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Audrey Hepburn: l’icona di stile più amata di sempre

Audrey Hepburn: l’icona di stile più amata di sempre

Audrey Hepburn è stata un’attrice britannica, una delle più famose e ammirate, dello scorso secolo, mentre nel 2020, a 27 anni dalla sua morte, è ancora un’icona di stile e di eleganza ammirata da chiunque.

Qualsiasi sia la vostra età, qualsiasi siano i vostri interessi, non potete non conoscere la bellissima attrice dagli occhi da cerbiatto, che raccoglieva in sé un mix di «fascino, innocenza e talento», come la descrive William Wyler, regista di Vacanze romane.

Una vera e propria diva, dentro e fuori dallo schermo. Perché, oltre agli innumerevoli premi vinti nel corso della sua vita, Audrey Hepburn è stata anche una grande donna, ed è questo ad averla resa un personaggio immortale.

Lo scorso lunedì, 4 Maggio, l’attrice avrebbe compiuto 91 anni e, in onore del suo compleanno, ripercorriamo la sua vita per comprendere come è diventata l’icona di stile che ancora oggi veneriamo.

Audrey Hepburn: la vita durante il nazismo

Il vero nome della donna che conosciamo come Audrey Hepburn è, in realtà, Audrey Kathleen Ruston, nata a Bruxelles il 4 Maggio del 1929.

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Fonte: pexels

Essendo nata tra le due guerre mondiali e trovatasi da bambina a dover vivere la seconda, la piccola Audrey ha vissuto la sua infanzia fra privazioni e fame. Questo l’ha portata ad avere un fisico molto magro, invidiato da tante altre donne, e anche diversi traumi che poi avrebbero anche influenzato le sue scelte future.

 

Il padre era un simpatizzante nazista e ha abbandonato la famiglia quando la piccola diva era ancora una bambina; così lei ha vissuto insieme alla madre a ai fratelli a Arnhem, cercando di sfuggire agli attacchi nazisti.

È proprio in questa città che Audrey comincia a frequentare una scuola di ballo sognando di diventare una danzatrice. Il suo idolo era Margot Fonteyn.

Nel 1994, dopo essere stata costretta a cambiare il suo nome troppo inglese in Edda van Heemstra, diviene una prima ballerina e si esibisce in molti spettacoli segreti per raccogliere fondi per la resistenza contro il nazismo.

Di questi spettacoli, ricorda:

«Il miglior pubblico che io abbia mai avuto non faceva il minimo rumore alla fine dello spettacolo.»

Audrey Hepburn

La carriera d’attrice

Dopo aver dovuto accantonare il sogno di essere una ballerina di professione a causa della sua altezza (1.67, troppo alta per quel tempo) e della malnutrizione che aveva avuto durante la seconda guerra mondiale, ha provato a divenire un’attrice.

La sua carriera come attrice iniziò nello spettacolo teatrale “Gigi”, da cui vinse il Theatre World Award. 

A soli 22 anni interpretò la principessa Anna in “Vacanze romane” e vinse l’Oscar come migliore attrice protagonista.

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Fonte: pixabay

Si dice che il regista avesse in mente per il ruolo della principessa Elizabeth Taylor, ma il provino di Audrey Hepburn, con la sua innocente e l’espressività del suo volto, hanno convinto il Wyler a scegliere lei.

3 anni dopo, invece, divenne ufficialmente una star di Hollywood grazie al film “Sabrina”, diretto da Billy Wilder, grazie a cui viene candidata per una seconda volta all’Oscar.

In questo film sarà vestita da Hubert de Givenchy, che ne resta enormemente affascinato, poiché ritiene che la Hepburn possedesse una bellezza diversa da quella dell’epoca, addirittura rivoluzionaria.

Infatti dobbiamo ricordare che gli anni ’50 sono gli anni di Elizabeth Taylor e Marylin Monroe, dei corpi a clessidra, fianchi larghi, cosce piene e vita stretta.

Mentre, Audrey Hepburn, era l’opposto: alta e magra, con un fisico molto sottile.

Questo la rende protagonista di tante prime pagine dei più famosi giornali, tra cui Vogue.

L’apice del successo, il film che l’ha resa anche l’idolo delle ragazzine di oggi, l’ha raggiunto con Colazione da Tiffany (1961).

Vita privata, missioni umanitarie e ultimi anni di Audrey Hepburn

Una delle prime relazioni, di cui siamo a conoscenza, di Audrey Hepburn, è quella con l’attore William Holden, suo collega in “Sabrina”, tuttavia entrambi furono ostacolati dalla casa di produzione del film che vietava agli attori di legarsi sentimentalmente.

Nel 1954 si lega in matrimonio con Mel Ferrer, suo collega, e, nel 1960, dopo diversi aborti spontanei, nasce il loro primo figlio, Sean.

