Codice rosso per le donne è legge. Tutti i reati, dallo stalking al revenge porn.

Il codice rosso diventa legge con 197 voti a favore, 47 astenuti (tra cui PD e LEU) e nessun voto contro.

“La legge CODICE ROSSO rappresenta il massimo che si può attualmente fare sul piano legislativo per combattere la violenza sulle donne.

Ma non basta. La violenza sulle donne è molto spesso una conseguenza delle discriminazioni; dunque gli interventi legislativi devono essere accompagnati da azioni concrete sul piano culturale.”

Giulia Bongiorno.

Ministro delle Pubblica Amministrazione.

“Più sicurezza e protezione per le donne vittime di violenza: grazie al CODICE ROSSO, i magistrati dovranno ascoltarle entro tre giorni dalla denuncia.”

Matteo Salvini.

Cosa prevede la legge CODICE ROSSO?

  • Il pubblico ministero ha tre giorni dall’iscrizione della denuncia per assumere informazioni, con eccezione se la vittima è un minore.
  • La polizia deve agire “senza ritardo” per il compimento di tutti gli atti del pubblico ministero.
  • Il M5S ha voluto l’allungamento dei tempi, cioè la vittima non ha più sei mesi per denunciare, ma dodici mesi.

TUTTE LE MODIFICHE DEI REATI E NUOVI REATI INTRODOTTI

I reati di maltrattamenti contro familiari o conviventi passano dalla reclusione “da due a sei anni” ad una pena che va “da i tre e i sei anni di carcere.” La pena aumenta se il fatto è compiuto in presenza di un minore, di una persona con disabilità, donna in stato di gravidanza o se fatto con armi.

Il reato di stalking “dai sei mesi a cinque anni” passa a  “da uno fino a sei anni”.

E’ stato introdotto anche il reato per chi sfregia con l’acido. Chi provoca lesioni al viso di una persona sarà punito con la reclusione da otto a quattordici anni. Se lo sfregio provoca la morte, la pena è l’ergastolo.

Per i reati di violenza sessuale la pena sarà dai sei anni ai dieci di carcere. Se la vittima è un minore la pena aumenta a quattordici anni.

È stata approvata la legge del Reveng Porn, reato già menzionato da noi QUI.

Pena che va da uno a sei anni di carcere e multe fino a quindicimila euro.  La condanna colpisce anche i destinatari di foto e/o video hard che a loro volta inoltrano o pubblicano il materiale. La pena aumenta se i fatti sono commessi dal coniuge, anche se separato o divorziato.

Passi importanti quelli fatti in parlamento. Passi che vanno a tutelare le donne che ad oggi, purtroppo, sono sempre più vittime di reati che non vorremmo vedere o sentire più. Con la speranza che questi cambiamenti ottenuti, possano dare più coraggio alle vittime, di denunciare fatti gravi compiuti da persone che non possono e non devono restare impunite.

Annapaola Brizzi

Views All Time
Views All Time
30
Views Today
Views Today
1
Next Post

Vintage Friday: i dieci film più cult degli anni Novanta

Facebook Twitter LinkedIn Gli anni Novanta hanno prodotto una grandissima quantità di pellicole diventate, poi, dei veri e propri cult. Per il Vintage Friday, vediamo quali sono i 10 film più cult degli anni Novanta. Gli anni Novanta non ce li ricordiamo solo per le Spice Girls e le salopette […]

Subscribe US Now