Alla scoperta di Empoli : tra arte, cultura e “vetro”

Alla scoperta di Empoli : tra arte, cultura e “vetro”

Se si pensa alla città di Empoli (salvo forse chi ci abita, per la quale è sempre bellissima), per molti è una città “anonima”, normale, senza bellezze che eccellono.

Sì, è vero, Empoli è una città della Toscana forse meno conosciuta e meno contemplata rispetto alle “divine” Siena, Firenze, Arezzo, Grosseto, ma non per questo va sottovalutata dal punto di vista turistico. 

Perché anche Empoli ha le sue bellezze: basta solo scoprirle.  

Nodo centrale del centro storico, in questa piazza sono ubicati alcuni tra i monumenti più importanti della città toscana, come la la Collegiata di Sant’Andrea e il  Palazzo Ghibellino.

Prende il nome dal nobile ghibellino, ovvero sostenitore citato da Dante nel VI canto dell’Inferno tra i “fiorentini ch’a ben far puoser li ‘ngegni e incontrato successivamente nel canto X tra gli eretici, in particolare tra gli epicurei che non credono in un’esistenza dopo la morte”. 

I portici che la circondano, in origine, erano in legno e sotto di essi veniva ospitato il mercato cittadino che tradizionalmente si teneva il giovedì, come già attestato dagli statuti quattrocenteschi del comune, e nel quale venivano scambiate diverse merci, come grano, biada, lino e lana, olio, frutta, panno lino, maiali, sala, mortella di nocciole.

La piazza è anche rinomata dagli abitanti  Piazza dei Leoni, in quanto al centro di essa vi è una fontana in marmo con due leoni accucciati ai suoi piedi, realizzati da Luigi Pampaloni del 1827.

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  • Collegiata di Sant’Andrea

Fonte: Wikipedia

La sua facciata in “romanico fiorentino” con la sua serie di intarsi geometrici o fitomorfi di serpentino verde del monte Ferrato sul marmo bianco di Carrara non passa di certo inosservata. Ma questa è solo uno degli elementi che rendono la collegiata di Sant’Andrea  il principale luogo di culto di Empoli, una tappa irrinunciabile.

A questa, infatti, si aggiungono il trittico di Lorenzo di Bicci raffigurante la Madonna in trono fra i Santi Martino, Andrea, Agata e Giovanni Battista, e il celebre Crocifisso risalente al XIV secolo, considerato miracoloso in quanto avrebbe fatto cessare l’epidemia di peste che sconvolse Empoli nel 1399.
All’interno della Collegiata, inoltre, si trova, uno dei più antichi musei ecclesiastici.

 

  • Torre di Santa Brigida

Empoli

È senza dubbio un altro degli angoli più suggestivi della città di Empoli,unico resto di quelle mura che circondavano la città in epoca medievale e la protessero dall’assedio degli spagnoli di Carlo V nel 1530 (seppur per poco, perché venne comunque assediata). Da qualche anno questo luogo e il giardino che lo circonda sono sede di diversi eventi all’aperto, come cinema e spettacoli.

  • Museo del Vetro

Se pensiamo al vetro, alla sua produzione, lavorazione, a molti, se non a tutti viene in mente subito Venezia, e in particolare l’isola di Murano , il cui vetro è rinomato ed esportato in tutto il mondo.

Ma se pensiamo che l’intera isola sia l’unico museo del vetro sul suolo italiano, beh… dobbiamo ricrederci: ad Empoli infatti, è il situato il MUVE, il Museo del Vetro, grazie al quale la città toscana si attesta come seconda città per la produzione artistica del vetro.

Fonte: MuVe

 

Costruita nella seconda metà del XIV secolo nel centro di Empoli per conservare e distribuire il sale proveniente dalle saline di Volterra, oggi questa struttura racchiude al suo interno fiaschi, damigiane, recipienti e strumenti per la vinificazione e l’imbottigliamento del vino e dell’olio, che fanno parte della sezione del vetro verde. Insieme a questa, il museo presenta una sezione dedicata interamente al vetro colorato, e del cristallo che racchiude il meglio della produzione empolese dalla metà degli anni Cinquanta del Novecento.

 

SITOGRAFIA:

http://www.museodelvetrodiempoli.it/

http://www.inempoli.it/HOME/Pagina/49/museo-della-collegiata-di-santandrea

 

Pubblicato da martysmith89

Se dovessi descrivere la mia vita, la definerei come un paesaggio pedemontano, dove rilievi irti e rocciosi si intrecciano con ampie vallate sconfinate. La mia prima grande passione,quella per la scienza, c'è stata fin da piccola ma ha cominciato ad assumere la forma della Biologia in seconda liceo, e dell'Immunogenetica adesso. L'altra, quella per la scrittura, quasi in parallelo, grazie ad eventi casuali: per me è stato come un fulmine, che mi ha colpita e ha lasciato un segno indelebile. Io e la scrittura siamo unite da un filo invisibile ma solido.

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