Il matrimonio con Ferrer non va a buon fine e i due decidono di divorziare, ma l’attrice non perde le speranze nell’amore, infatti si sposa con Andrea Dotti, uno psichiatra di Roma.

Da lui avrà un secondo figlio, Luca, nato nel 1970. Tuttavia, anche il suo secondo matrimonio la porta a un divorzio.

Avrà una relazione con Ben Gazzara e, infine, con Robert Wolders, che le sarebbe stato accanto fino alla sua morte.

Poco dopo la sua ultima apparizione cinematografica nel 1988, fu nominata ambasciatrice speciale dell’UNICEF e si dedicò fino alla morte ad aiutare i bambini dei paesi poveri del mondo.

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Fonte: pixabay

La sua prima missione in etiopia fu nel 1988 e visitò un orfanotrofio, a cui fece anche mandare del cibo per i 500 bambini che si trovavano lì.

«Mi si è spezzato il cuore. Non posso sopportare l’idea che due milioni di persone stiano morendo di fame. […] Il termine “Terzo Mondo” non mi piace perché siamo tutti parte di un mondo solo. Voglio che la gente sappia che la maggior parte degli esseri umani sta soffrendo»

Audrey Hepburn, L’ange des enfants

Dopo esser stata nell’89 in Sudan, dove fece arrivare cibo e acqua alla popolazione nel bel mezzo della guerra civile, andò nel ’92, qualche mese prima di morire, in Somalia, viaggio definito da lei “apocalittico”.

«Ci sono tombe ovunque. Lungo la strada, sulle rive dei fiumi, vicino a ogni campo… ci sono tombe ovunque.»

Audrey Hepburn, L’ange des enfants

Nel 1992, il presidente degli Stati Uniti George H. W. Bush premiò Audrey Hepburn con la medaglia presidenziale della libertà, uno dei più importanti riconoscimenti che si possono attribuire a un civile americano.

Nel 1992, a soli 63 anni, in seguito a forti dolori allo stomaco, le fu diagnosticato un cancro al colon e, nonostante i diversi interventi, ormai il cancro era troppo sviluppato per essere curato.

Audrey morì il 20 Gennaio del 1993 nel sonno, mentre si trovava nel suo appartamento in Svizzera.

In seguito alla sua morte il figlio Sean fondò l'”Audrey Hepburn Childern’s Fund”, per aiutare i bambini dei paesi africani ad avere un’istruzione.

Nel 1993, l’Academy of Motion Picture Arts and Science l’ha anche premiata con il Premio uminatario Jean Hersholt, per il suo aiuto all’umanità.

Cosa ha reso Audrey Hepburn l’icona di stile più amata di sempre

Audrey Hepburn non è stata solo una grande attrice, un’ottima ballerina, una donna stupenda, ma è stata soprattutto una persona dal cuore troppo grande.

A partire dagli spettacoli per raccogliere fondi durante il nazismo, finendo con l’aiuto che dava insieme all’UNICEF ai bambini che ne avevano bisogno, non ha mai avuto paura a mettere il proprio volto e il proprio nome per aiutare le persone.

Ma, in realtà, la donna bellissima che adesso vediamo e ammiriamo, in realtà non era alto che una semplice donna, come tutte le altre.

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Fonte: pixabay

Aveva delle insicurezze e, addirittura, si vedeva piena di difetti.

Non le piaceva il suo naso, lo riteneva troppo grosso.

Non amava i suoi piedi, pensava che fossero troppo grandi.

Non apprezzava il suo fisico, si vedeva troppo magra.

Non le piaceva il suo seno, lo riteneva troppo piccolo.

 

Probabilmente è perché è nata negli anni sbagliati, o forse è stata proprio lei a rendere gli anni successivi i suoi anni.

Era normale per Audrey Hepburn odiare il proprio fisico snello, nell’epoca di Marylin Monroe, che aveva una bellezza totalmente opposta a quella della Hepburn.

È proprio come si sente una ragazza, o un ragazzo, nei tempi moderni, quando vede modelli e fashion blogger su Instagram perfetti, smesso modificati da filtri o chirurgia, e finisce per odiare il proprio aspetto.

Però il fatto che Audrey Hepburn si vedesse sbagliata, non accettasse al 100% il suo aspetto sebbene fosse bellissima e ancora oggi sia considerata tale, dovrebbe solo far ragionare i giovani e gli adulti che, in fin dei conti, ognuno è bello a modo proprio.

È normale non apprezzare tutto di sé, è normale essere diversi dallo standard di bellezza, ma questo non ci rende bruttifuori luogo.

Quindi, perché la Hepburn è considerata un’icona ancora oggi?

Perché Audrey, oltre a essere un’attrice, oltre a essere una bellissima donna, era un essere umano.

 

 

 

Fonte: d-art.it

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