La break dance mi ha salvato dai bulli: la storia di Alessandra Cortesia

Alessandra Cortesia, da bullizzata ad Alfiere della Repubblica. La giovanissima trevigiana, è medaglia d’argento alle olimpiadi giovanili di break dance e pochi giorni fa è stata insignita della carica di Alfiere della Repubblica.

Il Presidente Sergio Mattarella ha deciso di premiarla perché con il suo impegno e la sua forza è riuscita a ribellarsi ai bulli che a scuola la costringevano a portare i loro zaini e la prendevano in giro e a trovare la sua strada. L’abbiamo intervistata per voi.

Quando hai iniziato a ballare?

Ho iniziato seriamente quando avevo 12 anni

Hai iniziato subito con la break?

Avevo fatto alcune lezioni di break quando ero molto piccola, ma lo ero troppo quindi ho smesso. Ho ripreso con l’hip hop qualche tempo dopo ma subito sono tornata al breaking perché ho capito che era la mia strada.

La break dance per te cosa rappresenta?

Il breaking per me è tutto, ci sono tanto legata, sono legata alle sensazioni che mi dà, sono legata alle persone che mi ha fatto incontrare. È stato la mia salvezza e tutt’ora è la mia valvola di sfogo. È come una persona sempre presente, pronta a sollevarmi dalle giornate pesanti. Oltre a tutto questo, è anche divertimento: io mi diverto mentre ballo, sono serena e felice. Mi fa stare bene.

La break dance è stata la tua ancora di salvezza per uscire dalla situazione di bullismo che ti eri ritrovata ad affrontare a scuola. Che cosa vorresti dire ai ragazzi che si trovano ad essere vittime come lo eri tu?

Vorrei dire di parlarne, trovare una valvola di sfogo o di farlo capire ma non di nasconderlo, per quanto possa essere difficile, vi salva la vita. È uno sforzo che va fatto.

C’è qualcosa che vorresti dire anche a chi fa il bullo?

Vorrei dire loro di pensare a iniziare a costruire il loro futuro partendo dall’umiltà e di accettare le proprie fragilità senza nascondersi dietro a caratteri costruiti e all’arroganza perché a lungo andare rimarranno soli.

Ma torniamo a parlare delle gioie che ti hanno investita in questo ultimo periodo e parliamo della tua passione, la danza: come è stato partecipare alle olimpiadi di break? Cosa hai provato quando hai vinto?

È stata un’esperienza molto bella e mi ha lasciato tanto da ricordare. Quando ho vinto, ho sentito che tutti gli sforzi erano stati ripagati ed ero felice e fiera di me e di tutti quelli che mi hanno sempre sostenuta e che mi sono stati vicini.

Quando ti hanno chiamato per informarti che il Capo dello Stato voleva insignirti del titolo di Alfiere della Repubblica, come ti sei sentita?

Sicuramente ne sono felice e onorata perché è un riconoscimento molto importante e mi fa piacere che abbia scelto proprio me.

Alessandra, sei molto giovane e quindi sicuramente hai ancora molti sogni e molti progetti, ti va di raccontarci quali sono?

Per adesso vorrei tanto girare il mondo ballando e lasciando il segno, facendomi conoscere il più possibile e diventare forte nel breaking a livello mondiale.

Speriamo che i sogni di Alessandra si possano realizzare, sicuramente ce la metterà tutta come ha fatto in questi anni, allenandosi duramente tutti i giorni e trovando in se stessa una forza tale da contrastare le paure che potevano arrivarle dall’esterno. La giovane trevigiana sta diventando un’icona per le ragazze e le bambine che amano ballare, ma anche e soprattutto per le vittime di bullismo. Vorremmo tanto che la sua storia diventasse un esempio per i giovani della sua età.

Articolo di Erika Franceschini

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