue bellezze. Uomo profondo, sanguigno da perfetto spagnolo, ha vissuto una piena di soddisfazioni: si è immerso nell’arte con ogni sua fibra, ha conosciuto gli artisti del ‘900 e il periodo parigino è stato quello in cui ha potuto vivere appieno la sua passione.

Per chi volesse vedere le sue opere, a Málaga, sua città di origine, è stato aperto il museo Picasso che raccoglie oltre 200 opere dell’ artista.

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