Polonia e omofobia: il Presidente firma una “Carta della Famiglia”, ma solo eterosessuale

La Polonia è ancora una volta sotto i riflettori a causa della latente omofobia del governo e di una grande parte della popolazione. La “Carta della Famiglia” è l’ultima legge che protegge e accetta solamente la “famiglia tradizionale”, ovvero quella eterosessuale.

Mentre in Italia è possibile sposare una persona dello stesso sesso da ormai 3 anni (a Gennaio 2017 c’è stato il primo matrimonio omosessuale sulla penisola), in Polonia le persone della comunità LGBT+ sono costantemente prese di mira dal governo di estrema destra e, piano piano, stanno perdendo tutti quei pochi diritti che sperano di poter avere.

Quella della Carta della Famiglia è una notizia che ha un grande impatto soprattutto perché data nel mese di Giugno, mese celebre per essere background dei pride in tutto il mondo, ma a quanto pare la comunità e i sostenitori dei diritti umani polacchi avranno da fare qualche battaglia in più, d’altronde vivendo nello stato più omofobo dell’Unione Europea, c’è molto per cui lottare.

In cosa consiste la “Carta della Famiglia”

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La “Carta della Famiglia” è stata firmata dal presidente Andrzej Duda, che ha confermato i valori già presenti in Polonia per quanto concerne la famiglia.

Il Presidente Duda, infatti, ha una mentalità molto simile a quella del nostro Matteo Salvini: “esiste solo la famiglia tradizionale“, ovvero quella formata da una mamma, un papà e dei bambini.

Poco importa che spesso chi sostiene questa ideologia sia divorziato, abbia avuto più matrimoni, fidanzate molto più giovani o figli da matrimoni diversi. L’importante è che due omosessuali non possano avere gli stessi diritti degli eterosessuali.

La “Carta della Famiglia” polacca vuole “proteggere” i bambini dall'”ideologia LGBT+“, poiché anche considerata anticostituzionale.

Tuttavia, analizzando la Costituzione polacca, adottata dal 2 Aprile 1997, si trovano alcune incongruenze.

Infatti, nell’Art.5, si legge che la Repubblica Polacca «garantisce la libertà e i diritti umani e civili nonché la sicurezza dei cittadini, custodisce l’eredità nazionale e garantisce la difesa dell’ambiente, mossa dal principio di un equilibrato progresso», quindi si presuppone che tutti i cittadini, senza alcuna differenza debbano godere degli stessi diritti umani e civili, incluso il matrimonio a prescindere dal proprio orientamento sessuale.

Nell’Art.18, però, si sottolinea che il matrimonio è composto solamente da un uomo e una donna, non includendo, in questo modo, tutti i generi sessuali.

Nella Carta della Famiglia, leggiamo:

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  • Divieto di fare propaganda LGBT nelle istituzioni pubbliche;
  • I genitori sono responsabili dell’educazione sessuale dei propri figli;
  • Divieto di adozione per le coppie omosessuali;
  • Difesa del matrimonio per le coppie solo di sesso opposto.

Il primo punto elencato, però, sembra andare contro all’Art.14 della Costituzione Polacca che sancisce la libertà di stampa e delle altre forme di comunicazione.

Andrzej Duda e l’omofobia

Non è la prima volta che il Presidente della Polonia manifesta il suo latente lato omofobo, anzi sta cavalcando l’onda delle elezioni. Infatti la Polonia il 28 Giugno andrà alle urne per l’elezione del nuovo Presidente e quindi Duda cerca di mettere dalla propria parte i nazionalisti, gli omofobi o, più in generale, la Destra.

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L’attuale Presidente si trova contro un avversario che potrebbe essere capace di spodestarlo, Rafał Trzaskowski, attuale sindaco di Varsavia, molto popolare e soprattutto “amico” della comunità LGBT e dei diritti umani.

Per cui, in Polonia abbiamo una popolazione che da una parte inneggia un omofobo che vuole “difendere” la famiglia tradizionale e, dall’altra, un uomo che cerca di trattare tutti allo stesso modo.

Chissà se Trzaskowski riuscirà a guarire lo stato più omofobo dell’Unione Europea, dove durante un Pride a Bialystok dello scorso anno, la comunità è stata picchiata a sangue da alcuni estremisti muniti di catene e mazze.

Vorrei che la famiglia sia ancora più protetta contro le ideologie che le sono ostili. Vogliono cambiare la famiglia tradizionale, vogliono costruire un mondo diverso, opposto alle nostre tradizioni.

Andrzej Duda, Presidente della Polonia

Ma da dove è nato l’astio di Duda e della destra verso la comunità LGBT? Perché hanno così tanta paura delle persone che non sono del loro stesso orientamento sessuale tanto da creare e da sostenere la Carta della Famiglia?

Nell’ultimo decennio, la comunità LGBTQI è diventata ben organizzata e ben visibile in Polonia. Il governo ha paura che un movimento professionale e vibrante per i diritti civili rovescerebbe la sua regola corrotta ed elitaria per un vero governo basato sull’uguaglianza. LGBTQI- la comunità è in prima linea nella lotta del governo PiS di estrema destra contro la democrazia liberale.

Rémy Bonny, professionista di politica LGBTQI

Le reazioni delle associazioni e dei cittadini

Le reazioni sono, ovviamente, differenti.

Abbiamo sia i sostenitori di Duda e della Carta della Famiglia che i sostenitori dei diritti umani.

Nel video pubblicato su Twitter si ascoltano frasi come “Fr**i fan**lo”, si vede la bandiera LGBT, la bandiera arcobaleno, bruciare. Un video agghiacciante di persone arrabbiate, frustrate, solo perché non sono capaci di accettare il diverso da loro.

L’associazione della KPH, ovvero della Campagna contro l’omofobia, ha mandato una lettere al Presidente Duda:

Signor Presidente, diciamolo ancora una volta forte e chiaro:

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non esiste l’ideologia LGBTè solo un costrutto omofobo. Le persone LGBT sono lesbiche, gay, bisessuali e le persone transgender che sperimentano personalmente le conseguenze dell’odio omofobico e transfobico che alimentate contro di loro. Quelle persone sono Kacper, Dominik e Milo, che non sono più qui con noi, perché la propaganda omofoba delle autorità orientate al profitto li ha uccisi. È il momento di cambiarlo e lo faremo! Lo ricorderemo, signor Presidente, e sistemeremo i conti con lei alle urne. Lasci che il 28 giugno sia il giorno in cui prevarranno libertà, rispetto e solidarietà reciproca in Polonia!

KPH al Presidente Duda

Internet, invece, si è riempito di petizioni per abolire tutte le leggi anti-LGBT presenti al momento in Polonia e soprattutto la Carta della Famiglia.

In ogni caso, in Polonia non sono sotto attacco solo le persone omosessuali, ma anche le donne. Infatti, proprio di recente è stata approvata una legge contro all’aborto.

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