• thewebcoffeeyt@gmail.com
  • Italia
Tutti
Vintage Friday: Glee, l’iconica serie che ci ha fatto cantare e piangere

Vintage Friday: Glee, l’iconica serie che ci ha fatto cantare e piangere

Il prossimo 30 giugno arriverà (finalmente) su Netflix la serie tv Glee. Per il Vintage Friday, ricordiamo questa serie che ci ha conquistato dalla prima canzone.

Glee-1-320x213 Vintage Friday: Glee, l'iconica serie che ci ha fatto cantare e piangere
Fonte foto: Hall of Series

 

Il prossimo 30 giugno arriverà la serie Glee, con tutte le sei stagioni, sulla piattaforma Netflix.

Non importa se non lo abbiate mai visto o se siate al sesto rewatch: avrete sicuramente sentito parlare della serie musicale più famosa del mondo delle serie tv.

Glee è una serie televisiva statunitense, prodotta e trasmessa dal 2009 al 2015.
Al centro della storia, ci sono le Nuove Direzioni, un gruppo di canto corale coreografato, che partecipa a numerose gare.
Il gruppo non potrebbe essere più vario: nerd, cheerleader, giocatori di football, tutti sono accettati nel Glee Club.

All’inizio della serie, il gruppo è formato solo da cinque persone: Rachel, Kurt, Mercedes, Tina ed Artie. Tutti loro, per un motivo o per l’altro, vengono considerati degli emarginati, per dei sogni che vogliono raggiungere, per le loro condizioni fisiche o per le loro preferenze sessuali.
La situazione cambia quando il professor Schuester, direttore del Glee Club, convince (con l’inganno) Finn, il quarterback, ad unirsi al coro, dopo aver sentito la sua bellissima voce.
Sarà proprio Finn, leader nato, a portare altri componenti al Glee Club che, nonostante le differenze fra loro, riusciranno a trovare nel gruppo, una famiglia e delle persone che non abbandonano nessuno, neanche nei momenti di difficoltà.

 

Tumblr_nlmdou9Qak1s57bimo1_1280-320x213 Vintage Friday: Glee, l'iconica serie che ci ha fatto cantare e piangere
Fonte foto: Glee Wiki

 

Glee è più di un teen drama: non ci sono adolescenti ricchi che fanno quello che vogliono, non ci sono elementi fantastici, niente di niente.
Il filo conduttore è la musica, ma sullo schermo vengono rappresentati, con realismo, i problemi dell’adolescenza, ma anche tematiche importanti e più delicate da trattare.
Nel corso della serie vediamo i protagonisti scontrarsi con l’omofobia, il bullismo, la gravidanza in età adolescenziale, le sparatorie a scuola, il suicidio, ma anche temi più leggeri come il primo amore, la prima volta ed i primi cuori spezzati.
La forza di Glee è proprio questa: la serie riesce a trattare temi molto profondi, ma ci riesce, parlando un linguaggio semplice, che va dritto allo spettatore, il tutto diluito da bellissime cover di canzoni famose.

Uno degli elementi più importanti è sicuramente la musica. Ogni puntata è arricchita da diverse performance musicali. La musica di Glee spazia dalle vecchie leggende della musica alle novità musicali, si passa dal rock al pop ed, ovviamente, c’è una grossa presenza di canzoni di musical.
Nel corso della serie ci sono state dedicate ad artisti in particolare: Madonna, Lady Gaga, Britney Spears (a lei furono dedicate ben tre puntate) e Billy Joel e sono solo alcuni esempi.

Tante sono state le guest-star che hanno partecipato alla serie, mostrando anche il loro talento musicale, come Gwyneth Paltrow, Kristin Chenoweth, Idina Menzel, Neil Patrick Harris (celebre il suo duetto con Matthew Morrison sulle note di Dream On degli Aerosmith) e Whoopi Goldeberg.
Le canzoni inserite vengono usate per il percorso narrativo della puntata.

