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Cinquant’anni fa ci lasciava Jack Kerouac, padre della Beat Generation

Cinquant’anni fa ci lasciava Jack Kerouac, padre della Beat Generation

50 anni fa moriva Jack Kerouac, padre del movimento beat e simbolo della Beat Generation. Riscopriamo insieme lo scrittore che segnato intere generazioni.

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Fonte foto: The New Republic

 

Il sogno dell’on the road, il sapore della strada e della libertà ce l’ha insegnato Jack Kerouac, il padre della Beat Generation.

Kerouac ha saputo dipingere uno spaccato dell’America dei suoi anni attraverso le sue opere, soprattutto Sulla strada.

Kerouac nasce il 12 marzo del 1922 a Lowell, figlio di immigrati franco-canadesi. Nel 1928 iniziò a frequentare una scuola parrocchiale, che spingeva i bambini a reprimere la propria sessualità: Kerouac, infatti, fu costretto a lavorare molto su sé stesso per poter descrivere le relazioni sessuali correttamente, nei suoi romanzi, in futuro.

Molte delle vicende che ha passato durante l’infanzia e l’adolescenza (le relazioni, i giochi con gli amici), sono al centro di molti suoi romanzi, come Maggie Cassidy e Il Dottor Sax.

Nel 1940 s’iscrisse alla Columbia University e un infortunio alla gamba lo costrinse a ritirarsi dal football. Il tempo guadagnato fu impiegato da Kerouac per visitare locali jazz e per dedicarsi alle letture che lo caratterizzeranno anche nella sua scrittura futura, come Hemingway, Joyce e Wolfe.

Nel 1943 iniziò il servizio militare in marina, ma si ritirò dopo soli 10 giorni: gli fu riscontrato un disagio psichico, che peggiorerà in futuro, con l’uso di alcol e droga.

Il 1944 fu un anno cruciale per Kerouac, poiché incontrò William S. Burroughs e Allen Ginsberg, coi quali diede vita alla Beat Generation.

La Beat Generation fu un movimento che trovò la sua espressione in diversi campi artistici, come la letteratura, la pittura e la poesia.

Gli elementi principali della cultura Beat erano il rifiuto delle imposizioni, le innovazioni dello stile, la sperimentazione delle droghe, la sessualità alternativa, l’interesse per la religione orientale e il rifiuto del materialismo.

Nel 1946 Kerouac ebbe un altro incontro, forse il più importante della sua vita, questa volta con Neal Cassady, un giovane di 20 anni finito in riformatorio, con interessi letterari; Cassady, secondo Kerouac, rappresentava l’emblema della vera emarginazione sociale e divenne una fonte essenziale per la sua arte, oltre a diventare il protagonista del suo capolavoro, Sulla strada, sotto il nome di Dean Moriarty.

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Fonte foto: Pinterest

Nel luglio del 1947 Kerouac decide di intraprendere il suo primo viaggio per il Nord America, per raggiungere l’amico Cassady, ormai trasferitosi a Denver: il viaggio che fece, costituisce la prima parte del romanzo Sulla Strada.

La stesura del romanzo iniziò i primi di novembre del 1948, anche se la versione che, poi, venne pubblicata è un’altra. La versione definitiva fu scritta nel 1951, in sole tre settimane.

La sua fu una vita alla deriva, senza fermarsi mai per troppo tempo in un posto, caratterizzata da lavori saltuari, nuove droghe e viaggi.

Nel settembre del 1957 venne pubblicato Sulla strada e fu follemente amato dai giovani lettori, che ritrovavano in quelle pagine il senso di libertà dei grandi spazi americani, la ricerca del sogno americano e la riappropriazione di sé stessi.

Sulla strada era un romanzo che raccontava l’incontro tra Sal Paradise (il personaggio in cui si rispecchiava Kerouac) e Dean Moriarty (ispirato a Neal Cassady).

Il romanzo è ambientato negli anni Quaranta ed esprime tutti i valori della Beat generation (ne è, infatti manifesto): i viaggi per tutti gli Stati Uniti, le nuove droghe, la sessualità libera, ma soprattutto, la libertà.

Lo stile del romanzo riprende quello del grande romanzo americano, con descrizioni molto ricche, la presenza di paesaggi desolati e il senso di libertà di un viaggio che non finirà mai.

Negli ultimi anni della sua vita, Kerouac era oppresso dalla dipendenza dall’alcol e dalle droghe, con la sua psicosi sempre più forte.

Il suo caratteraccio lo portò ad una rottura con la stampa, che iniziò a stroncare tutti i suoi romanzi.

Proprio negli ultimi anni, Kerouac trascorre una parentesi della sua vita in Italia: l’editore Mondadori lo aveva invitato in Italia per fare pubblicità alla collana della Medusa.

Inoltre, il 27 settembre 1966 fu intervistato da Fernanda Pivano, la quale, però, non riconobbe quell’artista che aveva segnato una generazione, ma solo un uomo ormai divorato dall’alcol.

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Fonte foto: Corriere

Nel 1967 morì l’amico di sempre Cassady, per un’overdose di barbiturici e alcol e Kerouac non riuscì mai ad uscire dalla sua disperazione.
Il 21 ottobre del 1969 morì di cirrosi epatica, per colpa di un’emorragia grave.

Indubbiamente Kerouac è stato uno degli scrittori più importanti americani e del mondo. I suoi romanzi e il suo contributo per la nascita della Beat Generation hanno segnato intere generazioni, sia le contemporanee che le future.

Kerouac ha segnato profondamente anche lo stile letterario: il suo tratto distintivo fu la prosa spontanea, caratterizzata dalla libertà mentale e quella lessicale.

Kerouac non è stato solo l’autore di Sulla strada, uno dei romanzi più importanti della letteratura americana moderna, ma è stato la voce di un’intera generazione, che ha esplicato il vuoto e la solitudine di tanti giovani e quella voglia di libertà dopo il dolore della guerra.

Soprattutto nel romanzo Sulla strada, vediamo la voglia del protagonista (quindi dello stesso Kerouac) di riappropriarsi degli spazi, vediamo la voglia di riottenere la libertà, la descrizione dettagliata dei paesaggi naturali, la voglia di tornare all’essenza della società americana; è un romanzo di formazione che aiuta a crescere.

Dal romanzo è stato tratto un film con Kirsten Stewart, Garrett Hedlund e Sam Riley. 

Tante furono le tendenze degli anni Sessanta, ispirate dai lavori di Kerouac, come il mollare tutto e mettersi in viaggio, un nuovo linguaggio nella musica, la rivendicazione della propria libertà nelle proteste studentesche.

Kerouac ha plasmato una generazione, nonché le successive, che possono apprendere quanto sia stato affascinante il periodo della Beat Generation.
Col romanzo Sulla strada, cerchiamo immaginarci negli anni Cinquanta, in un mondo fatto di autostrada, libertà sessuale e libertà di essere sé stessi e di fare ciò che si vuole.

Grazie Jack Kerouac per averci dato tutto ciò.

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