22 Febbraio, le guide e gli scout festeggiano il Thinking Day

22 Febbraio, le guide e gli scout festeggiano il Thinking Day

“Scout, lasciate il mondo migliore di come lo avete trovato”.

Ci siamo, oggi 22 Febbraio tutte le guide e gli scout del mondo si riuniscono per celebrare insieme La Giornata del Pensiero. Un’occasione preziosa e speciale per riflettere sul senso del Guidismo (e dell’essere scout in generale) e rivolgere un pensiero a tutte le guide del mondo.
Il 22 Febbraio fu scelto come giorno da celebrare in quanto compleanno dei due fondatori dello Scoutismo e del Guidismo: Baden Powell e Olave Baden Powell.

La Giornata Mondiale del Pensiero.

Questa Giornata speciale nacque dopo la quarta Conferenza Internazionale del Guidismo, tenutasi presso Camp Edith Macy, da parte delle Girl Scouts of the USA. In questa occasione, alcune delegate evidenziarono il bisogno di un giorno speciale internazionale in cui le Guide dedicassero il loro pensiero alla diffusione del Guidismo e alle loro sorelle Guide in tutto il mondo.

Da quel momento tutte le guide del mondo durante questo giorno donano simbolicamente un penny, un soldo o una raccolta di offerte, da destinare per lo sviluppo o il sostegno del Guidismo nei paesi in difficoltà.

scout

Nel 1999, alla trentesima Conferenza Mondiale, tenutasi in Irlanda, il nome fu cambiato da “Thinking Day” a “World Thinking Day“, così da enfatizzare l’aspetto globale di questo giorno speciale.

L’Associazione Mondiale Guide ed Esploratrici sceglie un tema per ogni World Thinking Day e propone delle attività correlate. Quest’anno, il tema è la leadership, intesa come viaggio condiviso che ci consente di lavorare insieme e apportare un cambiamento positivo nelle nostre vite, in quelle degli altri e nella società.

Cos’è il Guidismo.

Il Guidismo nasce come movimento parallelo a quello dello Scoutismo e si rivolge ai membri femminili.
Nacque nel 1910, tre anni dopo che Baden Powell lanciò il primo campo a Brownsee, esattamente da sua sorella. Qualche anno più tardi viene lasciato alla moglie di B.P., Lady Olave che viene proclamata Prima Guida del Mondo.

Quando il 4 settembre del 1909 B.P. organizzò un incontro di ragazzi scout a Londra, al quale parteciparono oltre 11 mila ragazzi, non aveva messo in conto la sorprendente partecipazione di un gruppetto di ragazze entrate di nascosto, che aspettavano di essere passate in rassegna a fianco dei loro “colleghi” maschi. Le ragazze infatti avevano cominciato a intraprendere attività scout di loro spontanea volontà, indossavano l’uniforme, compresa di fazzoletto e cappellone.

Quando il Capo Scout allora si avvicinò a quella che era la squadriglia delle Volpi, chiese loro: “Che cosa state facendo qui? ” , e la risposta convintissima fu: ” Vogliamo fare la stessa cosa dei ragazzi. Vogliamo essere Girl Scouts! 

Perché guide e non esploratrici?

“Recentemente mi è stato chiesto perché avessi scelto il nome di guide per il movimento delle ragazze, invece di chiamarle “Girl Scouts”. Ebbene, la mia idea era questa. Oggi, le donne si sono conquistate negli affari del mondo una parte assai maggiore che in passato. Tale evoluzione, oltre ad esser nuova per loro, è anche un vantaggio palpabile per il progresso umano. La formazione delle guide è strutturata in modo da preparare la giovane generazione ad assumersi questa accresciuta responsabilità.

C’è tuttavia da sperare che le nuove attività delle donne non cambieranno la loro mentalità al punto da indurle a dimenticare i loro speciali poteri-doveri in quanto donne. Uno dei più grandi tra questi è la forte influenza verso il bene che esse possono, se vogliono, esercitare sugli uomini. Tale influenza può rafforzata dal miqlior cameratismo che deriva da una più larga esperienza di vita: ma può esser indebolita dall’intrusione in quello che è decisamente il settore degli uomini. Le capacità di creare un focolare e di formare un carattere, che sono ad un tempo privilegio e responsabilità delle donne, sono oggi richieste più che mai, così come lo sono la tenera simpatia, il paziente coraggio, e la tranquilla dignità che aiuta un uomo e rialza il livello della sua cavalleria.

Perciò il valore di una donna in gamba nel mondo è più alto che mai sia in quanto consigliera che come compagna dell’uomo.

Il termine “guidare” sembra riassumere in una parola l’alta missione della donna, come madre, come moglie e come cittadina. Il nome di “guida” è quindi il migliore che possa esser dato a una ragazza, quale alto richiamo all’ideale cui essa si sta preparando. Questo valore sarebbe perduto e lo scopo svilito se si usasse il termine “scout”. Ciò significherebbe niente di più che l’imitazione del movimento dei ragazzi senza uno scopo od idea ulteriori, e inviterebbe le ragazze a seguire un modello altrui piuttosto che assumerne uno loro proprio, a indebolire la loro posizione anziché rafforzarla come la vita moderna richiede”.

(B.-P., in Jamboree, ottobre 1921)

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