La serie è composta da 5 stagioni e, fino alla terza stagione, segue la storia della formazione iniziale del Glee Club. Alla fine della terza stagione, le strade si dividono: alcuni vanno a New York, alcuni partono per il college ed altri rimangono per l’ultimo anno. A loro si aggiungono delle new-entry, che entrano a far parte del Glee Club.

 

540299_10150927209872044_55482772043_9806115_427183808_n-320x222 Vintage Friday: Glee, l'iconica serie che ci ha fatto cantare e piangere
Fonte foto: Cube Magazine

 

Tante sono le cose che i fan di Glee ricorderanno sempre con affetto:

-Le coppie nate nella serie, che abbiamo “shippato” fin dall’inizio, come Kurt e Blaine, Brittany e Santana e, ovviamente, Rachel e Finn.

-Le performance musicali e le cover che (a volte) abbiamo preferito alle versioni originali

-Le lacrime versate per certi episodi: quando Rachel va a New York, il tentato suicidio di Karofsky, ogni volta che una coppia scoppiava (la quarta puntata della quarta stagione la ricorderemo come una delle puntate più tristi della storia della tv), la puntata The Quarterback.

-La voglia di unirsi ad un Glee Club, perché avere un gruppo di amici del genere, lo abbiamo sempre sognato

-Le puntate dedicate ai musical, come The Rocky Horror Picture Show, Grease e West Wide Story

 

Ma ci sono comunque delle ombre nella serie: uno degli shock più forti per i fan, è stata la morte di Cory Monteith, l’interprete di Finn.
L’attore aveva avuto problemi di droga in passato ed è stato ritrovato in una camera d’albergo, senza vita, il 13 luglio 2013; la sua morte sarebbe stata causata da un mix di eroina ed alcol.
Oltre al grande shock per la sua morte e per la perdita di uno dei nostri personaggi preferiti, bisogna dire che l’attore era fidanzato con la sua collega Lea Michele, alias Rachel, facendo dei due una coppia sia sul set che fuori di esso.
Un’altra ombra sulla serie è dovuta a Mark Salling, il Puck di Glee. L’attore era stato accusato, nel 2013, di tentata violenza sessuale e, nel 2015, era stato arrestato per possesso di materiale pedo-pornografico. L’attore rischiava tra i quattro ed i sette anni di prigione, quando è stato trovato impiccato il 30 gennaio 2018, in un apparente suicidio.

 

puck_finn-ftr-320x180 Vintage Friday: Glee, l'iconica serie che ci ha fatto cantare e piangere
Fonte foto: Hollywood Life

 

Nonostante la perdita di questi due attori, i fan sono rimasti fino all’ultimo con Glee. Il creatore Ryan Murphy ha affermato che sapeva, fin dall’inizio, come sarebbe dovuto finire Glee (con Rachel e Finn insieme), ma la morte di Monteith ha cambiato le cose. Il cast e la produzione gli hanno dedicato una puntata nella quinta stagione, The Quarterback (per richiamare il suo soprannome ed il suo talento da leader), che è un tributo sia per il suo personaggio e sia come amico.

Il successo di Glee sta proprio negli elementi per cui ci manca la serie: il senso di appartenenza a qualcosa di speciale, le relazioni realistiche fra i protagonisti, le tematiche importanti raccontate con delicatezza, ma soprattutto, il messaggio che lancia agli spettatori: puoi essere ciò che vuoi, nessuno può dirti cosa puoi o non puoi fare, basta credere in sé stessi.

Adesso Glee torna su Netflix ed i fan sono pronti all’ennesimo rewatch, per piangere e cantare sui loro momenti preferiti della serie.
Questo inserimento su Netflix è anche un’opportunità per chi non ha mai visto la serie che, finalmente, può recuperare.

“Don’t stop believing”

 


icon-stat Vintage Friday: Glee, l'iconica serie che ci ha fatto cantare e piangere
Views All Time
892
icon-stat-today Vintage Friday: Glee, l'iconica serie che ci ha fatto cantare e piangere
Views Today
1