Come vivere senza concerti durante la pandemia

Ilenia Rinoldo

Sono stati giorni bui e tristi, fatti di assenze e sporadiche presenze virtuali. Nessun abbraccio, niente baci, senza musica dal vivo ai concerti, sguardi malinconici e ricordi messi dolorosamente a fuoco durante momenti vuoti.

Abbiamo avuto tutto il tempo del mondo e abbiamo cercato di riempirlo in ogni modo: cucinando, leggendo, guardando serie TV, fotografando tramonti rosa e cantando dal balcone, videochiamando gli affetti stabili e parlando di contagi coi congiunti.

Ma, ciò che ha allietato ogni nostro momento, dal più bello al più vivido, è sempre stata la musica.

I flashmob musicali ci hanno fatto sentire parte integrante di una comunità lontana eppure fin troppo unita.

Perchè è questo quello che ha sempre fatto la musica ed i concerti ne sono la prova più chiara: quante amicizie sono nate saltando e urlando a squarciagola la nostra canzone preferita? Quanti abbracci scambiati con sconosciuti in parterre troppo pieni, “pogare” felici e contenti nonostante mancasse l’aria.

Ecco il tasto dolente di questo periodo.

Nella famosa fase 2 stiamo pian piano ricominciando a vivere.

Abbiamo rincontrato i nostri parenti, i nostri fidanzati, scherzando e ragionando su cosa realmente sia un affetto stabile.

Piano piano stiamo tornando dai parrucchieri, dalle estetiste, dai tatuatori, al bar e al ristorante.

Piano piano stiamo riassaporando i sapori della nostra terra, l’odore fresco della montagna e lo iodio salato del mare.

Il tutto accompagnato dalle nostre colonne sonore preferite.

Torneremo al cinema, al teatro, ma ai concerti?

Come si sopravvive ad un lungo periodo senza concerti?

Probabilmente ci saranno stati anni senza questa preoccupazione, senza renderci conto che di concerti non ne abbiamo visto uno, eppure il divieto, l’obbligo di non andare, ce lo fa pesare tantissimo.

Bene, basta indossare le cuffie e cantare magari mentre si è a letto, o facendo attività fisica, o scrivendo, o cucinando o semplicemente urlando!

Durante la quarantena, se è già stato difficile per noi fruitori del mondo musicale figuriamoci per chi lavora nell’ambiente, per chi ha dovuto annullare, rimandare e riorganizzare interi tour, per quello che è stato uno dei lavori meno considerati dai vari decreti.

Gli artisti hanno però improvvisato.

Ci sono state varie dirette sui social, soprattutto su instagram, in cui abbiamo visto i nostri cantanti preferiti cimentarsi in concertini fai da te accompagnati da una chitarra e migliaia di spettatori virtuali, collegati ed eccitati, comodamente seduti sul divano.

Dirette in cui i vari artisti invitavano i propri amici cantanti e si divertivano insieme in una sorta di improvvisati duetti comici e nostalgici.

Dai duetti più classici come Fedez e la Michielin a quelli più strambi come Jovanotti e il cantante dei Pinguini Tattici Nucleari, Riccardo Zanotti.

Ma la musica dal vivo è tutta un’altra cosa.

concerti in quarantena
concerti in quarantena

La corsa per accaparrarsi i posti migliori, i biglietti conservati con cura e poi attaccati nella bacheca piena di camera nostra, o nello scatolone verde pieno di cianfrusaglie del nostro passato, le casse che ci rendono sordi per giorni, i piedi che fanno male perchè si balla troppo, le memorie dei cellulari piene perchè poi dobbiamo rivedere tutto, assaporare lentamente le dinamiche folli di quella serata, il tuo cantante preferito che ti fa l’occhiolino, l’assolo di batteria improvvisato che ti fa venire la pelle d’oca, i baci scambiati sotto le note della nostra canzone d’amore…

e poi le magliette, le fasce, gli autografi e il ritorno a casa senza voce.

La pandemia ci ha tolto tutto questo e i social resistono a stento, ci fanno sorridere amaramente, ci rendono malinconici eppure felici di questa stramba opportunità.

Riunioni su Zoom, frecciatine su Facebook, lo Show su Rai 1 o il concerto del primo maggio con tutti gli artisti online e brani in uscita a mezzanotte che riempiono le nostre playlist bipolari e che ci fanno fremere dalla voglia di ricominciare.

In questo 2020 abbiamo visto toglierci l’intimità, le coccole, l’istruzione, l’arte… ogni sostegno vitale che ci ha reso più consapevoli dell’importanza che ognuno di questi ha nella nostra vita.

Ci siamo resi conto che urlare stretti in un’arena, in un palazzetto, a San Siro o nel pub vicino casa non è qualcosa da niente.

È il famoso quid che ci fa assaporare le piccole cose.

Siamo sopravvissuti.

Siamo riusciti a prendere in giro la monotonia.

Siamo stati vicini, vicini e abbiamo avuto i nostri concerti assurdi a casa.

Ricominceremo!

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